PETIZIONE POPOLARE NAZIONALE

ai Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica
PER IL FINANZIAMENTO DEI LEA (Livelli essenziali di assistenza) PER LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI

A G G I O R  N A M E N T I
Alle Organizzazioni e Persone che collaborano alla Petizione nazionale sui Lea

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Aggiornamento n. 24  del  31 gennaio 2013

1. Segnaliamo alla Vostra attenzione che fra 8-10 giorni saranno pronti i fascicoli per la raccolta delle adesioni e delle firme in merito alla Petizione popolare nazionale per il diritto prioritario delle prestazioni domiciliari alle persone non autosufficienti. Vi chiediamo pertanto di volerci segnalare il numero dei moduli che dobbiamo spedirVi nonché il relativo indirizzo postale.

2. Occorre che, con la massima urgenza possibile, ci inviate i fascicoli firmati della prima Petizione popolare nazionale, quella riguardante il finanziamento dei Lea.

3. Uniamo copia della e-mail (e relativi allegati: uno, due e tre), inviata dalla Fondazione promozione sociale onlus al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri Balduzzi e Fornero nonché al Sottosegretario Guerra.

4. Segnaliamo nuovamente alla Vostra attenzione la rivista trimestrale Prospettive assistenziali che esce ininterrottamente dal 1968 e che in ogni numero contiene notizie importanti non riportate da altre fonti, internet compreso. L’abbonamento per il 2013 è di euro 45,00; 60 per l’abbonamento sostenitore e 100 per quello promozionale. Versare l’importo sul c.c.p. n. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale - via Artisti, 36 – 10124 Torino (Iban: IT4950760101000000025454109); oppure tramite bonifico bancario, all'Associazione promozione sociale, codice Iban: IT39Y0200801058000002228088  (Unicredit banca, Agenzia Torino, C.so S. Maurizio 42). 

 


 

Aggiornamento n. 23  del  21 gennaio 2013

 

1) Vi proponiamo di inviare al Presidente del Consiglio dei Ministri, Sen. Mario Monti (Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 Roma; segreteriadelportavoce@governo.it), ai Ministri della salute Renato Balduzzi (Lungotevere Ripa 1,  00153 – Roma; segreteriaministro@sanita.it), del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero (Via Veneto, 56 - 00187 Roma; segreteriaministro@mailcert.lavoro.gov.it), e al  Sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali Maria Cecilia Guerra (Via Fornovo, 8 – 00192 Roma; segreteriaguerra@lavoro.gov.it), telegrammi o altri mezzi, in merito all’Isee, di cui uniamo il testo del nostro invio tramite posta elettronica certificata.

2) Segnaliamo inoltre alla Vostra attenzione gli opuscoli:  
- “Handicap intellettivo in situazione di gravità – Diritti esigibili sanciti dai Lea, Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria
- “Cure per anziani malati cronici e malati di Alzheimer. Breve guida sul diritto degli anziani  cronici non autosufficienti e dei malati di Alzheimer alle cure socio-sanitarie

Ai suddetti testi sono state predisposte, come allegati, le note integrative seguenti:
- Nota integrativa per l'opuscolo "Handicap intellettivo ..."
- Nota integrativa per l'opuscolo "Cure per anziani malati cronici ..."

I testi cartacei degli opuscoli e le relative note integrative sono a Vostra gratuita disposizione. Per riceverli è sufficiente che ci informiate per e-mail in merito al numero delle copie desiderate per ciascun opuscolo e che ci comunichiate anche il Vostro indirizzo postale se non potere venire a ritirali direttamente a Torino (Via Artisti 36).


 

 

Aggiornamento n. 22  del  7 gennaio 2013

 

 

Uniamo il testo definitivo della lettera aperta riguardante l’illogica e devastante sentenza n. 296/2012 della Corte costituzionale, inviata dal Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) al Presidente e ai Componenti della Corte costituzionale, ai Presidenti del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali, nonché ai Ministri Renato Balduzzi e Elsa Fornero e al Sottosegretario Maria Cecilia Guerra.

 

A nostro avviso le basi per le urgenti iniziative da assumere per evitare che, utilizzando la sentenza 296/2012 le Regioni e le Province autonomie di Bolzano e di Trento ne approfittino per imporre contributi economici ai congiunti delle persone non autosufficienti (anziani malati cronici, soggetti con demenza senile o con handicap intellettivo in situazione di gravità, pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata autonomia, ecc.) sono le seguenti:

 

1. l’attuazione corretta della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità approvata il 13 dicembre 2006 dalle Nazioni Unite, ratificata dall’Italia con la legge 18/2009, in cui le istituzioni, oltre ad essere impegnate a garantire il rispetto della dignità intrinseca dei succitati soggetti (articolo 3) devono «fornire alle persone con disabilità servizi sanitari gratuiti o a costi accessibili» (articolo 25);

 

2. detti nostri concittadini (oltre un milione) hanno il diritto pienamente e immediatamente esigibile alle prestazioni residenziali sanitarie e socio-sanitarie. I soggetti con handicap intellettivo hanno anche il diritto, anch’esso pienamente e immediatamente esigibile, alle prestazioni semiresidenziali socio-sanitarie. Al riguardo si vedano anche le ordinanze del Tar del Piemonte n. 381 e 609/2012. Detti diritti devono essere attuati dalle Asl come è previsto dai Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. Il ruolo dei Comuni è integrativo rispetto a quello delle Asl e non sostitutivo;

 

3. per ottenere il diritto esigibile alle prioritarie prestazioni socio-sanitarie domiciliari dei soggetti di cui al punto precedente, sarà avviata al più presto la Petizione popolare nazionale il cui testo Vi è stato trasmesso;

 

4. ai sensi delle leggi vigenti in materia di sanità, di assistenza e degli altri settori, le Regioni e le Province autonome di Bolzano e di Trento hanno competenza esclusivamente nei confronti delle persone che ricevono direttamente le prestazioni e non nei riguardi dei congiunti conviventi o non conviventi ai quali non viene fornito alcun intervento;

 

5. la competenza legislativa per le contribuzioni a carico dei congiunti delle persone che non ricevono direttamente prestazioni dalla sanità o dall’assistenza o da altri settori spetta esclusivamente allo Stato ai sensi della lettera l) “Ordinamento civile” del 2° comma dell’articolo 117 della Costituzione;

 

6. il decreto amministrativo previsto dal comma 2 ter dell’articolo 3 del decreto legislativo 109/1998 è stato sostituito dalla legge 328/2000 i cui articoli 14 “Progetti individuali per le persone disabili”, 15 “Sostegno domiciliare per le persone anziane non autosufficienti” e 16 “Valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari”, stabiliscono con norme molto precise le iniziative volte a «favorire la permanenza dell’assistito presso il nucleo familiare di appartenenza» di cui al sopra citato decreto amministrativo;

 

7. la questione delle contribuzioni economiche a carico dei congiunti delle persone che ricevono prestazioni dalla sanità o dall’assistenza o da altri settori deve essere affrontata nell’ambito di tutte le relative analoghe situazioni. Al riguardo si osserva quanto segue:

a) nessuna valutazione viene compiuta in merito alle risorse (redditi e beni) dei congiunti conviventi per quanto riguarda le prestazioni assistenziali erogate ai cassintegrati e ai disoccupati;

b) non sono mai previsti accertamenti sulle condizioni economiche dei congiunti non conviventi per quanto concerne l’integrazione al minimo delle pensioni, la maggiorazione sociale, l’assegno sociale, l’assegnazione di alloggi dell’edilizia economica e popolare, i contributi economici per l’affitto erogato ai soggetti deboli, ecc.

c) nessuna richiesta viene rivolta dai Comuni ai nonni dei bambini frequentanti gli asili nido o le scuole materne i cui genitori non hanno le risorse sufficienti per il pagamento dell’intera retta, nonostante che l’articolo 148 del codice civile stabilisca che «quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi o naturali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli».

Si concorda pienamente con le attuali procedure in base alle quali ai congiunti conviventi (lettera a), a quelli non conviventi (lettera b) e agli ascendenti (lettera c) non viene mai richiesto il versamento di contributi economici per le erogazioni fornite a seguito delle difficoltà finanziarie dei loro familiari;

 

8. per quanto concerne gli anziani malati cronici non autosufficienti si ricorda che il Parlamento nelle leggi 841/1953 e 692/1955, che avevano sancito il diritto alle cure sanitarie dei pensionati del settore pubblico e privato e del loro congiunti conviventi di qualsiasi età comprese quelle ospedaliere gratuite senza limiti di durata, aveva aumentato i contributi “previdenziali” a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro il cui importo è stato ulteriormente incrementato dalla legge 386/1974. Detti contributi sono tuttora introitati dallo Stato. Inoltre occorre tener presente che attualmente le persone non autosufficienti ricoverate presso le Rsa devono contribuire, nella misura massima del 50%, al costo delle cure socio-sanitarie sulla base delle loro personali risorse economiche (redditi e beni, dedotte le franchigie di legge).

 

Ciò premesso, vi è l’urgentissima necessità di iniziative nei confronti dei Parlamentari, del Governo, delle Regioni e dei Comuni volte ad ottenere sia il rispetto del diritto alle prestazioni socio-sanitarie delle persone non autosufficienti, sia la non attribuzione di oneri economici ai congiunti degli ultrasessantacinquenni non autosufficienti e dei soggetti con handicap in situazione di gravità.

È anche estremamente importante promuovere, sulle basi sopra indicate ai punti 1 - 8, altri ricorsi alla Corte costituzionale in modo da ottenere – lo speriamo vivamente – una sentenza che interpreti correttamente le vigenti disposizioni di legge.

 

Mentre restiamo in attesa di conoscere il Vostro parere in merito a quanto sopra proposto, porgiamo cordiali saluti.

 

Maria Grazia Breda, Giuseppe D’Angelo e Francesco Santanera
p. Comitato promotore della petizione

 

 

P.S. Segnaliamo che è imminente l’avvio della raccolta delle firme e delle adesioni della nuova Petizione popolare nazionale per il diritto alle prioritarie prestazioni domiciliari delle persone non autosufficienti.

NOTA. Per un tempestivo e corretto aggiornamento sulle questioni riguardanti le persone non autosufficienti (leggi, delibere, sentenze, ecc.) è consigliabile l’abbonamento alla rivista trimestrale Prospettive assistenziali che esce ininterrottamente dal 1968. Per l’abbonamento 2013 versare euro 45,00 sul c.c.p. n. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale - via Artisti, 36 - 10124 Torino (Iban:  IT4950760101000000025454109); oppure  tramite bonifico bancario, all'Associazione promozione sociale, codice Iban: IT39Y0200801058000002228088.

 


Aggiornamento n. 21  del  24 dicembre 2012

 Uniamo il testo di una “lettera aperta” sulla sentenza della Corte costituzionale n. 296/2012  che il Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) intende diffondere al fine di contrastare gli effetti devastanti che potrebbe scatenare la succitata sentenza che spalanca le porte alle Regioni e alle Province autonome di Bolzano e Trento per l’attribuzione ai parenti degli ultrasessantacinquenni non autosufficienti – ed anche dei soggetti con handicap in situazione di gravità – di oneri economici anche ingenti.  

