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ai Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della
Repubblica
A
G G I O R N A M E N T I |
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Aggiornamento n. 9 del 16 maggio
2012
a.
della
e-mail inviata il 10 maggio scorso dalla Fondazione promozione
sociale al Direttore generale dell’Asl To1 e al Direttore sanitario
della casa di cura “Don Gnocchi” in merito alla minaccia di imporre al
ricoverato e/o ai suoi congiunti la retta di degenza presso detta casa
di cura;
b.
della
documentata
risposta del 14 maggio scorso del Difensore civico della Regione
Piemonte che conferma l’esigibilità dei diritti sanciti dai Lea per
le persone non autosufficienti;
c.
della
lettera inviata il 16 maggio 2012 dalla Fondazione promozione sociale
ai Direttori generali delle Asl e delle Aso del Piemonte, agli Assessori
ai servizi sociali dei Comuni di Torino e di Novara, nonché ai
Presidenti e ai Direttori degli Enti gestori delle attività
socio-assistenziali.
2.
Ricordiamo l’esigenza di continue e frequenti sollecitazioni ai
Parlamentari e ai Ministri per ottenere adeguati finanziamenti statali
dei Lea come richiesto dalla Petizione popolare nazionale, tenendo
presente che le prime 11.455 firme e le adesioni allora pervenute sono
state consegnate il 1° marzo scorso alla Camera dei Deputati, al Senato
ed ai Ministri Renato Balduzzi e Elsa Fornero. La Camera dei Deputati ha
assegnato alla Petizione il n. 1403 e l’esame è stato affidato alla
Commissione affari sociali; il Senato ha attribuito il n. 1399 e l’esame
è di competenza della Commissione igiene e sanità.
3.
Segnaliamo che l’importo dell’abbonamento per il 2012 a
Prospettive assistenziali (è già disponibile il n. 177) è di
euro 40,00 da versare sul c.c.p. 25454109 intestato a: Associazione
promozione sociale, Via Artisti 36, 10124 Torino.
1.
la
necessità di continuare e se possibile, intensificare le iniziative
volte alla raccolta delle firme e delle adesioni di personalità e di
organizzazioni pubbliche e private;
2.
i
notevoli benefici che possono essere forniti a migliaia di persone dalle
informazioni concernenti i diritti sanciti dai Lea già attualmente
pienamente esigibili (frequenza dei centri diurni e accoglienza
residenziale dei soggetti con handicap intellettivo in situazione di
gravità; ricovero presso Rsa, Residenze sanitarie assistenziali, degli
anziani cronici non autosufficienti e delle persone colpite da demenza
senile in tutti i casi in cui, per qualsiasi motivo non siano
praticabili le cure socio-sanitarie domiciliari). A questo riguardo si
ottengono sempre risultati positivi presentando
opposizione scritta contro le dimissioni da ospedali e da case di
cura private convenzionate degli infermi di cui sopra;
3.
la
notevole importanza dell’opposizione alle dimissioni da ospedali e da
case di cura private convenzionate di anziani cronici non
autosufficienti, di malati di Alzheimer e delle persone colpite da altre
forme di demenza senile è estremamente rilevante in quanto da un lato
obbliga sempre, senza alcuna eccezione, le Asl a rispettare le leggi
vigenti (e quindi a fornire i necessari sostegni anche economici per le
prestazioni domiciliari o a provvedere al ricovero presso Rsa) e d’altro
lato è una iniziativa facile e poco costosa (meno di 20 euro);
4.
la
sicurezza di ottenere la frequenza di centri diurni di soggetti con
handicap intellettivo in situazione di gravità, com’è previsto dai Lea e
confermata dalle
sentenze
del Tar della Lombardia n. 784 e 785/2011;
5.
la
sicurezza di ottenere il ricovero dei soggetti di cui sopra nei casi in
cui, per qualsiasi motivo, non siano praticabili le prestazioni
domiciliari. A questo riguardo oltre ai Lea si può far riferimento anche
agli articoli 154 e
155 del regio decreto 773/1931;
6.
