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Fondazione Promozione sociale onlus

Cosa ci scrivono...

Riportiamo alcune lettere a conferma della correttezza dell’opposizione alle dimissioni da ospedali e da case di cura degli anziani malati cronici non autosufficienti e delle persone colpite dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile. Precisiamo che in tutti i casi, nessuno escluso, in cui sono state seguite le nostre indicazioni sempre è stata ottenuta la continuità terapeutica, sia mediante l’attivazione delle prestazioni domiciliari (richieste volontariamente  dai congiunti) e l’erogazione del relativo assegno di cura (cfr. l’articolo “Impegni sottoscritti dall’Asl To3 e dal Cisap con il figlio per la cura a domicilio della madre non autosufficiente”, pubblicato sul n. 169/2010 della rivista "Prospettive assistenziali" e reperibile a questo link) sia con il trasferimento in una Rsa, Residenza sanitaria assistenziale, o struttura analoga. Tenuto conto che, quasi sempre, i congiunti portano a casa loro la persona inferma senza attendere dall’Asl l’attivazione degli interventi a domicilio, le lettere riprodotte riguardano solo le prestazioni residenziali.

 

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Notiziario della Fondazione promozione sociale

 

Il valore dei diritti: esperienze di difesa dei casi personali

 

 

[Per tutelare la privacy sono stati omessi/sostituiti i dati identificativi personali dei casi individuali seguiti]

«Buonasera, mi scuso per il ritardo con cui comunico per iscritto l'esito dell'opposizione alle dimissioni di mia mamma da xxxx presso cui era ricoverata (...). Vi comunico che la mamma da poco più di un mese è ricoverata presso la casa di ospitalità e cura xxxx, verso xxxxx, è un posto che non ho scelto io, mi ci ha messo in contatto l'UVG di xxxx, perchè l'ospedale doveva liberare il letto e in xxxxx città le strutture non avevano posto, in ogni caso ci troviamo abbastanza bene e la mamma sta bene.
Dal momento del ricovero in ospedale, all'ottenimento della convenzione per il ricovero in Rsa da parte dell'Asl sono trascorsi soltanto 22 giorni. E' vero che ero in attesa da un anno e mi avevano prospettato la convenzione per luglio, ma sentendo la vostra esperienza e conoscendo le criticità, ho motivo di pensare che le lettere suggerite da voi, abbiano favorito decisamente questa riduzione dei tempi. Per questo vi ringrazio, come per tutti gli opuscoli informativi, davvero preziosi dove non anche illuminanti e vi autorizzo a trascrivere la mia testimonianza insieme alle altre, la cui lettura ha dato sostegno anche a me quando ne ho avuto bisogno
(...)». A.Z., luglio 2017

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 "Io l'ho fatto e ho ottenuto tutto ciò che volevo. Mi hanno scritto gli avvocati della casa di riposo... ma niente paure, testa alta non parlare con nessuno non dare spiegazioni verbali e farci valere, il tutto per iscritto. Abbiamo tanti diritti per i nostri malati non autosufficienti ! Prendiamoceli. 5xmille ovviamente a loro, grazie".  (Testimonianza su Facebook, dopo la formale opposizione alle dimissioni da una casa di cura, che ha permesso al suo parente di continuare le cure)
M. M. maggio 2017

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Dopo avere mandato la lettera di opposizione alle dimissioni il 28 febbraio 2017:
«Mi avete salvato la vita...dopo la fatica per il ricovero di mio padre poterlo avere in struttura e' servito a rinascere per me e soprattutto per mia madre. Senza di voi non avremmo mai saputo che oltre ai doveri esistono anche i diritti per i familiari! Ovviamente i medici si guardano bene dall'informare...».
M.R. maggio 2017

