PETIZIONE POPOLARE NAZIONALE

ai Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica
PER IL FINANZIAMENTO DEI LEA (Livelli essenziali di assistenza) PER LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI

A G G I O R  N A M E N T I
Alle Organizzazioni e Persone che collaborano alla Petizione nazionale sui Lea

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Aggiornamento n. 9  del  16 maggio 2012

 1.      Uniamo copia:

a.  della e-mail inviata il 10 maggio scorso dalla Fondazione promozione sociale al Direttore generale dell’Asl To1 e al Direttore sanitario della casa di cura “Don Gnocchi” in merito alla minaccia di imporre al ricoverato e/o ai suoi congiunti la retta di degenza presso detta casa di cura;

b.  della documentata risposta del 14 maggio scorso del Difensore civico della Regione Piemonte che conferma l’esigibilità dei diritti sanciti dai Lea per le persone non autosufficienti;

c.   della lettera inviata il 16 maggio 2012 dalla Fondazione promozione sociale ai Direttori generali delle Asl e delle Aso del Piemonte, agli Assessori ai servizi sociali dei Comuni di Torino e di Novara, nonché ai Presidenti e ai Direttori degli Enti gestori delle attività socio-assistenziali. 

2.      Ricordiamo l’esigenza di continue e frequenti sollecitazioni ai Parlamentari e ai Ministri per ottenere adeguati finanziamenti statali dei Lea come richiesto dalla Petizione popolare nazionale, tenendo presente che le prime 11.455 firme e le adesioni allora pervenute sono state consegnate il 1° marzo scorso alla Camera dei Deputati, al Senato ed ai Ministri Renato Balduzzi e Elsa Fornero. La Camera dei Deputati ha assegnato alla Petizione il n. 1403 e l’esame è stato affidato alla Commissione affari sociali; il Senato ha attribuito il n. 1399 e l’esame è di competenza della Commissione igiene e sanità.

3.      Segnaliamo che l’importo dell’abbonamento per il 2012 a Prospettive assistenziali (è già disponibile il n. 177) è di euro 40,00 da versare sul c.c.p. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale, Via Artisti 36, 10124 Torino.

 

Aggiornamento n. 8   del 24 aprile 2012   stampa

 Il 21 aprile scorso si è svolto a Milano il secondo confronto nazionale sulla Petizione popolare riguardante il finanziamento dei Lea ed è emerso quanto segue:

1.       la necessità di continuare e se possibile, intensificare le iniziative volte alla raccolta delle firme e delle adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private;

2.       i notevoli benefici che possono essere forniti a migliaia di persone dalle informazioni concernenti i diritti sanciti dai Lea già attualmente pienamente esigibili (frequenza dei centri diurni e accoglienza residenziale dei soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità; ricovero presso Rsa, Residenze sanitarie assistenziali, degli anziani cronici non autosufficienti e delle persone colpite da demenza senile in tutti i casi in cui, per qualsiasi motivo non siano praticabili le cure socio-sanitarie domiciliari). A questo riguardo si ottengono sempre risultati positivi presentando opposizione scritta contro le dimissioni da ospedali e da case di cura private convenzionate degli infermi di cui sopra;

3.       la notevole importanza dell’opposizione alle dimissioni da ospedali e da case di cura private convenzionate di anziani cronici non autosufficienti, di malati di Alzheimer e delle persone colpite da altre forme di demenza senile è estremamente rilevante in quanto da un lato obbliga sempre, senza alcuna eccezione, le Asl a rispettare le leggi vigenti (e quindi a fornire i necessari sostegni anche economici per le prestazioni domiciliari o a provvedere al ricovero presso Rsa) e d’altro lato è una iniziativa facile e poco costosa (meno di 20 euro);

4.       la sicurezza di ottenere la frequenza di centri diurni di soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità, com’è previsto dai Lea e confermata dalle sentenze del Tar della Lombardia n. 784 e 785/2011;

5.       la sicurezza di ottenere il ricovero dei soggetti di cui sopra nei casi in cui, per qualsiasi motivo, non siano praticabili le prestazioni domiciliari. A questo riguardo oltre ai Lea si può far riferimento anche agli articoli 154 e 155 del regio decreto 773/1931;

