Torino, 18 agosto 2026

DOSSIER

 

Anziani malati non autosufficienti:
non casa contro RSA, ma diritto alle cure

Il 10 agosto 2026 un’intervista a mons. Vincenzo Paglia pubblicata da La Stampa ha rilanciato, in buona sostanza, l’idea delle cure a casa prima dei posti letto in RSA. Da lì è nato un confronto pubblico che ha coinvolto la Fondazione promozione sociale, le famiglie, i caregiver e numerosi commentatori sui social.

In questa pagina sono raccolti, in ordine, i documenti essenziali: l’articolo-intervista originario de La Stampa del 10 agosto, la lettera aperta a mons. Paglia e l’appello della Fondazione promozione sociale alle famiglie, l’aggiornamento della Petizione contro la legge 33, le testimonianze ricevute dalle famiglie e una selezione dei commenti pubblicati su Facebook. Tutte le testimonianze private e i materiali social qui allegati sono pubblicati in versione anonimizzata.

17.000 senza quota sanitaria

Il punto centrale del dossier: in Piemonte circa 17mila persone non autosufficienti ricoverate in RSA pagano l’intera retta senza beneficiare della quota sanitaria, nonostante le prestazioni residenziali di lungoassistenza rientrino nei LEA.

L’articolo 30 del D.P.C.M. 12 gennaio 2017 prevede, previa valutazione multidimensionale e presa in carico, una quota a carico del Servizio sanitario nazionale pari al 50% della tariffa giornaliera per i trattamenti di lungoassistenza residenziale.

Diritti sotto scacco

La casa può essere il luogo migliore quando le condizioni cliniche, familiari e assistenziali lo consentono e quando esistono vere cure domiciliari. Quando invece la non autosufficienza richiede assistenza continuativa e il ricovero in RSA è il setting appropriato, la famiglia non può essere lasciata sola a sostenere una prestazione che rientra nei Livelli essenziali di assistenza.

La casa è un luogo, la RSA è un luogo, la cura è una prestazione.

1. L’articolo de La Stampa da cui nasce il confronto

Il dossier parte dalla intervista a mons. Vincenzo Paglia pubblicata da La Stampa il 10 agosto 2026. È da quelle affermazioni sulle “case prima dei letti” che prendono avvio la reazione della Fondazione e le successive testimonianze argomentate delle famiglie.

Ritaglio dell'intervista a mons. Paglia su La Stampa
10 agosto 2026

Intervista a mons. Vincenzo Paglia su La Stampa

“La comunità prima dei letti in ospedale. Così si riforma il welfare per gli anziani”.

2. La presa di posizione della Fondazione

La reazione si sviluppa in tre documenti principali: l’appello alle famiglie e la lettera aperta a mons. Paglia a cura della Fondazione, oltre all’aggiornamento della Petizione nazionale contro la legge 33/2023 e i suoi effetti sulla non autosufficienza.

12 agosto 2026

La Fondazione scrive alle famiglie

L’invito rivolto ai familiari delle persone anziane malate non autosufficienti a raccontare alla Regione Piemonte e a La Stampa la loro esperienza concreta.

13 agosto 2026

Lettera aperta della Fondazione a mons. Paglia

Il documento politico e giuridico centrale: diritti esigibili, LEA, limiti dell’assistenza domiciliare e quota sanitaria RSA negata a migliaia di persone.

12 agosto 2026

Aggiornamento n. 163 della Petizione contro la legge 33

Il testo del nuovo Aggiornamento inviato ai sostenitori della Petizione online contro la legge 33/2023 che collega la questione Paglia alla critica della legge 33/2023 e alla richiesta di cure domiciliari di lungo termine come diritto esigibile, non come onere scaricato sulle famiglie.

QR code della Petizione contro la legge 33Il QR code apre le indicazioni per sottoscrivere la Petizione.

3. Le testimonianze delle famiglie / caregiver

Le testimonianze qui raccolte (anonimizzate) mostrano, da punti di vista diversi ma convergenti, che il ricorso alla RSA quando necessario non è “abbandono”, ma spesso l’esito di anni di cura familiare, tentativi di gestione al domicilio, aggravamenti clinici, costi divenuti insostenibili e mancate risposte del sistema pubblico.

Immagine simbolica delle testimonianze delle famiglie
Testimonianza 1

Una risposta ironica ma durissima all’idea di una famiglia sempre disponibile: nuclei ridotti, lavoro, pluripatologie, decadimento cognitivo e bisogno di assistenza continua.

Testimonianza 2

Un’esperienza di assistenza dopo un grave ictus e una riflessione netta: la vera alternativa non è casa contro struttura, ma cura contro abbandono.

Testimonianza 3

Il racconto di chi ha atteso la presa in carico del Servizio sanitario (nel frattempo l'anziano muore) e denuncia la distanza tra il Piemonte descritto come virtuoso e la realtà delle liste d’attesa.

Testimonianza 4

Una vicenda particolarmente significativa: progetto domiciliare non attivato, aggravamento, indicazione residenziale urgente e oltre 17mila euro sostenuti in tre mesi prima della quota sanitaria.

Testimonianza 5

Il peso fisico, emotivo e organizzativo dell’assistenza quotidiana di un caregiver e la domanda su quali sostegni reali siano disponibili quando la non autosufficienza aumenta.

Testimonianza 6

Quattro anni di assistenza domiciliare a una madre con Alzheimer, poi il ricovero in RSA. La famiglia paga l’intera retta di 3.448 euro al mese senza quota sanitaria: “Non basta l’amore, a questi livelli l’amore non basta più!”.

4. Il dibattito su Facebook

I commenti al post de La Stampa con cui è stata rilanciata l’intervista a mons. Paglia confermano gli stessi temi delle testimonianze: famiglie che non “abbandonano”, difficoltà di assistenza h24, lavoro dei figli, costi delle badanti, demenze, necessità di cure competenti e insufficienza dei servizi domiciliari. La raccolta è pubblicata in forma anonimizzata.

Post Facebook de La Stampa sull'intervista a mons. Paglia

Post e commenti Facebook (anonimizzati) dall'11 agosto 2026

Raccolta delle schermate principali con oscuramento dei nomi dei profili, organizzata in un unico PDF per una consultazione più agevole.