Gradiremmo in proposito conoscere il Vostro parere sulla “lettera aperta”.  

L’ipotesi di un intervento diretto del Presidente della Corte costituzionale nei confronti dei Ministri della salute e delle politiche sociali è stata avanzata – non avendo altre proposte migliori – per evitare che vadano a rotoli le famiglie di persone colpite da patologie e/o da handicap invalidanti e da non autosufficienza.  

Ovviamente sono positive tutte le segnalazioni che le Organizzazioni assumeranno nei confronti dei citati Ministri della salute, prof. Renato Balduzzi (e-mail segreteriaministro@sanita.it); delle politiche sociali, prof.ssa Elsa Fornero (e-mail segreteriaministrofornero@lavoro.gov.it) e del Sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali, prof.ssa Maria Cecilia Guerra (e-mail segreteriaguerra@lavoro.gov.it).  

Grazie molte e vivissimi Auguri di un sereno 2013.  

La segreteria


Aggiornamento n. 20  del 12 dicembre 2012

A causa delle previste elezioni per il rinnovo del Parlamento, questa Segreteria ritiene opportuno, salvo Vostro diverso parere, effettuare la consegna della rimanenza dei moduli contenenti le firme (oltre 10mila già disponibili) ai nuovi Presidenti della Camera e del Senato, nonché ai nuovi Ministri della sanità e delle politiche sociali.

Sulla base delle ordinanze del Tar del Piemonte n. 381 e 609/2012 in cui viene riconosciuta l’illegittimità delle liste di attesa per l’accesso alle prestazioni previste dai Lea, riportiamo (cliccare qui) i nuovi facsimili predisposti dalla Fondazione promozione sociale onlus per:

a.  la frequenza del centro diurno da parte di soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità

b.  l’accoglienza residenziale dei soggetti di cui sopra;

c.  l’attivazione delle cure domiciliari e l’erogazione dell’assegno di cura a favore dei familiari che assistono volontariamente anziani cronici non autosufficienti – Diffida;

d.  l’opposizione alle dimissioni dagli ospedali e dalle case di cura private convenzionate e la prosecuzione delle cure degli anziani malati cronici non autosufficienti e malati di Alzheimer fino all’inserimento in una Rsa a tempo indeterminato o con il rientro a domicilio previa sottoscrizione di un contratto di cura con l’Asl;

e.  il versamento da parte dell’Asl della quota sanitaria in caso di ricovero in residenza sanitaria assistenziale di familiare anziano cronico non autosufficiente effettuato per motivi di urgenza in una struttura non convenzionata – Diffida;

f.   l’erogazione da parte dell’Asl e dell’Ente gestore delle attività socio-assistenziali  delle prestazioni essenziali e del pagamento delle quote sanitarie e alberghiere – Diffida.

Confidiamo nella Vostra preziosa collaborazione per la prevista Petizione popolare nazionale per il diritto alle prestazioni domiciliari e ricordiamo di inviarci al più presto le osservazioni e/o  integrazioni al testo già inviatoVi.

 


Aggiornamento n. 19  del 23 novembre 2012  

Data la rilevante importanza della decisione del Tar del Piemonte, alleghiamo la relativa comunicazione redatta dall’Associazione promozione sociale , dall’Ulces e dall’Utim in data 23 novembre 2012

COMUNICAZIONE

Uniamo copia dell’Ordinanza 609/2012 del Tar del Piemonte del 21 novembre 2012, depositata in Segreteria il giorno successivo, concernente il ricorso contro la delibera 45/2012 della Giunta della Regione Piemonte, presentato dall’Associazione promozione sociale (editrice della rivista Prospettive assistenziali e del notiziario Controcittà), dall’Ulces (Unione per la lotta contro l’emarginazione sociale) e dall’Utim (Unione per la tutela degli insufficiente mentali), organizzazioni che fanno parte del Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) e che operano secondo i principi del volontariato dei diritti.

La delibera della Regione Piemonte conteneva norme gravemente lesive delle esigenze e dei diritti fondamentali degli anziani malati cornici non autosufficienti e delle persone colpite dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile.

Infatti nella delibera in oggetto era prevista la possibilità di inserire detti malati in liste di attesa allo scopo di rinviare (magari per mesi o anni) le occorrenti prestazioni socio-terapeutiche domiciliari  e residenziali.

Attualmente dette liste di attesa riguardano oltre 30mila abitanti in Piemonte, colpiti da patologie invalidanti e da non autosufficienza.

Inoltre la delibera 45/2012 stabiliva che, nei casi di ricovero provvisorio presso Rsa, le prestazioni venissero assicurate gratuitamente solo per 30 giorni, che per i successivi 30 giorni i degenti dovessero versare il 50% della retta e che – fatto gravissimo – scaduti i 60 giorni di cui sopra l’intero importo della retta fosse a carico dei ricoverati (da 90 a 106 euro al giorno).

Il Tar del Piemonte, con la sopra ricordata ordinanza n. 609/2012 ha stabilito – decisione della massima importanza – che «l’istituzione di liste di attesa per la presa in carico dell’anziano  (liste di attesa previste nell’ipotesi in cui le risorse richieste dal Progetto individualizzato non siano immediatamente disponibili» viola le norme relative alle «prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza (decreto del Presidente del Consigli dei Ministri del 29 novembre 2001, Allegato 1.C, punti 8 e 9), i quali devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».

Pertanto le liste di attesa sono illegali, per cui è confermato che gli anziani malati cronici non autosufficienti e le persone con demenza senile hanno il diritto pienamente e immediatamente esigibile alle prestazioni residenziali socio-sanitarie. Ne consegue che, nei casi di ricovero disposto dall’Asl, i degenti devono versare la quota alberghiera (che non può essere superiore al 50% della retta totale) nell’ambito delle loro personali risorse economiche (redditi e beni) senza alcun onere per i congiunti conviventi o non conviventi.

Il Tar ha altresì stabilito che dopo i 60 giorni di cui sopra, l’intera retta di ricovero deve essere versata esclusivamente dalla persona che è diventata autosufficiente.

Il Tar ha stabilito che, se permane la situazione di non autosufficienza, dette persone hanno il diritto esigibile di continuare a ricevere le prestazioni residenziali socio-sanitarie, contribuendo anche in questo caso alle spese con le proprie personali risorse economiche, senza alcun onere per i congiunti conviventi e non conviventi.

Per quanto riguarda i trasferimenti in ambulanza delle persone ricoverate presso le Rsa, Residenze sanitarie assistenziali, per le prestazioni diagnostiche e specialistiche non erogabili direttamente nell’ambito della struttura di ricovero, il Tar ha confermato che sono a carico del Servizio sanitario solo quelli effettuati in regime di urgenza e quelli rientranti nei livelli essenziali di assistenza. Occorre dunque richiedere che i medici delle Asl precisino che i trasferimenti in ambulanza sono richiesti per prestazioni diagnostiche e terapeutiche previste dai livelli essenziali di assistenza.

Segnaliamo inoltre che nell’ordinanza n. 609/2012 il Tar ha ricordato la precedente ordinanza n. 381/2012 che, su ricorso presentato dalle stesse tre organizzazioni sopra indicate, ha sancito l’illegittimità delle liste di attesa riguardanti la frequenza dei centri diurni da parte dei soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità.

Ne deriva altresì la conferma del pieno e immediato diritto esigibile all’accoglienza residenziale dei soggetti con handicap in situazione di gravità nei casi in cui, compresa l’indisponibilità dei congiunti, non è più praticabile la permanenza a domicilio.

Mentre esprimiamo viva soddisfazione per la decisione del Tar del Piemonte e ringraziamo gli Avvocati Roberto Carapelle e Simona Montuori per l’ottima attività legale svolta, deploriamo vivamente la totale inerzia dei Sindacati Cgil, Cisl e Uil (ad eccezione dello Spi-Cgil di Torino), dei Comuni e degli Enti gestori delle attività socio-assistenziali, nonché delle organizzazioni di tutela dei soggetti deboli e del volontariato consolatorio che non si sono opposti alla delibera n. 45/2012 della Giunta del Piemonte, nonostante che fosse volta a negare le esigenze socio-terapeutiche degli anziani malati cronici non autosufficienti e delle persone con demenza senile, decine di migliaia di nostri concittadini.

Cordiali saluti

p. Utim, Vincenzo Bozza,  p. Ulces, Luisa Maria Ponzio  e  p. Aps, Francesco Santanera.
Via Artisti 36 – 10124 Torino  - Tel. 011 8124469    Fax 011 8122595

 P.S. Si segnala che anche l’Anaste, Associazione nazionale strutture terza età, ha presentato un ricorso al Tar del Piemonte contro la delibera della Giunta della Regione Piemonte n. 45/2012.


Aggiornamento n. 18  del 22 novembre 2012  

1.   Uniamo la seconda bozza del testo della Petizione popolare per il diritto alle prestazioni domiciliari, con preghiera di farci avere le Vostre osservazioni.

2.   Alleghiamo i documenti:

a. Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria, oneri a carico del Servizio sanitario e Fondi nazionale e regionali per la non autosufficienza

b. Modalità da osservare per ottenere l’attuazione dei vigenti diritti”.

 3.   Ricordiamo nuovamente la necessità che i fascicoli firmati della Petizione popolare nazionale per il finanziamento dei Lea ci vengano inviati entro il 10 gennaio 2013 in modo da poterli consegnare alla Camera dei Deputati, al Senato e ai Ministri Balduzzi e Fornero.

 4.   Segnaliamo alla Vostra attenzione l’importanza dell’abbonamento alla rivista Prospettive assistenziali per una corretta e tempestiva informazione sui problemi socio-sanitari, con particolare riguardo a quelli concernenti le persone non autosufficienti (soggetti con handicap in situazione di gravità, anziani malti cronici non autosufficienti, infermi colpiti dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata autonomia, ecc.).       
Su Prospettive assistenziali, che esce ininterrottamente dal 1968, troverete notizie importati che non vengono segnalate da altre fonti, internet compreso.         
L’abbonamento per il 2013 è di euro 45,00; 60 per l’abbonamento sostenitore e 100 per quello promozionale. Versare l’importo sul c.c.p. n. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale - via Artisti, 36 – 10124 Torino (Iban: IT4950760101000000025454109); oppure tramite bonifico bancario, all'Associazione promozione sociale, codice Iban: IT39Y0200801058000002228088  (Unicredit banca, Agenzia Torino, C.so S. Maurizio 42).


Aggiornamento n. 17  del 25 ottobre 2012  

1.      Ricordiamo che la raccolta delle firme per la Petizione popolare sul finanziamento dei Lea terminerà il 31 dicembre p.v.  