6.       l’estrema validità delle sentenze del Consiglio di Stato n. 1607 e 5185/2011 in base alle quali – com’è stabilito dai decreti legislativi 109/1998 e 130/2000 – i soggetti con handicap grave e gli ultrasessantacinquenni non autosufficienti devono contribuire alle spese di ricovero sulla base delle loro personali risorse economiche (dedotte le somme necessarie per il mantenimento dei congiunti a carico e le franchigie previste dalla legge) senza alcun onere per i congiunti conviventi o non conviventi;

7.       l’urgenza di iniziative per ottenere dal Parlamento o dalle Regioni leggi che definiscano i contenuti degli interventi in modo da rendere esigibile il diritto alle cure socio-sanitarie domiciliari delle persone non autosufficienti;

8.       l’esigenza di continue e frequenti sollecitazioni ai Parlamentari e ai Ministri per ottenere adeguati finanziamenti statali dei Lea come richiesto dalla Petizione popolare nazionale, tenendo presente che le prime 11.455 firme e le adesioni allora pervenute sono state consegnate il 1° marzo scorso alla Camera dei Deputati, al Senato ed ai Ministri Renato Balduzzi e Elsa Fornero.       
La Camera dei Deputati ha assegnato alla Petizione il n. 1403 e l’esame è stato affidato alla Commissione affari sociali; il Senato ha attribuito il n. 1399 e l’esame è di competenza della Commissione igiene e sanità;

9.       l’assoluta negatività dei Fondi regionali per la non autosufficienza in quanto la loro creazione separa le risorse per i pazienti acuti da quelli per i malati cronici (che molto spesso sono colpiti da infermità acute), limita gli interventi alle risorse economiche destinate a detti fondi che possono contenere norme nefaste, come quella stabilita dalla legge della Regione Toscana n. 66/2008 in base alla quale le persone non autosufficienti hanno diritto alle prestazioni solamente se «con un alto indice di gravità». Pertanto se le Commissioni di valutazione multidisciplinare, com’è già avvenuto, indicano che l’indice di gravità è zero, al malato cronico non autosufficiente non viene fornita alcuna prestazione. Da notare che detta legge della Regione Toscana impone anche contributi illegittimi ai congiunti degli anziani malati cronici non autosufficienti;

10.     le gravi conseguenze della separazione dei fondi per i malati non autosufficienti rispetto a tutte le altre prestazioni sanitarie, in particolare le attività di prevenzione, con il pericolo della creazione del settore della cronicità, isolato rispetto al Servizio sanitario e assegnato al comparto socio-assistenziale. A questo riguardo occorre tener presente che vi sono forti pressioni per trasferire le competenze sulle cure socio-sanitarie delle persone non autosufficienti dalla sanità, caratterizzata dalla presenza di fondamentali diritti esigibili) all’assistenza (ancora fondata sulla discrezionalità). La creazione dei fondi regionali per la non autosufficienza è prevista da molti come misura intermedia di avvicinamento al trasferimento all’assistenza;

11.     l’utilità dell’istituzione di un fondo nazionale o di fondi regionali da destinare elusivamente ai Comuni per il sostegno delle spese a loro carico per l’integrazione delle rette alberghiere, nei casi in cui il Parlamento e le Regioni non assicurino al settore socio-assistenziale – come dovrebbe essere fatto in base alla Costituzione – i finanziamenti ai Comuni di tutte le attività di loro competenza tramite un unico fondo, come avviene per la sanità.     

 - x – X – x -

     Segnaliamo il seguente articolo di Francesco Santanera, “Contributi economici illegittimamente imposti ai congiunti degli assistiti: le esperienze di una organizzazione di tutela delle presone non autosufficienti”, pubblicato sul n. 4/2011 della rivista Il diritto di famiglia e delle persone reperibile nel sito www.fondazionepromozionesociale.it. Sullo stesso sito è altresì reperibile una sintesi delle sentenze sopra citate.

     Chiediamo nuovamente a tutte le organizzazioni che fanno parte del Comitato promotore o del gruppo dei Co-promotori o collaborano alla raccolta delle firme di inserire nei loro siti con la maggior evidenza possibile il testo della Petizione, le norme giuridiche e le modalità di raccolta delle firme, segnalando anche che l’iniziativa si concluderà solo il 31 dicembre 2012.

     Alleghiamo l’elenco delle adesioni finora pervenute, sottolineando l’estrema importanza del coinvolgimento di personalità e di organizzazioni pubbliche e private.