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Ad un mese e mezzo dall'opposizione alle dimissioni da Casa di cura, la signora E. S. ci scrive.
«Gent.mi, ho inviato la lettera di accettazione della convenzione dell'Asl ricevuta per iscritto (50% della retta a carico del Servizio sanitario nazionale) come da voi indicato e l'inserimento in struttura è avvenuto venerdì 31/03 presso la Rsa - Residenza sanitaria assistenziale prescelta. All'atto dell'ingresso l'amministrazione dell'Rsa mi ha sottoposto a firma solo ed esclusivamente la presa visione del Regolamento della struttura, come da vostre indicazioni. In ogni caso non avrei firmato, come da accordi, alcun contratto. A titolo di ringraziamento per l'assistenza ed il sostegno che mi avete riservato, invio in allegato la ricevuta del bonifico che ho effettuato a vostro beneficio a nome di mia mamma per sostenere le vostre attività nei confronti dei malati non autosuffcienti. Grazie di cuore!».

E.S. aprile 2017

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«La presente a confermare che mia mamma è stata ricoverata nella Rsa definitivamente, presa in carico dal comune di residenza per il pagamento della quota alberghiera in base all'Isee socio residenziale (la pensione tutta e poco altro che a me va benissimo), che l'Asl pagherà alla struttura, la quota sanitaria. In questo periodo, il giudice (su richiesta nostra), mi ha nominato amministratore di sostegno.
Non ho firmato alcun contratto col comune e con la struttura.
Non ho firmato dimissioni dall'ospedale. Lo spostamento in Rsa è avvenuto direttamente dal reparto senza nemmeno coinvolgermi.
Venerdi ho ricevuto comunicazione dall'Inps che la commissione ha accolto la richiesta di darle l'assegno di accompagnamento (dopo 5 anni di Alzheimer e 4 visite di aggravamento... finalmente...)
Sono ancora frastornato perché da luglio a inizio novembre, mi hanno trattato come un delinquente poiché mi sono opposto alle dimissioni. Ad oggi, i servizi sociali ci comunicano con grande calma le cose per iscritto e le sappiamo prima a voce dai dipendenti dell'ospedale e ora della Rsa. Ho notato che le date che mettono nei documenti sono sempre a favore loro e a dimostrare la mia mancanza di collaborazione ai danni di mia madre (ferie dell'A.S... documenti presentati immediatamente (a una collega), portano la data del suo ritorno dalle ferie). Da denuncia se avessi la forza e la disponibilità economica per affrontarla.
Se non fosse stato per il Vostro atteggiamento rigido e deciso, avrei mollato per il dispiacere e i sensi di colpa. Ma ce l'ho fatta.
Ora io, mia moglie e mia figlia, andiamo a trovare mia mamma almeno due volte la settimana. Lei è serena, meno sola, più bella e curata. Mi sento meno in colpa dei primi giorni.
Scrivo per ringraziarvi tutti per il supporto che ci avete dato e le informazioni indispensabili a questa battaglia. Di una vera e propria battaglia di un "topolino contro un elefante" (mi disse l'AS dell'ospedale appena opposto alle dimissioni, che mi stavo mettendo contro un elefante, ovvero l'Asl...)
Abbiamo mandato xxx€ di contributi per sostenervi, non sono tanti ma al momento non ho altro: non percepisco lo stipendio da 5 mesi, mi sono licenziato il xxxxx e oggi inizio in un'altra ditta.
Autorizzo alla pubblicazione della presente sui vostri canali e ancora ringrazio
» A.B. dicembre 2016