Considerati i risultati positivi fin qui ottenuti e confidando nella Vostra preziosa collaborazione, sottoponiamo alla Vostra attenzione la bozza di una seconda Petizione riguardante il diritto alle prestazioni domiciliari sanciti dai Lea. Pregandovi di volerci informare in merito con cortese sollecitudine, Vi chiediamo di verificare se ritenete valida l’iniziativa nonché se a Vostro avviso il testo allegato è idoneo.

 2.      Con l’occasione rinnoviamo i più vivi ringraziamenti alle Personalità e alle Organizzazioni pubbliche e private che hanno inviato la loro adesione alla Petizione popolare nazionale sul finanziamento dei Lea, nonché a coloro che hanno collaborato alla raccolta delle firme, il cui impegno ha favorito l’approvazione unanime, in data 11 luglio 2012, da parte della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, della Risoluzione n. 8-00191 ed ha indotto il Presidente della Camera dei Deputati ad organizzare il 10 ottobre scorso l’incontro sul tema “Livelli essenziali di assistenza sanitaria e tutela delle persone non autosufficienti” di cui al nostro Aggiornamento n. 16 del 16 ottobre scorso.
Pertanto, come abbiamo già rilevato, sono stati nuovamente confermati i vigenti diritti pienamente esigibili alle seguenti prestazioni socio-sanitarie:

- per i soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità, la frequenza – al termine della scuola dell’obbligo – di un centro diurno, in genere dal lunedì al venerdì per 8 ore al giorno;

 - l’accoglienza di detti soggetti in strutture residenziali (è auspicabile che si tratti di comunità alloggio parafamiliari inserite in modo sparso nel vivo del contesto sociale, in tutti i casi in cui, anche per la non disponibilità dei congiunti, non sia più praticabile la permanenza a domicilio);

- il ricovero degli anziani malati cronici non autosufficienti, delle persone colpite dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, presso Rsa qualora non necessitino di prestazioni ospedaliere e non sia possibile, per qualsiasi ragione – compresa la non disponibilità dei congiunti – provvedere a domicilio;

- l’accoglienza presso strutture residenziali dei pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitatissima autonomia, anche in questo caso, qualora non sia possibile garantire la permanenza a casa.

Trattandosi di diritti garantiti dalla lettera m) del 2° comma dell’articolo 117 della Costituzione, le istituzioni tenute ad intervenire (Asl e Comuni) non possono per nessuna ragione ritardare o negare le prestazioni facendo riferimento alla mancanza di sufficienti risorse economiche o ad altri motivi.

 3.      Per quanto riguarda le modalità da tener presente per ottenere i diritti di cui sopra, si fa riferimento a quanto segnalato nel precedente aggiornamento, sottolineando l’assoluta necessità che i rapporti con le istituzioni (richiesta della prestazione, opposizione alle dimissioni, ecc.) siano esclusivamente e sempre tenuti per iscritto e non a livello verbale, in modo da costringere l’istituzione a fornire notizie controllabili e, se del caso, contestabili.


Aggiornamento n. 16   16 ottobre 2012

1.  Uniamo il testo degli interventi svolti dal Presidente della Camera dei Deputati (cliccare qui) e da Maria Grazia Breda (cliccare qui) nell’incontro sul tema “Livelli essenziali di assistenza sanitaria e tutela delle persone non autosufficienti” che ha avuto luogo il 10 ottobre scorso. In detto incontro sono stati nuovamente confermati i vigenti diritti pienamente esigibili alle prestazioni socio-sanitarie degli anziani malati cronici  non autosufficienti, delle persone colpite da demenza senile, dei soggetti con handicap intellettivo gravemente invalidante e dei pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata autonomia, ribadendo i contenuti della Risoluzione n. 8-00191 approvata all’unanimità l’11 luglio scorso dalla Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati.

2.  Per ottenere le prestazioni stabilite dai Lea (frequenza dopo la scuola dell’obbligo dei centri diurni per soggetti con handicap intellettivo grave, accoglienza dei succitati presso comunità alloggio o altre strutture residenziali, ricovero presso Rsa degli anziani cronici non autosufficienti e delle persone con demenza senile e degenza presso strutture residenziali dei pazienti con rilevati problemi psichiatrici e limitata autonomia), occorre seguire le seguenti indicazioni:

a.     richiedere gli interventi mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata impersonalmente al Direttore generale dell’Asl di residenza e al Responsabile dell’Ente gestore delle attività socio-sanitarie, inviando copia della medesima all’organizzazione di riferimento che si occupa della tutela dei soggetti deboli;

b.     pretendere sempre una risposta scritta. Al riguardo la raccomandata A/R di cui sopra deve contenere la seguente frase: «Ai sensi e per gli effetti della legge 241/1990 lo/la scrivente chiede una risposta scritta». Se la risposta non perviene nei 90 giorni successivi al recepimento, è opportuno inviare un sollecito con raccomandata A/R. In caso di ulteriore mancata risposta, l’omissione può essere segnalata alla Procura della Repubblica per l’avvio della procedura penale prevista dalle leggi vigenti;

c.      mai accettare risposte verbali che, molto spesso, sono fuorvianti, e sollecitare un riscontro scritto;

d.     nei casi di minaccia (“chiamiamo i carabinieri”, ecc.) o di accuse (“volete abbandonare il vostro congiunto”, ecc.), se si è in possesso di dichiarazioni scritte di testimoni presenti, preferibilmente non parenti, possono essere presentati esposti alla Procura della Repubblica;

e.      sul presente sito vi sono facsimili per le istanze di cui sopra.

 3.  In merito al diritto alle cure domiciliari, com’è precisato nelle note giuridiche allegate alla Petizione popolare nazionale sul finanziamento dei Lea, le norme nazionali contengono solo una enunciazione di detto diritto. Tuttavia è possibile, ad esempio, opporsi alle dimissioni da ospedali e da case di cura private di un anziano malato cronico non autosufficiente o di una persona con demenza senile fino a quando si ottiene un protocollo in cui sono precisati gli obblighi dell’Asl, dell’Ente gestore delle prestazioni socio-assistenziali e della persona che assume volontariamente il compito di provvedere a domicilio alla persona non autosufficiente. Al riguardo si segnala l’articolo “Impegni sottoscritti dall’Asl To3 e dal Cisap con il figlio per la cura a domicilio della madre non autosufficiente”, pubblicato sul n. 169/2010 di Prospettive assistenziali.    
Altra iniziativa da valutare è il ricorso al giudice del lavoro nei casi di rifiuto da parte dell’Asl e/o dell’Ente gestore delle attività socio-assistenziali di fornire le prestazioni indispensabili per la permanenza a domicilio di una persona non autosufficiente a causa dell’handicap o della patologia da cui è colpito.

4.  Abbonatevi a Prospettive assistenziali per una corretta e tempestiva informazione sui problemi socio-sanitari, con particolare riguardo a quelli concernenti le persone non autosufficienti (soggetti con handicap in situazione di gravità, anziani malti cronici non autosufficienti, infermi colpiti dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata autonomia, ecc.).         
Su Prospettive assistenziali, che esce ininterrottamente dal 1968, troverete notizie importati che non vengono segnalate da altre fonti, internet compreso.
L’abbonamento per il 2013 è di euro 45,00; 60 per l’abbonamento sostenitore e 100 per quello promozionale. Versare l’importo sul c.c.p. n. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale - via Artisti, 36 – 10124 Torino (Iban: IT4950760101000000025454109); oppure tramite bonifico bancario, all'Associazione promozione sociale, codice Iban: IT39Y0200801058000002228088  (Unicredit banca, Agenzia Torino, C.so S. Maurizio 42).


Aggiornamento n. 15   3 ottobre 2012

A causa delle possibili gravissime conseguenze negative del nuovo Isee, uniamo:
- il testo non definitivo predisposto dal Ministro delle politiche sociali;  cliccare qui
- la e-mail inviata il 2 u.s. dal Csa, Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri Fornero e Balduzzi e al Sottosegretario Guerra.  cliccare qui 
A nostro avviso è estremamente importante e urgente che Voi segnaliate alle sopracitate Autorità il Vostro parere, grati se vorrete inviarci copia.

La segreteria


Aggiornamento n. 14   2 ottobre 2012

1.    Segnaliamo le seguenti iniziative:

a.    10 ottobre 2012, ore 15,00-16,30, Roma, Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati

La Presidenza della Camera dei Deputati in collaborazione con il Comitato per la promozione della petizione popolare nazionale sui Lea, presenterà la Risoluzione n. 8-00191, approvata l’11 luglio u.s., all’unanimità, dalla XII Commissione Affari sociali della Camera, allo scopo di valorizzare il ruolo della partecipazione democratica dei cittadini.

In questo caso la Petizione è stata promossa perché il Parlamento e il Governo si attivino per rispondere all’emergenza che riguarda oltre un milione di cittadini italiani (e i loro congiunti) affetti da patologie croniche invalidanti e non autosufficienza, di cui la maggior parte anziani e/o malati di Alzheimer e altre forme di demenza.

Che cosa cambia per i malati non autosufficienti e i loro congiunti: la Risoluzione conferma l’esigibilità dei diritti previsti dalla normativa sui Lea (Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria) per i malati non autosufficienti e le persone con gravi handicap invalidanti alle cure domiciliari, alla frequenza dei centri diurni, al ricovero in strutture convenzionate. In tal modo le organizzazioni sociali e di volontariato sono rafforzate nella loro azione di difesa del diritto alle cure sanitarie e socio-sanitarie dei malati cronici non autosufficienti e delle persone con gravi handicap invalidanti.

La Risoluzione sollecita altresì il Governo a predisporre il piano per la non autosufficienza che, in effetti, è stato in seguito presentato all’interno del Patto per la salute, accogliendo molte delle richieste della Petizione popolare nazionale (ad esempio è stata introdotta una corretta definizione delle persone non autosufficienti; è mantenuta la titolarità delle prestazioni Lea (e quindi del relativo finanziamento) in capo al Servizio sanitario nazionale; viene definita una percentuale di finanziamento che Asl/Enti gestori dei servizi socio-assistenziali devono assicurare per garantire la priorità delle cure domiciliari.

Come si svolgerà la conferenza: l’On. Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati aprirà i lavori; l’On. Giuseppe Palumbo, Presidente della XII Commissione affari sociali, coordinerà i lavori.

E’ previsto l’intervento del relatore della proposta di Risoluzione, On. Mimmo Lucà e della 1^ firmataria della Petizione popolare nazionale (Maria Grazia Breda) a nome del Comitato promotore.

Sono già state inoltrate richieste di intervento al Ministro per la salute, Prof. Renato Balduzzi e al Ministro per il welfare, Prof.ssa Elsa Fornero.

A chi è rivolta la conferenza: la petizione popolare nazionale ha ottenuto 75 adesioni, che rappresentano le diverse componenti istituzionali e della società civile che operano nell’ambito della non autosufficienza. Hanno aderito amministrazioni pubbliche e private, ordini professionali, organizzazioni sociali, personalità del mondo universitario e scientifico, associazioni di gestori privati, cooperative sociali, associazioni di volontariato, nonché magistrati, professori universitari, ricercatori e studiosi delle politiche sanitarie e sociali, operatori dei servizi sanitari e socio-sanitari. In totale sono state raccolte oltre 16mila firme di cittadini in tutto il Paese.