     Segnaliamo altresì l’editoriale del n. 177/2012 di Prospettive assistenziali Petizione popolare nazionale sul finanziamento dei Lea: consegnate le prime firme e adesioni” reperibile nel sito www.fondazionepromozionesociale.it e ricordiamo che l’abbonamento a detta rivista per il 2012 è di euro 40,00 da versare sul c.c.p. 25454109 intestato a: Associazione promozione sociale, Via Artisti 36, 10124 Torino.

      Restiamo a disposizione e porgiamo cordiali saluti.

Maria Grazia Breda, Giuseppe D’Angelo e Francesco Santanera
p. Comitato promotore della petizione
 

 

Aggiornamento n. 7  dell' 8 marzo 2012

1. Si è tenuto il 2 marzo 2012 a Roma l’incontro tra le organizzazioni che collaborano alla raccolta delle firme e delle adesioni per la Petizione popolare sul finanziamento dei Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria, con l’obiettivo di ribadire attraverso la Petizione la necessità di diffondere il più possibile le informazioni inerenti il diritto, già attualmente pienamente e immediatamente esigibile, alle prestazioni  riguardanti i Lea (ad esempio centri diurni per i soggetti con handicap intellettivo grave e limitata o nulla autonomia, accoglienza e ricovero di detti soggetti nonché degli anziani cronici non autosufficienti e dei dementi senili), oltre ovviamente a continuare a raccogliere fino al 31 dicembre 2012 le firme e le adesioni a favore della Petizione, le cui prime 11455  firme e le prime 40 adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private sono state consegnate il 1 marzo alla Camera dei Deputati, al Senato e ai Ministri della salute e del welfare.
Nei prossimi giorni occorrerà valutare quali iniziative assumere per richiamare l’attenzione di Camera e Senato sulla Petizione nazionale.
Il Codici ha proposto una “convenzione di cooperazione”, un patto tra le organizzazioni sostenitrici della Petizione che preveda un impegno concreto per la raccolta delle firme e delle adesioni, la diffusione delle informazioni e l’attivazione di sportelli per la difesa dei diritti sanciti dai Lea e in particolar modo per l’opposizione alle dimissioni da ospedali e case di cura convenzionate di anziani cronici non autosufficienti (sarebbe assai utile poter avere in ogni Regione uno sportello operativo aperto alla cittadinanza).
L’associazione Alzheimer di Pordenone ha proposto la necessità di effettuare seminari di approfondimento sul diritto alle cure sanitarie e socio-sanitarie a livello regionale nonché attività di sensibilizzazione della cittadinanza; i seminari dovrebbero essere rivolti in particolare alle organizzazioni locali.
La FederAvo segnalerà alla riunione dei referenti regionali Avo la possibilità di opporsi alle dimissioni utilizzando la lettera facsimile e diffondendo l’opuscolo informativo “Tutti hanno diritto alle cure sanitarie”, entrambi disponibili sul sito www.fondazionepromozionesociale.it.
L’Arap invierà ai propri aderenti e simpatizzanti (circa 500) il modulo della Petizione popolare sui Lea con una lettera informativa di accompagnamento.
L’associazione “Pensionati per la qualità della vita” si è impegnata a diffondere sul proprio sito le informazioni inerenti al diritto alle cure delle persone malate croniche non autosufficienti.
Anche se ciascuna organizzazione ha una propria attività è assai importante convergere sull’obiettivo comune del finanziamento dei Lea al fine di avere un maggiore potere contrattuale.

2. Circa la richiesta di precisazioni in merito alla difesa dei casi singoli, in base all’esperienza della Fondazione promozione sociale gli aspetti essenziali, riguardanti il diritto dei soggetti adulti con handicap intellettivo grave e limitata o nulla autonomia e l’opposizione alle dimissioni di anziani cronici non autosufficienti e di malati di Alzheimer da ospedali e da case di cura private convenzionate, o di persone con malattia psichiatrica cronica e limitata autonomia, è stato ricordato quanto segue:
- deve occuparsi del problema una sola persona, quella più decisa fra i congiunti;
- questa persona deve stabilire con l’istituzione (Asl/Ente locale) esclusivamente rapporti scritti;
- può utilizzare i facsimili contenuti nel sito www.fondazionepromozionesociale.it oppure altra idonea documentazione;

- nei casi in cui viene interpellata a voce deve rispondere: «Ho inviato una lettera e per gentilezza rispondete per iscritto»;
- se ha contatti verbali o telefonici è opportuno che al più presto possibile invii al responsabile dell’istituzione (Direttore generale dell’Asl, Sindaco, Presidente o Direttore del Consorzio dei Comuni, ecc. senza indicare nomi e cognomi) un telegramma così formulato: «Facendo seguito incontro odierno confermo quanto richiesto con mia raccomandata del…».
La Fondazione promozione sociale ha confermato la disponibilità a fornire il proprio supporto per seguire i casi individuali.


