Torino, 20 settembre 2026
DOSSIER
Il 10 agosto 2026 un'intervista a mons. Vincenzo Paglia pubblicata da La Stampa ha rilanciato, in buona sostanza, l'idea delle cure a casa prima dei posti letto in RSA. Da lì è nato un confronto pubblico che ha coinvolto la Fondazione promozione sociale, le famiglie, i caregiver e numerosi commentatori sui social.
In questa pagina sono raccolti, in ordine cronologico, i documenti essenziali: l'articolo-intervista originario de La Stampa del 10 agosto e gli articoli successivi che hanno sviluppato il confronto, la lettera aperta a mons. Paglia e l'appello della Fondazione promozione sociale alle famiglie, l'aggiornamento della Petizione contro la legge 33, i comunicati stampa successivi, le testimonianze ricevute dalle famiglie e una selezione dei commenti pubblicati su Facebook. Tutte le testimonianze private e i materiali social qui allegati sono pubblicati in versione anonimizzata.
Il punto centrale del dossier: in Piemonte circa 17mila persone non autosufficienti ricoverate in RSA pagano l'intera retta senza beneficiare della quota sanitaria, nonostante le prestazioni residenziali di lungoassistenza rientrino nei LEA.
L'articolo 30 del D.P.C.M. 12 gennaio 2017 prevede, previa valutazione multidimensionale e presa in carico, una quota a carico del Servizio sanitario nazionale pari al 50% della tariffa giornaliera per i trattamenti di lungoassistenza residenziale.
La casa può essere il luogo migliore quando le condizioni cliniche, familiari e assistenziali lo consentono e quando esistono vere cure domiciliari. Quando invece la non autosufficienza richiede assistenza continuativa e il ricovero in RSA è il setting appropriato, la famiglia non può essere lasciata sola a sostenere una prestazione che rientra nei Livelli essenziali di assistenza.
Il dossier parte dall'intervista a mons. Vincenzo Paglia pubblicata da La Stampa il 10 agosto 2026. È da quelle affermazioni sulle «case prima dei letti» che prendono avvio la reazione della Fondazione e le successive testimonianze argomentate delle famiglie. Gli articoli successivi documentano l'evoluzione del confronto pubblico sulle cure domiciliari, le RSA, i criteri UVG, la quota sanitaria e le liste d'attesa.
Intervista a mons. Vincenzo Paglia su La Stampa
«La comunità prima dei letti in ospedale. Così si riforma il welfare per gli anziani».
La Stampa: «Cure a casa e in RSA per bisogni diversi. Dal Piemonte appello a monsignor Paglia»
L'articolo dà conto della posizione della Fondazione e del confronto con mons. Paglia, richiamando la necessità di distinguere i diversi bisogni assistenziali e di garantire le cure domiciliari o residenziali appropriate.
La Stampa: anziani, RSA e assistenza a domicilio
L'articolo riporta il dibattito regionale sul rapporto tra assistenza residenziale e domiciliare, con le dichiarazioni del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il riferimento al rapporto tra anziani assistiti in RSA e persone seguite a casa.
La Stampa Cuneo: anziani in RSA e classificazione come «differibili»
L'articolo affronta il tema delle valutazioni UVG e delle persone non autosufficienti indicate come «differibili», con il conseguente rinvio dell'accesso alla convenzione e alla quota sanitaria RSA.
La Stampa: «Il diritto al posto passa dalla stufa»
L'articolo mette a fuoco i criteri di valutazione utilizzati per l'accesso alla convenzione RSA e il peso che elementi abitativi e familiari possono assumere nel punteggio UVG, tema sollevato dalla Fondazione nel comunicato del 15 settembre.
La Stampa: RSA, scontro sulle liste d'attesa in Piemonte
L'articolo ricostruisce il confronto sui numeri delle persone non autosufficienti in attesa della quota sanitaria RSA in Piemonte e sul forte aumento degli utenti esclusi dalle convenzioni.
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La reazione si sviluppa in tre documenti principali: l'appello alle famiglie e la lettera aperta a mons. Paglia a cura della Fondazione, oltre all'aggiornamento della Petizione nazionale contro la legge 33/2023 e i suoi effetti sulla non autosufficienza.
Petizione contro la legge 33
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QR code della Petizione
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La Fondazione scrive alle famiglie
L'invito rivolto ai familiari delle persone anziane malate non autosufficienti a raccontare alla Regione Piemonte e a La Stampa la loro esperienza concreta.
Lettera aperta della Fondazione a mons. Paglia
Il documento politico e giuridico centrale: diritti esigibili, LEA, limiti dell'assistenza domiciliare e quota sanitaria RSA negata a migliaia di persone.