L’invito è quindi rivolto a tutti i cittadini che hanno partecipato alla Petizione nazionale e a quanti desiderano conoscerne i contenuti e partecipare alla sua riuscita.

Per informazioni: Maria Grazia Breda, segreteria del Comitato promotore per della petizione popolare sui Lea info@fondazionepromozionesociale.it tel. 011-812.44.69; fax 011-812.25.95.

b.  27 ottobre 2012, ore 9-13,30, Torino, Via Vespucci 61, Aula Fondazione Arturo Pinna Pintor.

 La presenza nel nostro Paese di oltre un milione di anziani cronici non autosufficienti e di persone affette da varie forme di demenza senile esige la predisposizione di interventi rispettosi dei fondamentali principi etici ed in grado di fornire adeguate risposte ai bisogni complessi dei pazienti e delle loro famiglie. Nelle diverse forme di non autosufficienza si richiede una tipologia di assistenza che, non da oggi, si definisce diversa “intensità di cure”; per la sua valutazione vi sono oggi numerosi modelli da adottare per la classificazione dei pazienti ai fini dell’organizzazione dei servizi, della presa in carico in una logica di continuità assistenziale e di personalizzazione del piano di cura.

L’assistenza erogata sulla base della intensità delle cure, come sistema innovativo per l’organizzazione sanitaria, coinvolge tutte le istituzioni per rendere esigibile il diritto alla salute, con tutte le implicazioni di carattere sociale, economico ed etico, in una visione multi professionale e partecipata dai cittadini.

Programma
9.00 Introduzione: Plinio Pinna Pintor
I sessione - Moderatore: G. Isaia
9.15 Livelli essenziali di assistenza: le esigenze dei pazienti, le attese dei loro congiunti e il ruolo del volontariato promozionale – M. G. Breda
9.30 Le attività svolte da Alzheimer Piemonte a tutela delle persone con demenza senile
Moderatore e Relatore: G. Maggiora
II sessione
10.00 Tavola rotonda - Moderatore: L. Centillo
10.15 Cronicità e cure domiciliari – C. Pontillo
10.30 Le cure infermieristiche e l'organizzazione dei servizi
D. Resta
10.45 Dai centri diurni per le persone colpite da demenza senile alla qualità delle prestazioni nelle residenze sanitarie e assistenziali: percorsi di deospedalizzazione e di continuità assistenziale – P. Landra
11.00 L'integrazione socio-sanitaria
M. Lo Cascio
11.15 Gli aspetti etici delle cure socio-sanitarie e dell'accompagnamento dei malati e dei loro familiari – Don M. Brunetti
Dibattito

13.30 Buffet

 c.   14 novembre 2012, ore 14,30-18,30, Bologna, presso Centro congressi Savoia Hotel

 Nell’ambito del Convegno “Esperienze riguardanti l’attuazione del diritto alle cure socio-sanitarie degli anziani malati cronici non autosufficienti e delle persone con demenza senile” la Fondazione promozione sociale onlus presenta un Workshop che ha l’obiettivo di trasferire ai partecipanti le esperienze attuate dai relatori, nei rispettivi campi di competenza e azione, per garantire il diritto alle cure socio-sanitarie degli anziani cronici non autosufficienti e/o delle persone affette da demenza senile.
A partire dal quadro normativo di riferimento nazionale (le prime leggi risalgono al 1953 e 1955) ci si soffermerà su come, concretamente, è possibile dare attuazione ai Lea (Livelli essenziali di assistenza sociosanitaria).In particolare attraverso l’esame di casi concreti seguiti dal Sindacato Spi-Cgil si indicherà come ottenere il diritto alle continuità delle cure socio-sanitarie, dopo un ricovero in ospedale e/o casa si cura convenzionata, senza interruzione delle cure e senza essere parcheggiati nelle liste di attesa. Con l’intervento del Direttore di un Consorzio socio-assistenziale verranno sviluppate le questioni relative alle compartecipazioni economiche degli utenti, ed agli accordi scritti che si dovrebbero stipulare tra Asl, Ente gestore dei servizi socio-assistenziali, utente e/o chi li rappresenta, nonché le iniziative che dovrebbero essere intraprese per garantire la priorità dei finanziamenti per le persone non autosufficienti. La responsabile delle cure domiciliari dell’Asl To2 presenterà le iniziative socio-sanitarie rivolte ai malati cronici non autosufficienti. Com’è noto la normativa nazionale di riferimento (Lea, Dpcm 29 novembre 2001, reso cogente dall’articolo 54 della legge 289/2002) è ancora troppo generica. In attesa della messa a punto da parte del Parlamento di norme che rendano esigibile il diritto alle cure domiciliari, le Regioni e le Province autonome di Bolzano e Trento potrebbero assumere iniziative autonome. Verrà quindi illustrata la normativa della Regione Piemonte, nonché gli aspetti positivi e critici incontrati nelle attività concrete.      
Destinatari: Amministratori, medici, infermieri, operatori del settore socio-sanitario, gestori strutture pubbliche e private, cooperazione sociale, esperti di politiche socio-sanitarie, sindacalisti, responsabili associazioni di volontariato, associazioni dei consumatori, di tutela e dei familiari.

Programma
14.30 - Inizio dei lavori          
Modera e introduce Maria Grazia Breda, Presidente della Fondazione promozione sociale onlus          
– Le iniziative assunte dal Sindacato dei Pensionati Cgil di Torino e Provincia e tutela del diritto alle cure          socio-sanitarie degli anziani malati cronici  
Vanna Lorenzoni, Segretaria generale Spi-Cgil Provinciale di Torino e Provincia ;
– Attività svolta dall’Asl To2 in merito alle cure domiciliari di persone anziane non autosufficienti e di soggetti affetti da demenza senile    
Daniela Bodda, Responsabile Struttura complessa cure domiciliari e disabilità Asl Torino2;
– Il ruolo dei Comuni in merito alle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali rivolte alle persone con patologie invalidanti e non autosufficienti     
Mauro Perino, Direttore generale Consorzio intercomunale servizi alla persona (Cisap) tra i Comuni di Collegno e Grugliasco (To)          .
18.30 - Dibattito e conclusioni
Per la partecipazione è prevista la compilazione della relativa scheda di iscrizione attraverso il sito internet www.nonautosufficienza.it.

 2.    Abbonatevi a Prospettive assistenziali per una corretta e tempestiva informazione sui problemi socio-sanitari, con particolare riguardo a quelli concernenti le persone non autosufficienti (soggetti con handicap in situazione di gravità, anziani malti cronici non autosufficienti, infermi colpiti dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata autonomia, ecc.).

Su Prospettive assistenziali, che esce ininterrottamente dal 1969, troverete notizie importati che non vengono segnalate da altre fonti, internet compreso.

L’abbonamento per il 2013 è di euro 45,00; 60 per l’abbonamento sostenitore e 100 per quello promozionale. Versare l’importo sul c.c.p. n. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale - via Artisti, 36 – 10124 Torino (Iban: IT4950760101000000025454109); oppure tramite bonifico bancario, all'Associazione promozione sociale, codice Iban: IT39Y0200801058000002228088  (Unicredit banca, Agenzia Torino, C.so S. Maurizio 42).

 


Aggiornamento n. 13   30 agosto 2012

Anche sotto la spinta della Risoluzione n. 8-00191 approvata all’unanimità dalla Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati l’11 luglio scorso il Comitato promotore auspica la ripresa delle iniziative volte alla raccolta delle firme e delle adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private di cui si allega l’elenco di quelle finora pervenute. È infatti necessario raggiungere il maggior numero possibile di cittadini e di organizzazioni prima della fine del 2012, termine stabilito per la conclusione del percorso della Petizione.

Dal testo della succitata Risoluzione n. 8-00191 viene confermato che i Lea sanciscono già attualmente la piena e immediata esigibilità a favore:
  
a) 
dei soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità per quanto concerne la frequenza di centri diurni e l’accoglienza residenziale a tempo pieno;
   b)
degli adulti e degli anziani cronici non autosufficienti, delle persone affette dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile al ricovero presso Rsa, Residenza sanitarie assistenziali, con la conseguente garanzia della prosecuzione delle cure sanitarie fornite da ospedali e da case di cura private convenzionate;
   c)
dei pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata o nulla autonomia alla degenza presso strutture residenziali.

Segnaliamo altresì alla Vostra attenzione che sono in corso iniziative per:

- un dibattito pubblico presso una sala della Camera dei Deputati con la presenza dei Presidenti della Camera dei Deputati e della Commissione Affari sociali e dell’On. Mimmo Lucà;

- ottenere dal Senato un provvedimento analogo alla sopra citata Risoluzione della Camera dei Deputati n. 8-00191;

- l’avvio, a partire dal prossimo mese di gennaio, di una Petizione popolare nazionale volta ad ottenere una legge che riconosca il prioritario diritto esigibile alle prestazioni domiciliari delle persone non autosufficienti.


 

Aggiornamento n. 12   12 luglio 2012

Segnaliamo l’approvazione in data 11 luglio 2012 da parte della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati presiduta dall'on. Giuseppe Palumbo, con il parere favorevole dei Sottosegretari Cecilia Guerra (Politiche sociali) e Adelfio Elio Cardinale (Sanità), dell’allegata risoluzione n. 8-00191 di sostegno della Petizione popolare nazionale per il finanziamento dei Lea, su proposta dell’on. Mimmo Lucà.

Resta dunque confermato ancora una volta – e da una autorevole istituzione – che i Lea, Livelli essenziali di assistenza, stabiliscono diritti pienamente e immediatamente esigibili per i soggetti con handicap in situazione di gravità, per gli anziani cronici non autosufficienti e per le persone colpite dalla malattia di Alzheimer o da altre forme di demenza senile.

A nostro avviso non è assolutamente vero che, come aveva dichiarato il Sottosegretario Cardinale nel corso dell’esame del testo della risoluzione «la concreta esigibilità delle prestazioni sanitarie previste dai Lea alle persone non autosufficienti debba intendersi limitato dalle effettive disponibilità finanziarie» in quanto il secondo comma dell’articolo 117 della Costituzione precisa alla lettera m) che «i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale». Inoltre le sentenze segnalate nell’Aggiornamento n. 11 del 9 luglio 2012 confermano che le prestazioni previste dai Lea devono essere erogate senza poter avanzare alcun pretesto relativo alla mancanza di sufficienti risorse economiche.

Mentre la raccolta delle firme e delle adesioni continua fino al 31 dicembre p.v. si sottolinea l’estrema importanza delle iniziative volte ad ottenere il rispetto di detti diritti da parte del Servizio sanitario e dei Comuni: le relative modalità sono contenute nel sito www.fondazionepromozionesociale.it.