Aggiornamento n. 6  del 17 febbraio 2012

1.     Confermiamo l’incontro del 2 marzo 2012 a Roma (=> invito)

2.     Uniamo:

a)     il documento del Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) “Appunti sulle contribuzioni economiche a carico degli utenti dei servizi socio-sanitari"

b)    il decreto del giudice tutelare di Varese del 20 dicembre 2011

c)     l’articolo “Anziani non autosufficienti con patologie invalidati” pubblicato sul n. 11, novembre 2011 di Torino Medica, organo ufficiale dell’Ordine dei Medici di Torino e Provincia.


Torino 10 febbraio 2012

Alle organizzazioni e persone che collaborano in merito
alla Petizione popolare nazionale sul finanziamento dei Lea

 INVITO ALL’INCONTRO DI

VENERDI’ 2 MARZO 2012  ORE 10,00-14,00
R O M A

c/o la Sala “Rosi” (g.c.) del V Dipartimento - Viale Manzoni 16, Roma

Inizio lavori ore 10 precise (la sala è disponibile dalle ore 9) sino alle ore 14 circa.

Segreteria c/o Fondazione promozione sociale onlus
tel. 011 8124469, e-mail info@fondazionepromozionesociale.it

 In occasione della consegna alla Camera dei Deputati e al Senato delle prime 10mila firme finora raccolte, è programmato un incontro con le organizzazioni che sostengono la Petizione nazionale (in sostituzione di quello previsto il 10 febbraio 2012 e rinviato a causa delle avverse condizioni meteorologiche).

L’incontro si svolgerà come segue:

Ore 10-12 - INCONTRO CON LE ORGANIZZAZIONI PER:

a) aggiornamento sulle iniziative in programma
b) messa in comune della documentazione utile per difendere i casi singoli e ottenere le prestazioni socio-sanitarie già oggi esigibili in base ai Lea:
·     
il diritto dei soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità alla frequenza dei centri diurni e all’accoglienza presso comunità alloggio o altre strutture nei casi in cui non siano più praticabili le prestazioni domiciliari;
·     
il diritto degli anziani cronici non autosufficienti, delle persone colpite dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile e dei pazienti con gravi disturbi psichiatrici alle  cure sanitarie e socio-sanitarie senza alcuna interruzione e senza limiti di durata;
·     
il diritto alla compartecipazione alle spese alberghiere calcolata solo sulla situazione economica dell’interessato (persona con handicap in situazione di gravità, anziano non autosufficiente ultra65enne).

Inoltre si affronteranno i seguenti temi:
c)
    
la priorità delle cure domiciliari;
d)
   
la necessità di introdurre un contratto di cura, sottoscritto da tutti gli interessati (operatori, utente, familiare di riferimento e/o amministratore di sostegno e/o tutore).

ORE 12-14 CONFERENZA STAMPA

Nella stessa sala è prevista una Conferenza stampa organizzata dall’Associazione Codici – che ringraziamo per il prezioso supporto fornitoci – allo scopo di informare la cittadinanza sull’iniziativa della Petizione nazionale. 

IMPORTANTE

Per motivi organizzativi si prega di confermare entro il 27 p.v. la partecipazione all’incontro telefonando al n. 011-8124469 o inviando una e-mail a info@fondazionepromozionesociale.it


scarica l'invito


CAUSA AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE L'INCONTRO GIA' PREVISTO IL 10 FEBBRAIO 2012 E' STATO RINVIATO