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«Volevamo ringraziare la Fondazione promozione sociale per l’aiuto e il sostegno ricevuto nella difficile situazione in cui ci siamo ritrovati, dopo un improvviso peggioramento della situazione sanitaria di nostra madre invalida e non autosufficiente. Dopo un ricovero di tre settimane presso il reparto di pronto soccorso dell’Ospedale di (...), grazie alle indicazioni ricevute dalla Fondazione, siamo riusciti a fare ricoverare nostra madre presso il Cavs dell’Ospedale di (...), dove in un primo momento ci avevano prospettato un ricovero di massimo 30 giorni, dopo di ché avremmo dovuto provvedere noi, a casa o in una struttura privata. La Fondazione ci ha guidati nel trasmettere la lettera di “opposizione alle dimissioni” e questo ha fatto si che, dopo diversi contatti con la Direzione Sanitaria dell’Asl di competenza, siamo riusciti ad ottenere il ricovero, sancito dalle leggi vigenti, presso una Rsa in convenzione. Vorremmo quindi ribadire ancora che senza il vostro aiuto non saremmo stati in grado di poter affrontare le problematiche che sono emerse ottenendo un risultato positivo, anche dal punto di vista della serenità delle nostre famiglie e soprattutto di nostra madre che, finalmente è in una struttura dove viene seguita, aiutata e dove può relazionarsi con altri ospiti. Alleghiamo copia della ricevuta di piccolo contributo che abbiamo voluto versare per aiutare la Fondazione nel proseguimento delle vostre attività, assolutamente meritorie e necessarie». F.F., agosto 2016

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«Sento il dovere di ringraziare Fondazione Promozione Sociale per l’aiuto che ho ricevuto in un momento particolarmente difficile. Mia sorella ultrasessantacinquenne, a seguito di intervento chirurgico e successive complicanze insorte per infezioni ospedaliere contratte ha avuto una degenza ospedaliera importante (oltre 2 mesi) e successivamente è stata trasferita in una struttura in continuità assistenziale perché divenuta malata cronica grave e non autosufficiente. Fin dall’ ingresso i parenti vengono informati che trascorsi i 30 gg dovranno farsi carico loro stessi del malato che nel frattempo verrà inserito in liste di attesa per il successivo ricovero domiciliare o in strutture dedicate.
Queste liste di attesa hanno però tempi di svariati mesi. Io, su consiglio di conoscenti, ho fatto opposizione scritta alle dimissioni a mezzo Caf Spi Cgil della Provincia di Torino ma poi non sapevo come gestire la fase successiva, quando di fatto sono iniziate le pressioni perché mi facessi carico io stesso dell’assistenza necessaria. Fortunatamente su internet ho “scoperto “ l’esistenza della Fondazione , li ho contattati e mi sono subito sentito sollevato : avevo finalmente trovato qualcuno molto preparato e disponibile ad aiutarmi sin da subito. Ho seguito alla lettera tutte le loro indicazioni e, grazie a loro, è andato tutto bene: mia sorella è rimasta ricoverata in continuità assistenziale (dove peraltro è stata sempre assistita con professionalità) e ora abbiamo ottenuto il ricovero in RSA in convenzione. Scrivo queste righe perché penso possano essere utili a molti che si trovano nella mia stessa situazione. Mentre di nuovo ringrazio di cuore tutte le persone che collaborano nella Fondazione e che ogni giorno, disinteressatamente, si battono in difesa dei più deboli, invito tutti a contattarli con fiducia ed a sostenerli anche soltanto devolvendo alla Fondazione il 5 per mille nella prossima dichiarazione dei redditi (a noi non costa nulla ma per loro è indispensabile)».
Donato, luglio 2016