l’estrema
validità delle
sentenze
del Consiglio di Stato n. 1607 e 5185/2011 in base alle quali – com’è
stabilito dai decreti legislativi 109/1998 e 130/2000 – i soggetti con
handicap grave e gli ultrasessantacinquenni non autosufficienti devono
contribuire alle spese di ricovero sulla base delle loro personali
risorse economiche (dedotte le somme necessarie per il mantenimento dei
congiunti a carico e le franchigie previste dalla legge) senza alcun
onere per i congiunti conviventi o non conviventi;
7.
l’urgenza
di iniziative per ottenere dal Parlamento o dalle Regioni leggi che
definiscano i contenuti degli interventi in modo da rendere esigibile il
diritto alle cure socio-sanitarie domiciliari delle persone non
autosufficienti;
8.
l’esigenza di continue e frequenti sollecitazioni ai Parlamentari e ai
Ministri per ottenere adeguati finanziamenti statali dei Lea come
richiesto dalla Petizione popolare nazionale, tenendo presente che le
prime 11.455 firme
e le adesioni allora pervenute sono state consegnate il 1° marzo scorso
alla Camera dei Deputati, al Senato ed ai Ministri Renato Balduzzi e
Elsa Fornero.
9.
l’assoluta negatività dei Fondi regionali per la non autosufficienza in
quanto la loro creazione separa le risorse per i pazienti acuti da
quelli per i malati cronici (che molto spesso sono colpiti da infermità
acute), limita gli interventi alle risorse economiche destinate a detti
fondi che possono contenere norme nefaste, come quella stabilita dalla
legge della Regione Toscana
n. 66/2008 in base alla quale le persone non autosufficienti hanno
diritto alle prestazioni solamente se
«con un alto indice di gravità».
Pertanto se le Commissioni di valutazione multidisciplinare, com’è già
avvenuto, indicano che l’indice di gravità è zero, al malato cronico non
autosufficiente non viene fornita alcuna prestazione. Da notare che
detta legge della Regione Toscana impone anche contributi illegittimi ai
congiunti degli anziani malati cronici non autosufficienti;
10.
le gravi
conseguenze della separazione dei fondi per i malati non autosufficienti
rispetto a tutte le altre prestazioni sanitarie, in particolare le
attività di prevenzione, con il pericolo della creazione del settore
della cronicità, isolato rispetto al Servizio sanitario e assegnato al
comparto socio-assistenziale. A questo riguardo occorre tener presente
che vi sono forti pressioni per trasferire le competenze sulle cure
socio-sanitarie delle persone non autosufficienti dalla sanità,
caratterizzata dalla presenza di fondamentali diritti esigibili)
all’assistenza (ancora fondata sulla discrezionalità). La creazione dei
fondi regionali per la non autosufficienza è prevista da molti come
misura intermedia di avvicinamento al trasferimento all’assistenza;
11.
l’utilità
dell’istituzione di un fondo nazionale o di fondi regionali da destinare
elusivamente ai Comuni per il sostegno delle spese a loro carico per
l’integrazione delle rette alberghiere, nei casi in cui il Parlamento e
le Regioni non assicurino al settore socio-assistenziale – come dovrebbe
essere fatto in base alla Costituzione – i finanziamenti ai Comuni di
tutte le attività di loro competenza tramite un unico fondo, come
avviene per la sanità.
Segnaliamo
il seguente articolo di Francesco Santanera, “Contributi
economici illegittimamente imposti ai congiunti degli assistiti: le
esperienze di una organizzazione di tutela delle presone non
autosufficienti”, pubblicato sul n. 4/2011 della rivista
Il diritto di famiglia e delle
persone reperibile nel sito
www.fondazionepromozionesociale.it.
Sullo stesso sito è altresì reperibile una sintesi delle
sentenze
sopra citate.
Chiediamo
nuovamente a tutte le organizzazioni che fanno parte del Comitato
promotore o del gruppo dei Co-promotori o collaborano alla raccolta
delle firme di inserire nei loro siti con la maggior evidenza possibile
il testo della Petizione,
le norme giuridiche e le modalità di raccolta delle firme, segnalando
anche che l’iniziativa si concluderà solo il 31 dicembre 2012.