Incontro a Roma il 10 febbraio 2012 RINVIATO


Aggiornamento n. 5   22 DICEMBRE 2011   

  1. Uniamo:
    a)
    il volantino dell’Utim “Campagna informativa sui diritti esigibili delle persone con handicap intellettivo in situazione di gravità”;
    b)
    l’articolo “Inguaribile non è incurabile. La realtà degli anziani cronici non autosufficienti";
    c) l’elenco delle adesioni sinora pervenute.
  1. Segnaliamo l’importanza delle adesioni di personalità (vedi i Prof. Dogliotti, Isaia, Rescigno), di organizzazioni pubbliche (vedi i Consorzi socio-assistenziali Cisap, Ciss38 e Cisa, il Consiglio comunale di Collegno, ecc.) e private (Istisss, Eiss, Sezione del Piemonte della Società di gerontologia e geriatria, ecc.) nonché le pubblicazioni Rivista di servizio sociale, Rassegna di servizio sociale, Il diritto di famiglia e delle persone) in relazione alla necessità di ampliare in tutta la misura del possibile il numero delle persone e degli enti che sostengono i diritti delle persone non autosufficienti.
  2. Chiediamo nuovamente a tutte le organizzazioni che fanno parte del Comitato promotore o del gruppo dei co-promotori di inserire nei loro siti con la maggiore evidenza possibile il testo della Petizione, le norme giuridiche e le modalità di raccolta delle firme, segnalando anche che l’iniziativa si concluderà solo il 31 dicembre 2012.
  3. È molto importante che le persone e le organizzazioni interessate siano informate non solo in merito alle richieste avanzate dalla Petizione ai Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, ma anche della vigenza di diritti di fondamentale importanza e pienamente e immediatamente esigibili riguardanti gli anziani cronici non autosufficienti, le persone colpite da demenza senile, i soggetti con handicap intellettivo e limitata o nulla autonomia ed i pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici, la cui attuazione non può essere negata o ritardata con il pretesto della insufficienza dei finanziamenti delle Asl e dei Comuni.
  4. È opportuno che per la raccolta delle firme siano utilizzati solo i fogli interi formato A3 (4 pagine) contenenti il testo della petizione, la nota giuridica, gli appunti per la raccolta delle firme e delle adesioni nonché lo spazio delle firme.
  5. Gradiremmo ricevere critiche, suggerimenti, nonché notizie sulla raccolta delle firme e delle adesioni, esperienze su iniziative volte ad ottenere il riconoscimento dei diritti vigenti, copie di leggi regionali e di delibere di Comuni singoli e associati contenenti norme valide per le persone non autosufficienti e qualunque altra informazione ritenuta utile.

Aggiornamento n. 4   2 NOVEMBRE 2011  

1. Si riporta:

a) l’elenco completo delle adesioni finora pervenute.
Al riguardo si sottolinea la grande importanza del sostegno di personalità e di Organizzazioni pubbliche e private alla Petizione e alle attività di tutela dei diritti delle persone non autosufficienti;

b) il documento del 25 ottobre 2011 “Norme più importanti riguardanti le persone non autosufficienti perché colpite da patologie o da handicap gravemente invalidanti: appunti in merito alla proposta istituzione di un fondo per la non autosufficienza”;

c) il testo della Newsletter del 28 ottobre 2011 del Presidente della Sezione provinciale di Torino dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti a sostegno della Petizione.

2.  Sono state inserite fra i co-promotori della Petizione le seguenti organizzazioni:
Movimento Handicap (Verona); Associazione “In nome dei diritti” (Firenze); Associazione Nichelino Domani (Nichelino, To); Associazione l’Arcobaleno per una vita indipendente e autonoma (Asti).

3.  Chiediamo a tutte le organizzazioni che fanno parte del Comitato promotore o del gruppo dei co-promotori di inserire nei loro siti con la maggiore evidenza possibile il testo della Petizione, le norme giuridiche e le modalità di raccolta delle firme, di modo che le persone e le organizzazioni interessate siano informate non solo in merito alle richieste da noi avanzate ai Parlamentari della Camera de Deputati e del Senato, ma anche della vigenza di diritti di fondamentale importanza e pienamente e immediatamente esigibili, la cui attuazione non può essere negata o ritardata con il pretesto della insufficienza dei finanziamenti delle Asl e dei Comuni.

4.  Mentre resta fermo il termine del 31 dicembre 2012 per la raccolta delle firme e delle adesioni, gradiremmo ricevere i testi delle adesioni ricevute ed i moduli sottoscritti alla data del 30 novembre p.v. in modo da poter consegnare quanto sopra alla Camera dei Deputati e al Senato. Detta consegna ha lo scopo di ricordare ai Parlamentari le nostre richieste sul finanziamento dei Lea e per segnalare che le nostre posizioni sono alternative rispetto a quelle previste nel disegno di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”

5.  Gradiremmo altresì ricevere da tutte le organizzazioni e persone a cui è inviato questo aggiornamento notizie in merito alla raccolta delle firme e delle adesioni.