 

Aggiornamento n. 11   9 luglio 2012

Segnaliamo alla Vostra attenzione l’ordinanza del Tar del Piemonte n. 381/2012 del 20 giugno 2012, depositata in Segreteria il giorno successivo, in merito al ricorso allo stesso Tar presentato dall’Associazione promozione sociale, dall’Ulces (Unione per la lotta contro l’emarginazione sociale) e dall’Utim (Unione per la tutela degli insufficienti mentali), organizzazioni aderenti al Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base), contro la delibera approvata dal Consiglio di amministrazione del Consorzio intercomunale dei servizi socio-assistenziali “Ciss 38” di Cuorgnè (To) per l’istituzione e gestione delle liste di attesa dei soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità e limitata o nulla autonomia.

Il ricorso è stato motivato dal fatto che la presenza di liste di attesa viola il diritto pienamente e immediatamente esigibile alla frequenza dei centri diurni stabilito dai Lea, Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria (decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, le cui norme sono cogenti in base all’articolo 54 della legge 289/2002).

Avendo riconosciuto valide le motivazioni del ricorso, con l’ordinanza in oggetto la delibera del Ciss 38 è stata sospesa ed il ricorso verrà esaminato nell’udienza del 18 dicembre 2013. Pertanto per almeno un anno e mezzo il Ciss 38 non può ritardare la frequenza dei centri diurni ponendo le richieste degli interessati nelle liste di attesa.

È molto importante rilevare che nell’ordinanza del Tar del Piemonte viene affermato che le prestazioni relative ai centri diurni «rientrano pacificamente nei Livelli essenziali di assistenza» e che «gli Enti locali coinvolti sono (…) immediatamente tenuti a far fronte ai suddetti oneri (…) essendo stati vincolati ad applicare una disposizione immediatamente precettiva introdotta a tutela di una fascia di popolazione particolarmente debole».

Per quanto riguarda l’esigibilità del diritto alla frequenza dei centri diurni ricordiamo che nella sentenza 785/2011 del 9 marzo 2011, depositata in Segreteria il 24 marzo, la Sezione prima del Tar della Lombardia ha condannato il Comune di Dresano a risarcire nella misura di euro 2.200 il danno esistenziale subito dalla minore R. S. «in quanto l’illegittimo comportamento del Comune ha determinato uno slittamento della data di inizio del servizio [frequenza di un centro diurno per soggetti con grave handicap intellettivo] da settembre a novembre 2009». Inoltre nella sentenza viene precisato che «ove i genitori avessero dimostrato che, nel periodo di colpevole ritardo dell’Amministrazione comunale, essi abbiano provveduto direttamente e a proprie spese ad assicurare un servizio equivalente alla propria figlia minore, i relativi costi avrebbero rappresentato l’ammontare del danno patrimoniale risarcibile in loro favore».

Segnaliamo altresì che nella sentenza n. 1154 depositata in Cancelleria il 16 novembre 2010 la Sezione lavoro del Tribunale di Firenze, dopo aver rilevato che «l’atto amministrativo contenente una sorta di “liste a scorrimento” effettuata sulla base di una valutazione comparativa, seppur di carattere essenzialmente tecnico, delle posizioni dei richiedenti e lo stesso atto amministrativo che l’ha prevista, devono ritenersi radicalmente nulli o, comunque illegittimi», ha condannato l’Asl 10 di Firenze a rimborsare ai congiunti di una anziana malata cronica non autosufficiente, ricoverata in una Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) la somma di euro 42.385,20 quale importo della quota sanitaria spettante alla stessa Asl.

Occorre tener conto che i tre provvedimenti succitati sono fondati sugli stessi principi legislativi (le norme sui Lea) in base ai quali le persone non autosufficienti (soggetti con handicap intellettivo grave e limitata o nulla autonomia, anziani cronici non autosufficienti, malati colpiti dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, ecc.) hanno il diritto pienamente e immediatamente esigibile anche alle prestazioni residenziali senza limiti di durata.

Osserviamo infine che i tre provvedimenti in oggetto confermano quanto indicato nelle note giuridiche allegate alla Petizione popolare nazionale per il finanziamento dei Lea.


 

Aggiornamento n. 10    4  giugno 2012

 1.     Segnaliamo che il 30 maggio 2012 il Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini, ha ricevuto a Montecitorio una delegazione del Comitato promotore della Petizione popolare nazionale sui Lea (Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria per le persone non autosufficienti). Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati Giuseppe Palumbo ed il Segretario di Presidenza della Camera Mimmo Lucà, nonché i seguenti componenti della delegazione: Maria Grazia Breda, Presidente della Fondazione promozione sociale onlus;  Michele Assandri, Presidente Anaste (Associazione nazionale strutture terza età) Piemonte e in rappresentanza di Anaste Liguria e Lombardia;  Luigi Gabriele, Codici - Rapporti istituzionali; Giuliano Maggiora, Presidente della Sezione Piemonte dell’Associazione Alzheimer; Ellade Peller, Presidente del Consorzio servizi sociali in-Rete (Ivrea) e Portavoce degli Enti gestori dei servizi socio-assistenziali della Regione Piemonte; Luigia Pitascio, Vicepresidente nazionale Avo, Associazione volontari ospedalieri e Salvatore Rizza, Vicepresidente Eiss, Ente italiano di servizio sociale. L’incontro era stato richiesto dalla Segreteria del Comitato promotore per chiedere che la Camera dei Deputati assumesse gli urgenti provvedimenti necessari per assicurare la piena attuazione della legislazione vigente in modo da garantire le prestazioni e i servizi sanitari occorrenti per le persone non autosufficienti (anziani malati cronici, persone colpite da demenza senile, soggetti con handicap intellettivo gravemente invalidante, ecc.). Nel corso dell’incontro il Presidente della Camera dei Deputati ha espresso l’auspicio che l’esame presso la Commissione Affari sociali della Petizione possa concludersi con l’approvazione unanime, ai sensi del vigente Regolamento, di un atto di indirizzo volto ad impegnare il Governo per un adeguato finanziamento dei Lea. Ricordiamo che finora sono state consegnate alle Segreterie della Camera dei Deputati, del Senato e dei Ministri Renato Balduzzi (Sanità) e Elsa Fornero (Lavoro e Politiche sociali) oltre 16mila firme di elettori nonché 62 adesioni di sostegno sottoscritte da personalità e da organizzazioni pubbliche e private. Si precisa che, a causa del limitatissimo tempo disponibile per la composizione della delegazione, probabilmente non sono state interpellate tutte le persone disponibili e rappresentative. Ce ne scusiamo e siamo certi della Vs. comprensione.

2.     Sono ancora di fondamentale importanza le sollecitazioni rivolte ai Ministri Renato Balduzzi (Sanità) ed Elsa Fornero (Lavoro e politiche sociali) e alle Commissioni della Camera dei Deputati e del Senato per ottenere adeguati stanziamenti statali dei Lea, come richiesto nella Petizione popolare nazionale. Ricordiamo che la Camera dei Deputati ha assegnato alla Petizione il n. 1403 e l’esame è stato affidato alla Commissione affari sociali; il Senato ha attribuito il n. 1399 e l’esame è di competenza della Commissione igiene e sanità.

3.     Uniamo copia della lettera inviata il 2 maggio 2012 dal Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) contro la Piattaforma unitaria sulla non autosufficienza predisposta dalle Segreterie nazionale dei Pensionati Cgil, Cisl e Uil che alleghiamo.

4.     Uniamo il documento del Csa: «Appello agli Amministratori dei Comuni e degli Enti gestori delle attività socio-assistenziali del Piemonte per l’assegnazione di risorse economiche adeguate alle esigenze dei nuclei familiari e alle persone in gravi difficoltà da noi calcolate in 5,00 (cinque) euro al mese per abitante».

5.     Alleghiamo il testo della e-mail inviata dal Csa il 25 maggio 2012 al Presidente e ai Vice Presidenti della Camera dei Deputati, nonché al Presidente, ai Vicepresidenti e ai Componenti della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati avente per oggetto: «Gravissima e inconcepibile omissione della segnalazione di una importantissima legge, di cui è responsabile il Servizio studi del Dipartimento affari sociali della Camera dei Deputati, riguardante la proposta di legge n. 2024 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive di sostegno familiare”» .

6.     Al fine di poter ulteriormente premere sui Parlamentari e sui Ministri per l’adeguamento dei finanziamenti riguardanti i Lea, chiediamo a coloro che partecipano alla raccolta delle firme – fermo restando che detta iniziativa terminerà il 31 dicembre p.v. – di inviare entro il 15 giugno p.v. alla Segreteria i moduli sottoscritti, in modo da poter effettuare la terza consegna prima della chiusura estiva delle Camere.

7.     Alleghiamo altresì l’elenco delle adesioni finora pervenute sottolineando l’estrema importanza del coinvolgimento di personalità e di organizzazioni pubbliche e private.

8.     Si allega il fac-simile dell’autoadesivo che può essere applicato al parabrezza e al lunotto della propria autovettura o nei locali e nelle strutture private, nonché nei luoghi pubblici previsa autorizzazione scritta, allo scopo di informare la popolazione in merito al diritto alle cure delle persone malate croniche non autosufficienti. Su richiesta verrà spedito per posta il numero degli adesivi richiesto.

9.     Si gradirebbe ricevere segnalazioni e proposte in merito alle iniziative volte ad ottenere fin da ora l’attuazione delle norme sui Lea riguardanti in particolare: a) la frequenza dei centri diurni per i soggetti con handicap intellettivo grave e limitata o nulla autonomia; b) l’accoglienza presso comunità alloggio o altre strutture residenziali dei succitati soggetti; c) l’opposizione alle dimissioni da ospedali e da case di cura private convenzionate di anziani malati cronici non autosufficienti, di malati di Alzheimer o per altre forme di demenza senile.

10.   Sono altresì molto gradite tutte le segnalazioni riguardanti le prestazioni socio-sanitarie domiciliari rivolte alle persone non autosufficienti, nonché le altre notizie da Voi ritenute utili.

P.S. Sono anche a Vostra disposizione i fascicoli per la raccolta delle firme che spediremo nel numero da Voi richiesto.


 

Aggiornamento n. 9   16 maggio 2012

 1.      Uniamo copia:

a.  della e-mail inviata il 10 maggio scorso dalla Fondazione promozione sociale al Direttore generale dell’Asl To1 e al Direttore sanitario della casa di cura “Don Gnocchi” in merito alla minaccia di imporre al ricoverato e/o ai suoi congiunti la retta di degenza presso detta casa di cura;

b.  della documentata risposta del 14 maggio scorso del Difensore civico della Regione Piemonte che conferma l’esigibilità dei diritti sanciti dai Lea per le persone non autosufficienti;

c.   della lettera inviata il 16 maggio 2012 dalla Fondazione promozione sociale ai Direttori generali delle Asl e delle Aso del Piemonte, agli Assessori ai servizi sociali dei Comuni di Torino e di Novara, nonché ai Presidenti e ai Direttori degli Enti gestori delle attività socio-assistenziali. 