Segnaliamo
altresì l’editoriale del n. 177/2012 di
Prospettive assistenziali “Petizione
popolare nazionale sul finanziamento dei Lea: consegnate le prime firme
e adesioni” reperibile nel sito
www.fondazionepromozionesociale.it
e ricordiamo che l’abbonamento
a detta rivista per il 2012 è di euro 40,00 da versare sul c.c.p.
25454109 intestato a: Associazione promozione sociale, Via Artisti 36,
10124 Torino.
Maria
Grazia Breda, Giuseppe D’Angelo e Francesco Santanera
Aggiornamento
n.
7
dell' 8 marzo 2012
1. Si è
tenuto il 2 marzo 2012 a Roma l’incontro tra le organizzazioni che
collaborano alla raccolta delle firme e delle adesioni per la Petizione
popolare sul finanziamento dei Lea, Livelli essenziali di assistenza
sanitaria e socio-sanitaria, con l’obiettivo di ribadire attraverso la
Petizione la necessità di diffondere il più possibile le informazioni
inerenti il diritto, già attualmente pienamente e immediatamente
esigibile, alle prestazioni
riguardanti i Lea (ad esempio centri diurni per i soggetti con handicap
intellettivo grave e limitata o nulla autonomia, accoglienza e ricovero
di detti soggetti nonché degli anziani cronici non autosufficienti e dei
dementi senili), oltre ovviamente a continuare a raccogliere fino al 31
dicembre 2012 le firme e le adesioni a favore della Petizione, le cui
prime 11455 firme e le prime
40 adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private sono
state consegnate il 1 marzo alla Camera dei Deputati, al Senato e ai
Ministri della salute e del welfare.
2. Circa la
richiesta di precisazioni in merito alla difesa dei casi singoli, in
base all’esperienza della Fondazione promozione sociale gli aspetti
essenziali, riguardanti il diritto dei soggetti adulti con handicap
intellettivo grave e limitata o nulla autonomia e l’opposizione alle
dimissioni di anziani cronici non autosufficienti e di malati di
Alzheimer da ospedali e da case di cura private convenzionate, o di
persone con malattia psichiatrica cronica e limitata autonomia, è stato
ricordato quanto segue:
Aggiornamento
n.
6
del 17 febbraio 2012
1.
Confermiamo
l’incontro del 2 marzo 2012 a Roma (=>
invito)
2.
Uniamo:
a)
il documento
del Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base)
“Appunti sulle contribuzioni economiche a carico degli utenti dei
servizi socio-sanitari
b)
il
decreto del
giudice tutelare di Varese del 20 dicembre 2011
c)
l’articolo
“Anziani non autosufficienti con patologie invalidati” pubblicato sul n.
11, novembre 2011 di Torino Medica,
organo ufficiale dell’Ordine dei Medici di Torino e Provincia Torino 10 febbraio 2012 Alle
organizzazioni e persone che collaborano in merito
VENERDI’ 2 MARZO 2012
ORE 10,00-14,00
L’incontro si svolgerà come segue:
Ore 10-12 - INCONTRO CON LE ORGANIZZAZIONI PER:
a) aggiornamento sulle iniziative in programma
Inoltre si
affronteranno i seguenti temi:
ORE 12-14
CONFERENZA STAMPA
Nella stessa
sala è prevista una Conferenza stampa organizzata dall’Associazione
Codici – che ringraziamo per
il prezioso supporto fornitoci – allo scopo di informare la cittadinanza
sull’iniziativa della Petizione nazionale.
IMPORTANTE Per motivi
organizzativi si prega di confermare entro il 27 p.v. la
partecipazione all’incontro
telefonando
al n. 011-8124469 o inviando una e-mail a
info@fondazionepromozionesociale.it scarica l'invito CAUSA AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE L'INCONTRO GIA' PREVISTO IL 10 FEBBRAIO 2012 E' STATO RINVIATO Incontro a Roma il 10 febbraio 2012 RINVIATO
Aggiornamento n. 5
22 DICEMBRE 2011
Aggiornamento n. 4
2 NOVEMBRE 2011
1.