Aggiornamento n.3   13 OTTOBRE 2011 

1. Poiché l’esame del disegno di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale” è stato recentemente affidato anche alla Commissione XII (Affari sociali) della Camera dei Deputati, la segreteria ha chiesto anche al Presidente di detta Commissione di poter illustrare la Petizione.
2. In data 11 ottobre 2011 le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno inviato alla Camera dei Deputati un documento in cui viene espresso un giudizio negativo sul sopra citato disegno di legge. Infatti, dopo aver rilevato «l’inusuale (non esistendo precedenti) estensione della delega dall’ambito fiscale a quello assistenziale» ha osservato che per quanto riguarda «il comparto dell’assistenza (pensioni e indennità di accompagnamento per gli invalidi civili, pensioni di guerra, pensioni sociali, integrazione al minimo, prestazioni di maternità, assegni familiari, …) (…) non si può ignorare che in molti casi si è in presenza di erogazioni monetarie che fanno parte di una politica “nascosta” di contrasto alla povertà, confermativa di un’offerta di servizi non sempre adeguata e uniformemente distribuita sul territorio. E, conseguentemente, non appare irragionevole attendersi che risparmi di un riordino possano risultare in larga parte controbilanciati dalle risorse che sarà necessario mettere in campo per assicurare servizi adeguati ad una prevedibile impennata del fenomeno della non autosufficienza».
Per quanto concerne il fondo per l’indennità di accompagnamento, le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno rilevato che il suo finanziamento «lascia prefigurare una sorta di contingentamento della spesa (che nel 2010 ha toccato i 12,8 miliardi di euro, il 77 per cento della complessiva spesa per le prestazioni di invalidità civile), con il ribaltamento sulle Regioni dell’onere di contenere la futura dinamica».
3. Finora sono pervenute alla Segreteria le seguenti adesioni:
   a) della professoressa Luisa Mango a nome dell’Istisss (Istituto per gli studi di servizio sociale) di Roma di cui è la Presidente, e della Rivista di Servizio sociale. Ha altresì segnalato che sul loro sito è stato ospitato un “link” con la Fondazione promozione sociale nonché sulla Newsletter della succitata rivista;
   b) dal Consiglio di amministrazione del Consorzio intercomunale dei servizi alla persona dei Comuni di Collegno e Grugliasco, come è stato segnalato nel precedente aggiornamento;
   c) da Pietro Rescigno, professore emerito di diritto civile all’Università La Sapienza di Roma e Accademico nazionale dei Lincei in data 4 ottobre 2011. Ricordiamo che in un suo scritto del 20 ottobre 2010 in merito agli anziani cronici non autosufficienti ed ai dementi senili (le stesse considerazioni valgono per i soggetti con handicap in situazione di gravità e con limitata o nulla autonomia) aveva affermato quanto segue: «La giurisprudenza (…) ha intanto ed in più di una pronuncia di merito e di legittimità qualificato in termini di pieno diritto soggettivo l’aspettativa all’assistenza degli anziani colpiti da patologie invalidanti, assistenza da ricevere in strutture pubbliche o, in via alternativa ma sempre con onere a carico del Servizio sanitario nazionale, in residenze sanitarie o nel proprio domicilio. La definizione quale diritto soggettivo perfetto toglie ogni fondamento all’eventuale eccezione, sollevata dal sistema pubblico della sanità, relativa alla mancanza o alla insufficienza delle risorse disponibili, e non può rimuovere la responsabilità, anche d’indole penale, che all’inadempimento si connette, estesa altresì ai danni ulteriori che siano conseguenza immediata e diretta del servizio negato (nella forma di cure rifiutate, di ricovero ricusato, di ‘dimissioni’ indebitamente deliberate ed eseguite). Ritengo pertanto giustificate, e idonee a garantire la salvezza dei diritti da azionare in futuro, le riserve che dall’anziano (o, per le preclusioni fisiche o psichiche a provvedervi personalmente, dai suoi congiunti o da un’associazione rappresentativa) vengano formulate a seguito di dimissioni nella sostanza unilateralmente imposte. In linea generale va ribadita, con riferimento alla nozione di salute e di malattia accolta nelle fonti sovranazionali e nel regime positivo statuale, l’appartenenza all’area terapeutica dell’assistenza e cura delle patologie proprie dell’anziano non autosufficiente, con la conseguente configurazione della fattispecie in termini di obbligatorietà delle prestazioni e di inadempimenti patrimonialmente sanzionabili del Servizio sanitario e dei singoli operatori a cui sia imputabile la condotta omissiva»;