2.      Ricordiamo l’esigenza di continue e frequenti sollecitazioni ai Parlamentari e ai Ministri per ottenere adeguati finanziamenti statali dei Lea come richiesto dalla Petizione popolare nazionale, tenendo presente che le prime 11.455 firme e le adesioni allora pervenute sono state consegnate il 1° marzo scorso alla Camera dei Deputati, al Senato ed ai Ministri Renato Balduzzi e Elsa Fornero. La Camera dei Deputati ha assegnato alla Petizione il n. 1403 e l’esame è stato affidato alla Commissione affari sociali; il Senato ha attribuito il n. 1399 e l’esame è di competenza della Commissione igiene e sanità.

3.      Segnaliamo che l’importo dell’abbonamento per il 2012 a Prospettive assistenziali (è già disponibile il n. 177) è di euro 40,00 da versare sul c.c.p. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale, Via Artisti 36, 10124 Torino.


 

Aggiornamento n. 8   24 aprile 2012  

 Il 21 aprile scorso si è svolto a Milano il secondo confronto nazionale sulla Petizione popolare riguardante il finanziamento dei Lea ed è emerso quanto segue:

1.       la necessità di continuare e se possibile, intensificare le iniziative volte alla raccolta delle firme e delle adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private;

2.       i notevoli benefici che possono essere forniti a migliaia di persone dalle informazioni concernenti i diritti sanciti dai Lea già attualmente pienamente esigibili (frequenza dei centri diurni e accoglienza residenziale dei soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità; ricovero presso Rsa, Residenze sanitarie assistenziali, degli anziani cronici non autosufficienti e delle persone colpite da demenza senile in tutti i casi in cui, per qualsiasi motivo non siano praticabili le cure socio-sanitarie domiciliari). A questo riguardo si ottengono sempre risultati positivi presentando opposizione scritta contro le dimissioni da ospedali e da case di cura private convenzionate degli infermi di cui sopra;

3.       la notevole importanza dell’opposizione alle dimissioni da ospedali e da case di cura private convenzionate di anziani cronici non autosufficienti, di malati di Alzheimer e delle persone colpite da altre forme di demenza senile è estremamente rilevante in quanto da un lato obbliga sempre, senza alcuna eccezione, le Asl a rispettare le leggi vigenti (e quindi a fornire i necessari sostegni anche economici per le prestazioni domiciliari o a provvedere al ricovero presso Rsa) e d’altro lato è una iniziativa facile e poco costosa (meno di 20 euro);

4.       la sicurezza di ottenere la frequenza di centri diurni di soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità, com’è previsto dai Lea e confermata dalle sentenze del Tar della Lombardia n. 784 e 785/2011;

5.       la sicurezza di ottenere il ricovero dei soggetti di cui sopra nei casi in cui, per qualsiasi motivo, non siano praticabili le prestazioni domiciliari. A questo riguardo oltre ai Lea si può far riferimento anche agli articoli 154 e 155 del regio decreto 773/1931;

6.       l’estrema validità delle sentenze del Consiglio di Stato n. 1607 e 5185/2011 in base alle quali – com’è stabilito dai decreti legislativi 109/1998 e 130/2000 – i soggetti con handicap grave e gli ultrasessantacinquenni non autosufficienti devono contribuire alle spese di ricovero sulla base delle loro personali risorse economiche (dedotte le somme necessarie per il mantenimento dei congiunti a carico e le franchigie previste dalla legge) senza alcun onere per i congiunti conviventi o non conviventi;

7.       l’urgenza di iniziative per ottenere dal Parlamento o dalle Regioni leggi che definiscano i contenuti degli interventi in modo da rendere esigibile il diritto alle cure socio-sanitarie domiciliari delle persone non autosufficienti;

8.       l’esigenza di continue e frequenti sollecitazioni ai Parlamentari e ai Ministri per ottenere adeguati finanziamenti statali dei Lea come richiesto dalla Petizione popolare nazionale, tenendo presente che le prime 11.455 firme e le adesioni allora pervenute sono state consegnate il 1° marzo scorso alla Camera dei Deputati, al Senato ed ai Ministri Renato Balduzzi e Elsa Fornero.       
La Camera dei Deputati ha assegnato alla Petizione il n. 1403 e l’esame è stato affidato alla Commissione affari sociali; il Senato ha attribuito il n. 1399 e l’esame è di competenza della Commissione igiene e sanità;

9.       l’assoluta negatività dei Fondi regionali per la non autosufficienza in quanto la loro creazione separa le risorse per i pazienti acuti da quelli per i malati cronici (che molto spesso sono colpiti da infermità acute), limita gli interventi alle risorse economiche destinate a detti fondi che possono contenere norme nefaste, come quella stabilita dalla legge della Regione Toscana n. 66/2008 in base alla quale le persone non autosufficienti hanno diritto alle prestazioni solamente se «con un alto indice di gravità». Pertanto se le Commissioni di valutazione multidisciplinare, com’è già avvenuto, indicano che l’indice di gravità è zero, al malato cronico non autosufficiente non viene fornita alcuna prestazione. Da notare che detta legge della Regione Toscana impone anche contributi illegittimi ai congiunti degli anziani malati cronici non autosufficienti;

10.     le gravi conseguenze della separazione dei fondi per i malati non autosufficienti rispetto a tutte le altre prestazioni sanitarie, in particolare le attività di prevenzione, con il pericolo della creazione del settore della cronicità, isolato rispetto al Servizio sanitario e assegnato al comparto socio-assistenziale. A questo riguardo occorre tener presente che vi sono forti pressioni per trasferire le competenze sulle cure socio-sanitarie delle persone non autosufficienti dalla sanità, caratterizzata dalla presenza di fondamentali diritti esigibili) all’assistenza (ancora fondata sulla discrezionalità). La creazione dei fondi regionali per la non autosufficienza è prevista da molti come misura intermedia di avvicinamento al trasferimento all’assistenza;

11.     l’utilità dell’istituzione di un fondo nazionale o di fondi regionali da destinare elusivamente ai Comuni per il sostegno delle spese a loro carico per l’integrazione delle rette alberghiere, nei casi in cui il Parlamento e le Regioni non assicurino al settore socio-assistenziale – come dovrebbe essere fatto in base alla Costituzione – i finanziamenti ai Comuni di tutte le attività di loro competenza tramite un unico fondo, come avviene per la sanità.     

 - x – X – x -

     Segnaliamo il seguente articolo di Francesco Santanera, “Contributi economici illegittimamente imposti ai congiunti degli assistiti: le esperienze di una organizzazione di tutela delle presone non autosufficienti”, pubblicato sul n. 4/2011 della rivista Il diritto di famiglia e delle persone reperibile nel sito www.fondazionepromozionesociale.it. Sullo stesso sito è altresì reperibile una sintesi delle sentenze sopra citate.

     Chiediamo nuovamente a tutte le organizzazioni che fanno parte del Comitato promotore o del gruppo dei Co-promotori o collaborano alla raccolta delle firme di inserire nei loro siti con la maggior evidenza possibile il testo della Petizione, le norme giuridiche e le modalità di raccolta delle firme, segnalando anche che l’iniziativa si concluderà solo il 31 dicembre 2012.

     Alleghiamo l’elenco delle adesioni finora pervenute, sottolineando l’estrema importanza del coinvolgimento di personalità e di organizzazioni pubbliche e private.

     Segnaliamo altresì l’editoriale del n. 177/2012 di Prospettive assistenziali Petizione popolare nazionale sul finanziamento dei Lea: consegnate le prime firme e adesioni” reperibile nel sito www.fondazionepromozionesociale.it e ricordiamo che l’abbonamento a detta rivista per il 2012 è di euro 40,00 da versare sul c.c.p. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale, Via Artisti 36, 10124 Torino.


  

Aggiornamento n. 7  8 marzo 2012

1. Si è tenuto il 2 marzo 2012 a Roma l’incontro tra le organizzazioni che collaborano alla raccolta delle firme e delle adesioni per la Petizione popolare sul finanziamento dei Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria, con l’obiettivo di ribadire attraverso la Petizione la necessità di diffondere il più possibile le informazioni inerenti il diritto, già attualmente pienamente e immediatamente esigibile, alle prestazioni  riguardanti i Lea (ad esempio centri diurni per i soggetti con handicap intellettivo grave e limitata o nulla autonomia, accoglienza e ricovero di detti soggetti nonché degli anziani cronici non autosufficienti e dei dementi senili), oltre ovviamente a continuare a raccogliere fino al 31 dicembre 2012 le firme e le adesioni a favore della Petizione, le cui prime 11455  firme e le prime 40 adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private sono state consegnate il 1 marzo alla Camera dei Deputati, al Senato e ai Ministri della salute e del welfare.
Nei prossimi giorni occorrerà valutare quali iniziative assumere per richiamare l’attenzione di Camera e Senato sulla Petizione nazionale.
Il Codici ha proposto una “convenzione di cooperazione”, un patto tra le organizzazioni sostenitrici della Petizione che preveda un impegno concreto per la raccolta delle firme e delle adesioni, la diffusione delle informazioni e l’attivazione di sportelli per la difesa dei diritti sanciti dai Lea e in particolar modo per l’opposizione alle dimissioni da ospedali e case di cura convenzionate di anziani cronici non autosufficienti (sarebbe assai utile poter avere in ogni Regione uno sportello operativo aperto alla cittadinanza).
L’associazione Alzheimer di Pordenone ha proposto la necessità di effettuare seminari di approfondimento sul diritto alle cure sanitarie e socio-sanitarie a livello regionale nonché attività di sensibilizzazione della cittadinanza; i seminari dovrebbero essere rivolti in particolare alle organizzazioni locali.
La FederAvo segnalerà alla riunione dei referenti regionali Avo la possibilità di opporsi alle dimissioni utilizzando la lettera facsimile e diffondendo l’opuscolo informativo “Tutti hanno diritto alle cure sanitarie”, entrambi disponibili sul sito www.fondazionepromozionesociale.it.
L’Arap invierà ai propri aderenti e simpatizzanti (circa 500) il modulo della Petizione popolare sui Lea con una lettera informativa di accompagnamento.
L’associazione “Pensionati per la qualità della vita” si è impegnata a diffondere sul proprio sito le informazioni inerenti al diritto alle cure delle persone malate croniche non autosufficienti.
Anche se ciascuna organizzazione ha una propria attività è assai importante convergere sull’obiettivo comune del finanziamento dei Lea al fine di avere un maggiore potere contrattuale.