Aggiornamento n. 163 della Petizione contro la legge 33
Il testo del nuovo Aggiornamento inviato ai sostenitori della Petizione online contro la legge 33/2023 che collega la questione Paglia alla critica della legge 33/2023 e alla richiesta di cure domiciliari di lungo termine come diritto esigibile, non come onere scaricato sulle famiglie.
La sezione raccoglie, dal più recente, i comunicati con cui la Fondazione documenta i casi concreti, richiama le responsabilità del Servizio sanitario e sollecita la Regione Piemonte a garantire la quota sanitaria RSA prevista dai LEA. Sarà aggiornata con i successivi comunicati.
Malati cronici non autosufficienti: quote sanitarie RSA, +41% di malati respinti dalle ASL negli ultimi 16 mesi
I dati regionali confrontati tra febbraio 2025 e giugno 2026 mostrano un aumento da 8.592 a 12.148 persone escluse dalle convenzioni RSA. La Fondazione denuncia l'aggravamento delle liste di attesa, l'assenza di un aumento adeguato delle convenzioni e richiama la possibile necessità di un intervento nazionale di controllo sul rispetto dei LEA.
La differenza tra una convenzione RSA e anni di pagamento privato? Una stufa
Il comunicato contesta i criteri utilizzati nelle valutazioni UVG piemontesi, mostrando come elementi abitativi o familiari possano incidere sul punteggio e quindi sull'accesso alla quota sanitaria. La Fondazione chiede una riforma dell'intero sistema di valutazione, orientata alla costruzione di piani di cura adeguati e non alla selezione dell'accesso ai LEA.
Unità di valutazione geriatriche: è «boom» (+75%) di «differibili» senza convenzione
La Fondazione denuncia l'aumento, da 4.217 a 7.399, dei malati classificati come «differibili» dalle ASL piemontesi. Anche casi sanitari gravissimi vengono rinviati senza un termine per la quota sanitaria RSA, in contrasto persino con i criteri regionali.
Gravi dichiarazioni dell'assessore alla Sanità sulla non autosufficienza
La Fondazione contesta le dichiarazioni dell'assessore Federico Riboldi e ribadisce che la quota sanitaria del 50% della retta RSA è una prestazione LEA di competenza sanitaria. Il suo finanziamento non può essere subordinato alle politiche sociali o alla crescita economica.
Non autosufficienti: rompiamo il silenzio sulle cure negate
La testimonianza di una figlia racconta quattro anni di assistenza a una madre con Alzheimer, oggi totalmente dipendente e ricoverata in RSA. Senza la quota sanitaria dell'ASL, la famiglia paga l'intera retta di 3.448 euro al mese e sta consumando i propri risparmi.
Le testimonianze qui raccolte (anonimizzate) mostrano, da punti di vista diversi ma convergenti, che il ricorso alla RSA quando necessario non è «abbandono», ma spesso l'esito di anni di cura familiare, tentativi di gestione al domicilio, aggravamenti clinici, costi divenuti insostenibili e mancate risposte del sistema pubblico.
Testimonianza 1
Una risposta ironica ma durissima all'idea di una famiglia sempre disponibile: nuclei ridotti, lavoro, pluripatologie, decadimento cognitivo e bisogno di assistenza continua.
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Testimonianza 2
Un'esperienza di assistenza dopo un grave ictus e una riflessione netta: la vera alternativa non è casa contro struttura, ma cura contro abbandono.
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Testimonianza 3
Il racconto di chi ha atteso la presa in carico del Servizio sanitario (nel frattempo l'anziano muore) e denuncia la distanza tra il Piemonte descritto come virtuoso e la realtà delle liste d'attesa.
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Testimonianza 4
Una vicenda particolarmente significativa: progetto domiciliare non attivato, aggravamento, indicazione residenziale urgente e oltre 17mila euro sostenuti in tre mesi prima della quota sanitaria.
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Testimonianza 5
Il peso fisico, emotivo e organizzativo dell'assistenza quotidiana di un caregiver e la domanda su quali sostegni reali siano disponibili quando la non autosufficienza aumenta.
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Testimonianza 6
Quattro anni di assistenza domiciliare a una madre con Alzheimer, poi il ricovero in RSA. La famiglia paga l'intera retta di 3.448 euro al mese senza quota sanitaria: «Non basta l'amore, a questi livelli l'amore non basta più!».
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I commenti al post de La Stampa con cui è stata rilanciata l'intervista a mons. Paglia confermano gli stessi temi delle testimonianze: famiglie che non «abbandonano», difficoltà di assistenza h24, lavoro dei figli, costi delle badanti, demenze, necessità di cure competenti e insufficienza dei servizi domiciliari. La raccolta è pubblicata in forma anonimizzata.
Post e commenti Facebook (anonimizzati)
Raccolta delle schermate principali con oscuramento dei nomi dei profili, organizzata in un unico PDF per una consultazione più agevole.