   d) da Massimo Dogliotti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione che, in data 7 ottobre 2011 ha inviato la seguente dichiarazione: «Sottoscrivo la petizione che condivido pienamente nel contenuto e nelle finalità. Mi pare opportuno sottolineare il forte richiamo alle norme costituzionali e la critica serrata al disegno di legge, delega di riforma assistenziale, presentato dal Ministro dell’economia e delle finanze al Parlamento. Le necessarie economie possono realizzarsi, eliminando gli sprechi ed assicurando le prestazioni assistenziali a chi ne ha veramente bisogno, non certo eliminando o limitando le prestazioni stesse, che involgono diritti fondamentali di rango costituzionale. Altrettanto condivisibile la netta distinzione, cui si fa riferimento nella petizione, tra obbligo alimentare, che può essere richiesto solo dall’interessato nei confronti del parente tenuto, e prestazioni socio-assistenziali, a carico dell’amministrazione pubblica. Del tutto corretto pure il richiamo ai decreti legislativi 109/1998 e 130/2000, ove si esclude il contributo economico dei parenti di soggetti non autosufficienti, disposizioni di cui troppo spesso le amministrazioni comunali si dimenticano o fingono di dimenticarsi!»;
   e) dal prof. Giovanni Carlo Isaia, che ha inviato la seguente comunicazione: «In riferimento alla petizione popolare ai Parlamentari per il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza alle persone non autosufficienti, il sottoscritto Prof. Giovanni Carlo Isaia, Direttore della Struttura complessa di geriatria e malattie metaboliche dell'osso dell'Azienda ospedaliero universitaria San Giovanni Battista di Torino e della Scuola di specializzazione in geriatria dell'Università di Torino, condividendone pienamente lo spirito e le finalità, auspica che quanto in essa richiesto venga attentamente considerato dal Legislatore nazionale ed in particolare che venga assicurata la completa copertura finanziaria delle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali alle persone con handicap invalidanti, agli anziani, ai malati cronici non autosufficienti, ai soggetti colpiti da malattia di Alzheimer, da altre forme di demenza senile o da patologie psichiatriche croniche. Tale richiesta non soltanto è supportata da solide argomentazioni giuridiche, ma è anche dettata da un elevato senso di equità, di eticità e di solidarietà verso i cittadini meno fortunati e, se accolta, contribuirebbe a migliorare il livello di civiltà e di progresso sociale nel nostro Paese, rappresentando anche un importante ed autorevole segnale di attenzione ai problemi reali dei cittadini».
4. Le organizzazioni che collaborano alla raccolta delle firme e che non fanno parte del Comitato promotore possono inviare alla Segreteria la loro adesione che verrà inserita, con le relative motivazioni, nei prossimi aggiornamenti e comunicata ai Parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, nonché ai mezzi di comunicazione.
5. Confidiamo che tutte le organizzazioni inseriscano nei loro siti internet il testo della petizione e le norme giuridiche, nonché le informazioni relative alla raccolta delle firme di cittadini elettori e delle adesioni di enti pubblici e privati.
6. Attendiamo vostri suggerimenti, critiche, eventuali resoconti di esperienze relative alla tutela delle esigenze e dei diritti dei soggetti con handicap in situazione di gravità, di anziani cronici non autosufficienti, di persone affette da demenza senile e di malati psichiatrici gravi con limitata o nulla autonomia.
7. Uniamo la sintesi di quattro importanti sentenze.
8. L’Associazione promozione sociale mette a gratuita disposizione copie dell’ultimo numero (175) di Prospettive assistenziali. Coloro che desiderano riceverlo sono pregati di segnalare il loro indirizzo postale.
9. L’Associazione promozione sociale ha pubblicato un numero speciale di Controcittà dedicato interamente alla petizione popolare nazionale.