2. Circa la richiesta di precisazioni in merito alla difesa dei casi singoli, in base all’esperienza della Fondazione promozione sociale gli aspetti essenziali, riguardanti il diritto dei soggetti adulti con handicap intellettivo grave e limitata o nulla autonomia e l’opposizione alle dimissioni di anziani cronici non autosufficienti e di malati di Alzheimer da ospedali e da case di cura private convenzionate, o di persone con malattia psichiatrica cronica e limitata autonomia, è stato ricordato quanto segue:
- deve occuparsi del problema una sola persona, quella più decisa fra i congiunti;
- questa persona deve stabilire con l’istituzione (Asl/Ente locale) esclusivamente rapporti scritti;
- può utilizzare i facsimili contenuti nel sito www.fondazionepromozionesociale.it oppure altra idonea documentazione;

- nei casi in cui viene interpellata a voce deve rispondere: «Ho inviato una lettera e per gentilezza rispondete per iscritto»;
- se ha contatti verbali o telefonici è opportuno che al più presto possibile invii al responsabile dell’istituzione (Direttore generale dell’Asl, Sindaco, Presidente o Direttore del Consorzio dei Comuni, ecc. senza indicare nomi e cognomi) un telegramma così formulato: «Facendo seguito incontro odierno confermo quanto richiesto con mia raccomandata del…».
La Fondazione promozione sociale ha confermato la disponibilità a fornire il proprio supporto per seguire i casi individuali.


Aggiornamento n. 6   17 febbraio 2012

1.     Confermiamo l’incontro del 2 marzo 2012 a Roma (=> invito)

2.     Uniamo:

a)     il documento del Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) “Appunti sulle contribuzioni economiche a carico degli utenti dei servizi socio-sanitari"

b)    il decreto del giudice tutelare di Varese del 20 dicembre 2011

c)     l’articolo “Anziani non autosufficienti con patologie invalidati” pubblicato sul n. 11, novembre 2011 di Torino Medica, organo ufficiale dell’Ordine dei Medici di Torino e Provincia.


Torino 10 febbraio 2012

Alle organizzazioni e persone che collaborano in merito
alla Petizione popolare nazionale sul finanziamento dei Lea

 INVITO ALL’INCONTRO DI

VENERDI’ 2 MARZO 2012  ORE 10,00-14,00
R O M A

c/o la Sala “Rosi” (g.c.) del V Dipartimento - Viale Manzoni 16, Roma

Inizio lavori ore 10 precise (la sala è disponibile dalle ore 9) sino alle ore 14 circa.

Segreteria c/o Fondazione promozione sociale onlus
tel. 011 8124469, e-mail info@fondazionepromozionesociale.it

 In occasione della consegna alla Camera dei Deputati e al Senato delle prime 10mila firme finora raccolte, è programmato un incontro con le organizzazioni che sostengono la Petizione nazionale (in sostituzione di quello previsto il 10 febbraio 2012 e rinviato a causa delle avverse condizioni meteorologiche).

L’incontro si svolgerà come segue:

Ore 10-12 - INCONTRO CON LE ORGANIZZAZIONI PER:

a) aggiornamento sulle iniziative in programma
b) messa in comune della documentazione utile per difendere i casi singoli e ottenere le prestazioni socio-sanitarie già oggi esigibili in base ai Lea:
·     
il diritto dei soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità alla frequenza dei centri diurni e all’accoglienza presso comunità alloggio o altre strutture nei casi in cui non siano più praticabili le prestazioni domiciliari;
·     
il diritto degli anziani cronici non autosufficienti, delle persone colpite dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile e dei pazienti con gravi disturbi psichiatrici alle  cure sanitarie e socio-sanitarie senza alcuna interruzione e senza limiti di durata;
·     
il diritto alla compartecipazione alle spese alberghiere calcolata solo sulla situazione economica dell’interessato (persona con handicap in situazione di gravità, anziano non autosufficiente ultra65enne).

Inoltre si affronteranno i seguenti temi:
c)
    
la priorità delle cure domiciliari;
d)
   
la necessità di introdurre un contratto di cura, sottoscritto da tutti gli interessati (operatori, utente, familiare di riferimento e/o amministratore di sostegno e/o tutore).

ORE 12-14 CONFERENZA STAMPA

Nella stessa sala è prevista una Conferenza stampa organizzata dall’Associazione Codici – che ringraziamo per il prezioso supporto fornitoci – allo scopo di informare la cittadinanza sull’iniziativa della Petizione nazionale. 

IMPORTANTE

Per motivi organizzativi si prega di confermare entro il 27 p.v. la partecipazione all’incontro telefonando al n. 011-8124469 o inviando una e-mail a info@fondazionepromozionesociale.it


scarica l'invito


CAUSA AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE L'INCONTRO GIA' PREVISTO IL 10 FEBBRAIO 2012 E' STATO RINVIATO

Incontro a Roma il 10 febbraio 2012 RINVIATO


Aggiornamento n. 5   22 Dicembre 2011   

  1. Uniamo:
    a)
    il volantino dell’Utim “Campagna informativa sui diritti esigibili delle persone con handicap intellettivo in situazione di gravità”;
    b)
    l’articolo “Inguaribile non è incurabile. La realtà degli anziani cronici non autosufficienti";
    c) l’elenco delle adesioni sinora pervenute.
  1. Segnaliamo l’importanza delle adesioni di personalità (vedi i Prof. Dogliotti, Isaia, Rescigno), di organizzazioni pubbliche (vedi i Consorzi socio-assistenziali Cisap, Ciss38 e Cisa, il Consiglio comunale di Collegno, ecc.) e private (Istisss, Eiss, Sezione del Piemonte della Società di gerontologia e geriatria, ecc.) nonché le pubblicazioni Rivista di servizio sociale, Rassegna di servizio sociale, Il diritto di famiglia e delle persone) in relazione alla necessità di ampliare in tutta la misura del possibile il numero delle persone e degli enti che sostengono i diritti delle persone non autosufficienti.
  2. Chiediamo nuovamente a tutte le organizzazioni che fanno parte del Comitato promotore o del gruppo dei co-promotori di inserire nei loro siti con la maggiore evidenza possibile il testo della Petizione, le norme giuridiche e le modalità di raccolta delle firme, segnalando anche che l’iniziativa si concluderà solo il 31 dicembre 2012.
  3. È molto importante che le persone e le organizzazioni interessate siano informate non solo in merito alle richieste avanzate dalla Petizione ai Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, ma anche della vigenza di diritti di fondamentale importanza e pienamente e immediatamente esigibili riguardanti gli anziani cronici non autosufficienti, le persone colpite da demenza senile, i soggetti con handicap intellettivo e limitata o nulla autonomia ed i pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici, la cui attuazione non può essere negata o ritardata con il pretesto della insufficienza dei finanziamenti delle Asl e dei Comuni.
  4. È opportuno che per la raccolta delle firme siano utilizzati solo i fogli interi formato A3 (4 pagine) contenenti il testo della petizione, la nota giuridica, gli appunti per la raccolta delle firme e delle adesioni nonché lo spazio delle firme.
  5. Gradiremmo ricevere critiche, suggerimenti, nonché notizie sulla raccolta delle firme e delle adesioni, esperienze su iniziative volte ad ottenere il riconoscimento dei diritti vigenti, copie di leggi regionali e di delibere di Comuni singoli e associati contenenti norme valide per le persone non autosufficienti e qualunque altra informazione ritenuta utile.

Aggiornamento n. 4   2 Novembre 2011  

1. Si riporta:

a) l’elenco completo delle adesioni finora pervenute.
Al riguardo si sottolinea la grande importanza del sostegno di personalità e di Organizzazioni pubbliche e private alla Petizione e alle attività di tutela dei diritti delle persone non autosufficienti;

b) il documento del 25 ottobre 2011 “Norme più importanti riguardanti le persone non autosufficienti perché colpite da patologie o da handicap gravemente invalidanti: appunti in merito alla proposta istituzione di un fondo per la non autosufficienza”;

c) il testo della Newsletter del 28 ottobre 2011 del Presidente della Sezione provinciale di Torino dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti a sostegno della Petizione.

2.  Sono state inserite fra i co-promotori della Petizione le seguenti organizzazioni:
Movimento Handicap (Verona); Associazione “In nome dei diritti” (Firenze); Associazione Nichelino Domani (Nichelino, To); Associazione l’Arcobaleno per una vita indipendente e autonoma (Asti).

3.  Chiediamo a tutte le organizzazioni che fanno parte del Comitato promotore o del gruppo dei co-promotori di inserire nei loro siti con la maggiore evidenza possibile il testo della Petizione, le norme giuridiche e le modalità di raccolta delle firme, di modo che le persone e le organizzazioni interessate siano informate non solo in merito alle richieste da noi avanzate ai Parlamentari della Camera de Deputati e del Senato, ma anche della vigenza di diritti di fondamentale importanza e pienamente e immediatamente esigibili, la cui attuazione non può essere negata o ritardata con il pretesto della insufficienza dei finanziamenti delle Asl e dei Comuni.

4.  Mentre resta fermo il termine del 31 dicembre 2012 per la raccolta delle firme e delle adesioni, gradiremmo ricevere i testi delle adesioni ricevute ed i moduli sottoscritti alla data del 30 novembre p.v. in modo da poter consegnare quanto sopra alla Camera dei Deputati e al Senato. Detta consegna ha lo scopo di ricordare ai Parlamentari le nostre richieste sul finanziamento dei Lea e per segnalare che le nostre posizioni sono alternative rispetto a quelle previste nel disegno di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”

5.  Gradiremmo altresì ricevere da tutte le organizzazioni e persone a cui è inviato questo aggiornamento notizie in merito alla raccolta delle firme e delle adesioni.