Si riporta:
a)
l’elenco completo
delle adesioni finora pervenute.
b)
il documento del 25 ottobre 2011 “Norme
più importanti riguardanti le persone non autosufficienti perché colpite
da patologie o da handicap gravemente invalidanti: appunti in merito
alla proposta istituzione di un fondo per la non autosufficienza”;
c)
il testo della
Newsletter
del 28 ottobre 2011 del Presidente della Sezione provinciale di Torino
dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti a sostegno della
Petizione.
2.
Sono state inserite fra i co-promotori
della Petizione le seguenti organizzazioni:
3.
Chiediamo a tutte le organizzazioni che fanno
parte del Comitato promotore o del gruppo dei co-promotori
di inserire nei loro siti con
la maggiore evidenza possibile il
testo della Petizione, le norme giuridiche e le modalità di raccolta
delle firme, di modo che le persone e le organizzazioni interessate
siano informate non solo in merito alle richieste da noi avanzate ai
Parlamentari della Camera de Deputati e del Senato, ma anche della
vigenza di diritti di fondamentale importanza e pienamente e
immediatamente esigibili, la cui attuazione non può essere negata o
ritardata con il pretesto della insufficienza dei finanziamenti delle
Asl e dei Comuni.
4.
Mentre resta fermo il termine del 31
dicembre 2012 per la raccolta delle firme e delle adesioni, gradiremmo
ricevere i testi delle adesioni ricevute ed i moduli sottoscritti alla
data del 30 novembre p.v. in modo da poter consegnare quanto sopra alla
Camera dei Deputati e al Senato. Detta consegna ha lo scopo di ricordare
ai Parlamentari le nostre richieste sul finanziamento dei Lea e per
segnalare che le nostre posizioni sono alternative rispetto a quelle
previste nel disegno di legge n.
4566 “Delega al
Governo per la riforma fiscale e assistenziale”
5.
Gradiremmo altresì ricevere da tutte le
organizzazioni e persone a cui è inviato questo aggiornamento notizie in
merito alla raccolta delle firme e delle adesioni.
Aggiornamento n.3 2. In data 11 ottobre 2011 le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno inviato alla Camera dei Deputati un documento in cui viene espresso un giudizio negativo sul sopra citato disegno di legge. Infatti, dopo aver rilevato «l’inusuale (non esistendo precedenti) estensione della delega dall’ambito fiscale a quello assistenziale» ha osservato che per quanto riguarda «il comparto dell’assistenza (pensioni e indennità di accompagnamento per gli invalidi civili, pensioni di guerra, pensioni sociali, integrazione al minimo, prestazioni di maternità, assegni familiari, …) (…) non si può ignorare che in molti casi si è in presenza di erogazioni monetarie che fanno parte di una politica “nascosta” di contrasto alla povertà, confermativa di un’offerta di servizi non sempre adeguata e uniformemente distribuita sul territorio. E, conseguentemente, non appare irragionevole attendersi che risparmi di un riordino possano risultare in larga parte controbilanciati dalle risorse che sarà necessario mettere in campo per assicurare servizi adeguati ad una prevedibile impennata del fenomeno della non autosufficienza». Per quanto concerne il fondo per l’indennità di accompagnamento, le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno rilevato che il suo finanziamento «lascia prefigurare una sorta di contingentamento della spesa (che nel 2010 ha toccato i 12,8 miliardi di euro, il 77 per cento della complessiva spesa per le prestazioni di invalidità civile), con il ribaltamento sulle Regioni dell’onere di contenere la futura dinamica». 3. Finora sono pervenute alla Segreteria le seguenti adesioni: a) della professoressa Luisa Mango a nome dell’Istisss (Istituto per gli studi di servizio sociale) di Roma di cui è la Presidente, e della Rivista di Servizio sociale. Ha altresì segnalato che sul loro sito è stato ospitato un “link” con la Fondazione promozione sociale nonché sulla Newsletter della succitata rivista; b) dal Consiglio di amministrazione del Consorzio intercomunale dei servizi alla persona dei Comuni di Collegno e Grugliasco, come è stato segnalato nel precedente aggiornamento; c) da Pietro Rescigno, professore emerito di diritto civile all’Università La Sapienza