Aggiornamento n.2   3 OTTOBRE 2011

  1. La segreteria ringrazia tutti coloro che hanno inserito sui loro siti e nelle loro pubblicazioni il testo della Petizione popolare nazionale e le relative norme giuridiche ed hanno avviato la raccolta delle firme e delle adesioni.
  2. Si unisce la delibera di adesione alla Petizione approvata dal Cisap, Consorzio dei servizi socio-assistenziali dei Comuni di Collegno e Grugliasco (Torino) il 27 settembre 2011, il cui testo può essere assunto come riferimento per la richiesta di altre adesioni di organizzazioni pubbliche e private.
  3. Si allega la lettera inviata il 27 u.s. dal Difensore civico alla Direzione della sanità della Regione Piemonte.
  4. A nome del Comitato la Segreteria ha chiesto al Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati di poter illustrare la Petizione a detta Commissione.
  5. Il Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) ha inviato il 28 u.s. al Presidente e ai Componenti della Commissione Finanze della Camera dei Deputati l’e-mail che si allega.
  6. Si segnala l’ottima sentenza n. 5185/2011 del Consiglio di Stato, il cui commento è inserito nel sito della Fondazione promozione sociale onlus.

 

Aggiornamento n.1   22 SETTEMBRE 2011

Desideriamo informarVi che il 7 settembre u.s. è iniziato presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati l’esame del disegno di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”. 
A questo riguardo uniamo l’
editoriale “Petizione popolare nazionale per l’attuazione dei Lea: la nostra controproposta al disegno di legge delega al Governo per la riforma del settore assistenziale” e l’articolo “Una prima risposta al pretesto della scarsità  delle risorse economiche indispensabili per le esigenze vitali delle persone non autosufficienti” che saranno pubblicati sul n. 175 di Prospettive assistenziali che uscirà all’inizio del prossimo mese di ottobre, nonché il testo dell’articolo 10 del disegno di legge n. 4566.
Molto importanti sarebbero Vostri interventi nei confronti dei Deputati della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, di cui si allega l’
elenco.
 Uniamo altresì l’ordine del giorno 458 presentato il 20 luglio scorso al Consiglio regionale del Piemonte dai Consiglieri Eleonora Artesio, Mercedes Bresso, Andrea Buquicchio, Monica Cerutti, Mauro Laus, Angela Motta, Giovanna Pentenero, Tullio Ponso e Mino Taricco, di cui sarebbe molto valida la presentazione di testi uguali o analoghi presso altri Consigli regionali, provinciali e comunali. 
Per quanto concerne la Petizione sarebbe necessario procedere alla raccolta delle firme di cittadini elettori e delle adesioni delle organizzazioni pubbliche (Consigli e Giunte comunali, Consorzi e Comuni, Comunità montane, Consigli e Giunta provinciali, ecc.) e private in modo da fornire una informazione, la più completa possibile, sui diritti già attualmente esigibili e sulle modalità per ottenerli. Pertanto potrebbe essere utile consegnare copia della petizione a tutte le persone interessate, sia perché possano approfondire la questione dei Lea, sia perché – se lo ritengono – possano anch’essi raccogliere firme ed adesioni. 
Allo scopo la segreteria Vi invierà il numero di fascicoli delle Petizioni che richiederete.
  
Ricordiamo altresì che il termine per la raccolta delle firme e delle adesioni è stato fissato per il 31 dicembre 2012 al fine di poter estendere al massimo l’informazione e di costruire le basi per contrastare le iniziative lesive dei diritti delle persone non autosufficienti, com’è ad esempio attualmente il già citato disegno di legge 4655.
  
Allo scopo è auspicabile che la raccolta delle firme e delle adesioni favorisca l’acquisizione della consapevolezza dell’ampiezza, complessità e gravità dei problemi delle persone non autosufficienti. Anche se dette persone presentano esigenze diverse a seconda che siano colpiti da handicap intellettivo o da demenza senile, o da altre patologie invalidanti, è sperabile che le varie organizzazioni di tutela si rendano conto della necessità di unire le forze per le collaborazioni dirette ad ottenere il riconoscimento effettivo e l’attuazione corretta dei diritti esigibili sanciti dai Lea.
Siamo a vostra disposizione anche per quanto concerne la consulenza personalizzata relativa alle iniziative volte ad ottenere da parte dei singoli cittadini l’attuazione dei vigenti diritti alle cure sanitarie e/o sociosanitarie degli anziani cronici non autosufficienti, dei dementi senili, dei malati psichiatrici, nonché alle prestazioni riguardanti i soggetti con handicap intellettivo grave.  
Vi rinnoviamo i nostri vivi ringraziamenti per la Vostra preziosa collaborazione e, restando a Vostra disposizione, porgiamo cordiali saluti.

LA SEGRETERIA

La Petizione

 

Adesioni (sintesi)

 

 

Adesioni (integrale)