Aggiornamento n. 3   13 Ottobre 2011 

1. Poiché l’esame del disegno di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale” è stato recentemente affidato anche alla Commissione XII (Affari sociali) della Camera dei Deputati, la segreteria ha chiesto anche al Presidente di detta Commissione di poter illustrare la Petizione.
2. In data 11 ottobre 2011 le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno inviato alla Camera dei Deputati un documento in cui viene espresso un giudizio negativo sul sopra citato disegno di legge. Infatti, dopo aver rilevato «l’inusuale (non esistendo precedenti) estensione della delega dall’ambito fiscale a quello assistenziale» ha osservato che per quanto riguarda «il comparto dell’assistenza (pensioni e indennità di accompagnamento per gli invalidi civili, pensioni di guerra, pensioni sociali, integrazione al minimo, prestazioni di maternità, assegni familiari, …) (…) non si può ignorare che in molti casi si è in presenza di erogazioni monetarie che fanno parte di una politica “nascosta” di contrasto alla povertà, confermativa di un’offerta di servizi non sempre adeguata e uniformemente distribuita sul territorio. E, conseguentemente, non appare irragionevole attendersi che risparmi di un riordino possano risultare in larga parte controbilanciati dalle risorse che sarà necessario mettere in campo per assicurare servizi adeguati ad una prevedibile impennata del fenomeno della non autosufficienza».
Per quanto concerne il fondo per l’indennità di accompagnamento, le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno rilevato che il suo finanziamento «lascia prefigurare una sorta di contingentamento della spesa (che nel 2010 ha toccato i 12,8 miliardi di euro, il 77 per cento della complessiva spesa per le prestazioni di invalidità civile), con il ribaltamento sulle Regioni dell’onere di contenere la futura dinamica».
3. Finora sono pervenute alla Segreteria le seguenti adesioni:
   a) della professoressa Luisa Mango a nome dell’Istisss (Istituto per gli studi di servizio sociale) di Roma di cui è la Presidente, e della Rivista di Servizio sociale. Ha altresì segnalato che sul loro sito è stato ospitato un “link” con la Fondazione promozione sociale nonché sulla Newsletter della succitata rivista;
   b) dal Consiglio di amministrazione del Consorzio intercomunale dei servizi alla persona dei Comuni di Collegno e Grugliasco, come è stato segnalato nel precedente aggiornamento;
   c) da Pietro Rescigno, professore emerito di diritto civile all’Università La Sapienza di Roma e Accademico nazionale dei Lincei in data 4 ottobre 2011. Ricordiamo che in un suo scritto del 20 ottobre 2010 in merito agli anziani cronici non autosufficienti ed ai dementi senili (le stesse considerazioni valgono per i soggetti con handicap in situazione di gravità e con limitata o nulla autonomia) aveva affermato quanto segue: «La giurisprudenza (…) ha intanto ed in più di una pronuncia di merito e di legittimità qualificato in termini di pieno diritto soggettivo l’aspettativa all’assistenza degli anziani colpiti da patologie invalidanti, assistenza da ricevere in strutture pubbliche o, in via alternativa ma sempre con onere a carico del Servizio sanitario nazionale, in residenze sanitarie o nel proprio domicilio. La definizione quale diritto soggettivo perfetto toglie ogni fondamento all’eventuale eccezione, sollevata dal sistema pubblico della sanità, relativa alla mancanza o alla insufficienza delle risorse disponibili, e non può rimuovere la responsabilità, anche d’indole penale, che all’inadempimento si connette, estesa altresì ai danni ulteriori che siano conseguenza immediata e diretta del servizio negato (nella forma di cure rifiutate, di ricovero ricusato, di ‘dimissioni’ indebitamente deliberate ed eseguite). Ritengo pertanto giustificate, e idonee a garantire la salvezza dei diritti da azionare in futuro, le riserve che dall’anziano (o, per le preclusioni fisiche o psichiche a provvedervi personalmente, dai suoi congiunti o da un’associazione rappresentativa) vengano formulate a seguito di dimissioni nella sostanza unilateralmente imposte. In linea generale va ribadita, con riferimento alla nozione di salute e di malattia accolta nelle fonti sovranazionali e nel regime positivo statuale, l’appartenenza all’area terapeutica dell’assistenza e cura delle patologie proprie dell’anziano non autosufficiente, con la conseguente configurazione della fattispecie in termini di obbligatorietà delle prestazioni e di inadempimenti patrimonialmente sanzionabili del Servizio sanitario e dei singoli operatori a cui sia imputabile la condotta omissiva»;
   d) da Massimo Dogliotti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione che, in data 7 ottobre 2011 ha inviato la seguente dichiarazione: «Sottoscrivo la petizione che condivido pienamente nel contenuto e nelle finalità. Mi pare opportuno sottolineare il forte richiamo alle norme costituzionali e la critica serrata al disegno di legge, delega di riforma assistenziale, presentato dal Ministro dell’economia e delle finanze al Parlamento. Le necessarie economie possono realizzarsi, eliminando gli sprechi ed assicurando le prestazioni assistenziali a chi ne ha veramente bisogno, non certo eliminando o limitando le prestazioni stesse, che involgono diritti fondamentali di rango costituzionale. Altrettanto condivisibile la netta distinzione, cui si fa riferimento nella petizione, tra obbligo alimentare, che può essere richiesto solo dall’interessato nei confronti del parente tenuto, e prestazioni socio-assistenziali, a carico dell’amministrazione pubblica. Del tutto corretto pure il richiamo ai decreti legislativi 109/1998 e 130/2000, ove si esclude il contributo economico dei parenti di soggetti non autosufficienti, disposizioni di cui troppo spesso le amministrazioni comunali si dimenticano o fingono di dimenticarsi!»;
   e) dal prof. Giovanni Carlo Isaia, che ha inviato la seguente comunicazione: «In riferimento alla petizione popolare ai Parlamentari per il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza alle persone non autosufficienti, il sottoscritto Prof. Giovanni Carlo Isaia, Direttore della Struttura complessa di geriatria e malattie metaboliche dell'osso dell'Azienda ospedaliero universitaria San Giovanni Battista di Torino e della Scuola di specializzazione in geriatria dell'Università di Torino, condividendone pienamente lo spirito e le finalità, auspica che quanto in essa richiesto venga attentamente considerato dal Legislatore nazionale ed in particolare che venga assicurata la completa copertura finanziaria delle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali alle persone con handicap invalidanti, agli anziani, ai malati cronici non autosufficienti, ai soggetti colpiti da malattia di Alzheimer, da altre forme di demenza senile o da patologie psichiatriche croniche. Tale richiesta non soltanto è supportata da solide argomentazioni giuridiche, ma è anche dettata da un elevato senso di equità, di eticità e di solidarietà verso i cittadini meno fortunati e, se accolta, contribuirebbe a migliorare il livello di civiltà e di progresso sociale nel nostro Paese, rappresentando anche un importante ed autorevole segnale di attenzione ai problemi reali dei cittadini».
4. Le organizzazioni che collaborano alla raccolta delle firme e che non fanno parte del Comitato promotore possono inviare alla Segreteria la loro adesione che verrà inserita, con le relative motivazioni, nei prossimi aggiornamenti e comunicata ai Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, nonché ai mezzi di comunicazione.
5. Confidiamo che tutte le organizzazioni inseriscano nei loro siti internet il testo della petizione e le norme giuridiche, nonché le informazioni relative alla raccolta delle firme di cittadini elettori e delle adesioni di enti pubblici e privati.
6. Attendiamo vostri suggerimenti, critiche, eventuali resoconti di esperienze relative alla tutela delle esigenze e dei diritti dei soggetti con handicap in situazione di gravità, di anziani cronici non autosufficienti, di persone affette da demenza senile e di malati psichiatrici gravi con limitata o nulla autonomia.
7. Uniamo la sintesi di quattro importanti sentenze.
8. L’Associazione promozione sociale mette a gratuita disposizione copie dell’ultimo numero (175) di Prospettive assistenziali. Coloro che desiderano riceverlo sono pregati di segnalare il loro indirizzo postale.
9. L’Associazione promozione sociale ha pubblicato un numero speciale di Controcittà dedicato interamente alla petizione popolare nazionale.

Aggiornamento n. 2   3 Ottobre 2011

  1. La segreteria ringrazia tutti coloro che hanno inserito sui loro siti e nelle loro pubblicazioni il testo della Petizione popolare nazionale e le relative norme giuridiche ed hanno avviato la raccolta delle firme e delle adesioni.
  2. Si unisce la delibera di adesione alla Petizione approvata dal Cisap, Consorzio dei servizi socio-assistenziali dei Comuni di Collegno e Grugliasco (Torino) il 27 settembre 2011, il cui testo può essere assunto come riferimento per la richiesta di altre adesioni di organizzazioni pubbliche e private.
  3. Si allega la lettera inviata il 27 u.s. dal Difensore civico alla Direzione della sanità della Regione Piemonte.
  4. A nome del Comitato la Segreteria ha chiesto al Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati di poter illustrare la Petizione a detta Commissione.
  5. Il Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) ha inviato il 28 u.s. al Presidente e ai Componenti della Commissione Finanze della Camera dei Deputati l’e-mail che si allega.
  6. Si segnala l’ottima sentenza n. 5185/2011 del Consiglio di Stato, il cui commento è inserito nel sito della Fondazione promozione sociale onlus.

 

Aggiornamento n. 1   22 Settembre 2011

Desideriamo informarVi che il 7 settembre u.s. è iniziato presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati l’esame del disegno di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”. 
A questo riguardo uniamo l’
editoriale “Petizione popolare nazionale per l’attuazione dei Lea: la nostra controproposta al disegno di legge delega al Governo per la riforma del settore assistenziale” e l’articolo “Una prima risposta al pretesto della scarsità  delle risorse economiche indispensabili per le esigenze vitali delle persone non autosufficienti” che saranno pubblicati sul n. 175 di Prospettive assistenziali che uscirà all’inizio del prossimo mese di ottobre, nonché il testo dell’articolo 10 del disegno di legge n. 4566.
Molto importanti sarebbero Vostri interventi nei confronti dei Deputati della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, di cui si allega l’
elenco.
 Uniamo altresì l’ordine del giorno 458 presentato il 20 luglio scorso al Consiglio regionale del Piemonte dai Consiglieri Eleonora Artesio, Mercedes Bresso, Andrea Buquicchio, Monica Cerutti, Mauro Laus, Angela Motta, Giovanna Pentenero, Tullio Ponso e Mino Taricco, di cui sarebbe molto valida la presentazione di testi uguali o analoghi presso altri Consigli regionali, provinciali e comunali. 
Per quanto concerne la Petizione sarebbe necessario procedere alla raccolta delle firme di cittadini elettori e delle adesioni delle organizzazioni pubbliche (Consigli e Giunte comunali, Consorzi e Comuni, Comunità montane, Consigli e Giunta provinciali, ecc.) e private in modo da fornire una informazione, la più completa possibile, sui diritti già attualmente esigibili e sulle modalità per ottenerli. Pertanto potrebbe essere utile consegnare copia della petizione a tutte le persone interessate, sia perché possano approfondire la questione dei Lea, sia perché – se lo ritengono – possano anch’essi raccogliere firme ed adesioni. 
Allo scopo la segreteria Vi invierà il numero di fascicoli delle Petizioni che richiederete.
  
Ricordiamo altresì che il termine per la raccolta delle firme e delle adesioni è stato fissato per il 31 dicembre 2012 al fine di poter estendere al massimo l’informazione e di costruire le basi per contrastare le iniziative lesive dei diritti delle persone non autosufficienti, com’è ad esempio attualmente il già citato disegno di legge 4655.
  
Allo scopo è auspicabile che la raccolta delle firme e delle adesioni favorisca l’acquisizione della consapevolezza dell’ampiezza, complessità e gravità dei problemi delle persone non autosufficienti. Anche se dette persone presentano esigenze diverse a seconda che siano colpiti da handicap intellettivo o da demenza senile, o da altre patologie invalidanti, è sperabile che le varie organizzazioni di tutela si rendano conto della necessità di unire le forze per le collaborazioni dirette ad ottenere il riconoscimento effettivo e l’attuazione corretta dei diritti esigibili sanciti dai Lea.
Siamo a vostra disposizione anche per quanto concerne la consulenza personalizzata relativa alle iniziative volte ad ottenere da parte dei singoli cittadini l’attuazione dei vigenti diritti alle cure sanitarie e/o sociosanitarie degli anziani cronici non autosufficienti, dei dementi senili, dei malati psichiatrici, nonché alle prestazioni riguardanti i soggetti con handicap intellettivo grave.  
Vi rinnoviamo i nostri vivi ringraziamenti per la Vostra preziosa collaborazione e, restando a Vostra disposizione, porgiamo cordiali saluti.

LA SEGRETERIA

La Petizione

 

Adesioni (sintesi)

 

 

Adesioni (integrale)