di Roma e Accademico nazionale dei Lincei in data 4 ottobre 2011. Ricordiamo che in un suo scritto del 20 ottobre 2010 in merito agli anziani cronici non autosufficienti ed ai dementi senili (le stesse considerazioni valgono per i soggetti con handicap in situazione di gravità e con limitata o nulla autonomia) aveva affermato quanto segue: «La giurisprudenza (…) ha intanto ed in più di una pronuncia di merito e di legittimità qualificato in termini di pieno diritto soggettivo l’aspettativa all’assistenza degli anziani colpiti da patologie invalidanti, assistenza da ricevere in strutture pubbliche o, in via alternativa ma sempre con onere a carico del Servizio sanitario nazionale, in residenze sanitarie o nel proprio domicilio. La definizione quale diritto soggettivo perfetto toglie ogni fondamento all’eventuale eccezione, sollevata dal sistema pubblico della sanità, relativa alla mancanza o alla insufficienza delle risorse disponibili, e non può rimuovere la responsabilità, anche d’indole penale, che all’inadempimento si connette, estesa altresì ai danni ulteriori che siano conseguenza immediata e diretta del servizio negato (nella forma di cure rifiutate, di ricovero ricusato, di ‘dimissioni’ indebitamente deliberate ed eseguite). Ritengo pertanto giustificate, e idonee a garantire la salvezza dei diritti da azionare in futuro, le riserve che dall’anziano (o, per le preclusioni fisiche o psichiche a provvedervi personalmente, dai suoi congiunti o da un’associazione rappresentativa) vengano formulate a seguito di dimissioni nella sostanza unilateralmente imposte. In linea generale va ribadita, con riferimento alla nozione di salute e di malattia accolta nelle fonti sovranazionali e nel regime positivo statuale, l’appartenenza all’area terapeutica dell’assistenza e cura delle patologie proprie dell’anziano non autosufficiente, con la conseguente configurazione della fattispecie in termini di obbligatorietà delle prestazioni e di inadempimenti patrimonialmente sanzionabili del Servizio sanitario e dei singoli operatori a cui sia imputabile la condotta omissiva»; d) da Massimo Dogliotti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione che, in data 7 ottobre 2011 ha inviato la seguente dichiarazione: «Sottoscrivo la petizione che condivido pienamente nel contenuto e nelle finalità. Mi pare opportuno sottolineare il forte richiamo alle norme costituzionali e la critica serrata al disegno di legge, delega di riforma assistenziale, presentato dal Ministro dell’economia e delle finanze al Parlamento. Le necessarie economie possono realizzarsi, eliminando gli sprechi ed assicurando le prestazioni assistenziali a chi ne ha veramente bisogno, non certo eliminando o limitando le prestazioni stesse, che involgono diritti fondamentali di rango costituzionale. Altrettanto condivisibile la netta distinzione, cui si fa riferimento nella petizione, tra obbligo alimentare, che può essere richiesto solo dall’interessato nei confronti del parente tenuto, e prestazioni socio-assistenziali, a carico dell’amministrazione pubblica. Del tutto corretto pure il richiamo ai decreti legislativi 109/1998 e 130/2000, ove si esclude il contributo economico dei parenti di soggetti non autosufficienti, disposizioni di cui troppo spesso le amministrazioni comunali si dimenticano o fingono di dimenticarsi!»; e) dal prof. Giovanni Carlo Isaia, che ha inviato la seguente comunicazione: «In riferimento alla petizione popolare ai Parlamentari per il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza alle persone non autosufficienti, il sottoscritto Prof. Giovanni Carlo Isaia, Direttore della Struttura complessa di geriatria e malattie metaboliche dell'osso dell'Azienda ospedaliero universitaria San Giovanni Battista di Torino e della Scuola di specializzazione in geriatria dell'Università di Torino, condividendone pienamente lo spirito e le finalità, auspica che quanto in essa richiesto venga attentamente considerato dal Legislatore nazionale ed in particolare che venga assicurata la completa copertura finanziaria delle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali alle persone con handicap invalidanti, agli anziani, ai malati cronici non autosufficienti, ai soggetti colpiti da malattia di Alzheimer, da altre forme di demenza senile o da patologie psichiatriche croniche. Tale richiesta non soltanto è supportata da solide argomentazioni giuridiche, ma è anche dettata da un elevato senso di equità, di eticità e di solidarietà verso i cittadini meno fortunati e, se accolta, contribuirebbe a migliorare il livello di civiltà e di progresso sociale nel nostro Paese, rappresentando anche un importante ed autorevole segnale di attenzione ai problemi reali dei cittadini». 4. Le organizzazioni che collaborano alla raccolta delle firme e che non fanno parte del Comitato promotore possono inviare alla Segreteria la loro adesione che verrà inserita, con le relative motivazioni, nei prossimi aggiornamenti e comunicata ai Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, nonché ai mezzi di comunicazione. 5. Confidiamo che tutte le organizzazioni inseriscano nei loro siti internet il testo della petizione e le norme giuridiche, nonché le informazioni relative alla raccolta delle firme di cittadini elettori e delle adesioni di enti pubblici e privati. 6. Attendiamo vostri suggerimenti, critiche, eventuali resoconti di esperienze relative alla tutela delle esigenze e dei diritti dei soggetti con handicap in situazione di gravità, di anziani cronici non autosufficienti, di persone affette da demenza senile e di malati psichiatrici gravi con limitata o nulla autonomia. 7. Uniamo la sintesi di quattro importanti sentenze. 8. L’Associazione promozione sociale mette a gratuita disposizione copie dell’ultimo numero (175) di Prospettive assistenziali. Coloro che desiderano riceverlo sono pregati di segnalare il loro indirizzo postale. 9. L’Associazione promozione sociale ha pubblicato un numero speciale di Controcittà dedicato interamente alla petizione popolare nazionale.
Aggiornamento
n.2
Aggiornamento
n.1 Desideriamo informarVi che il 7 settembre u.s. è iniziato presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati l’esame del disegno di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”. A questo riguardo uniamo l’editoriale “Petizione popolare nazionale per l’attuazione dei Lea: la nostra controproposta al disegno di legge delega al Governo per la riforma del settore assistenziale” e l’articolo “Una prima risposta al pretesto della scarsità delle risorse economiche indispensabili per le esigenze vitali delle persone non autosufficienti” che saranno pubblicati sul n. 175 di Prospettive assistenziali che uscirà all’inizio del prossimo mese di ottobre, nonché il testo dell’articolo 10 del disegno di legge n. 4566. Molto importanti sarebbero Vostri interventi nei confronti dei Deputati della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, di cui si allega l’elenco. Per quanto concerne la Petizione sarebbe necessario procedere alla raccolta delle firme di cittadini elettori e delle adesioni delle organizzazioni pubbliche (Consigli e Giunte comunali, Consorzi e Comuni, Comunità montane, Consigli e Giunta provinciali, ecc.) e private in modo da fornire una informazione, la più completa possibile, sui diritti già attualmente esigibili e sulle modalità per ottenerli. Pertanto potrebbe essere utile consegnare copia della petizione a tutte le persone interessate, sia perché possano approfondire la questione dei Lea, sia perché – se lo ritengono – possano anch’essi raccogliere firme ed adesioni. Ricordiamo altresì che il termine per la raccolta delle firme e delle adesioni è stato fissato per il 31 dicembre 2012 al fine di poter estendere al massimo l’informazione e di costruire le basi per contrastare le iniziative lesive dei diritti delle persone non autosufficienti, com’è ad esempio attualmente il già citato disegno di legge 4655. Siamo a vostra disposizione anche per quanto concerne la consulenza personalizzata relativa alle iniziative volte ad ottenere da parte dei singoli cittadini l’attuazione dei vigenti diritti alle cure sanitarie e/o sociosanitarie degli anziani cronici non autosufficienti, dei dementi senili, dei malati psichiatrici, nonché alle prestazioni riguardanti i soggetti con handicap intellettivo grave. |
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