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«Con la presente desidero ringraziarVi per le indicazioni ed il sostegno avuto per ottenere l’inserimento di mio padre anziano non autosufficiente in Rsa. La vicenda inizia alla fine di novembre 2015, mio padre viene ricoverato per broncopolmonite in seguito alla quale le condizioni fisiche peggiorano drasticamente e non è più in grado di alzarsi dal letto. Essendo da sola con un figlio invalido e un lavoro che non posso permettermi di perdere, mi attivo subito e faccio la richiesta per l’inserimento in Rsa (primi giorni di dicembre), alla fine di dicembre dal punto di vista respiratorio è stabilizzato e vogliono dimetterlo, spiego la situazione familiare alla Capo sala del reparto che si attiva e lo fa trasferire (primi giorni di gennaio) in Casa di cura privata convenzionata per fare riabilitazione e allungare i tempi in attesa dell’accoglienza in Rsa.
Nel frattempo vengo a conoscenza che a Xxxxx, la mia città, opera il Comitato per la difesa dei diritti sanciti dall’art.32 della costituzione, mi metto in contatto con il presidente, il quale mi informa dei diritti di mio padre e mi indirizza verso la Vs. fondazione. È stata una informazione fondamentale, senza i Vs aiuti non sarei riuscita a far fronte alle intimidazioni e minacce di denuncia per abbandono di incapace a cui sono stata sottoposta nei mesi successivi, infatti sia dalla clinica che dall’assistente sociale del Comune e dal primario della Struttura di deospedalizzazione protetta poi, ho ricevuto pressioni per prendermi carico a domicilio di mio padre presentandomela come unica soluzione possibile. Dalla clinica convenzionata è stato trasferito (primi di marzo), dopo la lettera di opposizione alle dimissioni, in Struttura di deospedalizzazione protetta e dopo un mese sono riprese le pressioni per dimetterlo, di nuovo lettera di opposizione alle dimissioni, di nuovo telefonate e pressioni perché accettassi le dimissioni e finalmente il 5 maggio 2016 mio padre è stato trasferito in Rsa.
Mi sono dilungata a riassumere tutta la trafila a cui siamo stati sottoposti io e mio padre per cercare di esprimere quanto sia stato faticoso, soprattutto dal punto di vista emotivo, veder riconoscere un diritto sancito per legge, e per puntualizzare che non saremo certamente arrivati a buon fine senza il Vs sostegno e le indicazioni su come agire. Ci si trova in una situazione di estrema fragilità dal punto di vista emotivo, fisico ed economico e da parte delle istituzioni sembra ne approfittino per non far trapelare i diritti che ci spettano invece di essere tutelati veniamo minacciati e ricattati emotivamente. Ancora un grosso grazie per il lavoro che fate.
Ora mio padre è in una struttura vicina alla mia abitazione, è sereno e si sente protetto.
Non sono riuscita a scriverVi prima proprio per la necessità di far decantare tutto lo stress accumulato in questi mesi di “battaglia” ed essere più obiettiva nel raccontare i fatti».
Antonietta, giugno 2016

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«La presente per manifestarVi tutta la mia profonda gratitudine per l’aiuto e la vicinanza che avete dimostrato prima di tutto a mia madre e poi a me, come familiare. Grazie a Voi mia madre ha potuto vedere riconosciuto il suo diritto alle cure più adeguate e alla continuità terapeutica, diritto che invece, con le dimissioni dalla Casa di Cura non le sarebbe stato garantito e che avrebbe determinato probabilmente un deterioramento delle sue condizioni cliniche. Ma un aiuto non meno importante è stato dato a me, unico familiare che, in quanto tale, ha conosciuto momenti di grande sconforto in cui mi sono sentita abbandonata dalle istituzioni che invece dovrebbero aiutarmi e consigliarmi e con problemi personali e familiari. L’unica voce che invece mi ha consentito di non cadere nello sconforto è stata proprio solo quella della Vostra associazione.
La mia vicenda è stata lunga, dalle prime raccomandate inviate a marzo 2015, abbiamo ottenuto il ricovero definitivo presso una RSA a giugno 2016, il tutto però con la continuità delle cure presso la casa di Cura ove mia madre era stata originariamente ricoverata. Devo precisare che, nonostante l’opposizione alle dimissioni mia madre è sempre stata seguita dai medici e dal personale della Clinica come prima delle minacciate dimissioni.
Il messaggio importante che vorrei portare avanti con la mia storia e la mia testimonianza è che, grazie al Vostro aiuto, al Vostro impegno e la Vostra serietà, si può portare avanti una battaglia difficile ma giusta, perché ha come fine ultimo quello di vedere riconosciuti i diritti dei nostri cari malati. Occorre grande determinazione perché spesso si deve fare fronte a false indicazioni o addirittura minacce o pressioni psicologiche che ci vogliono far sembrare familiari senza scrupoli che, per il fatto di non portarsi a casa propria il familiare malato, non si stanno adoperando per garantire loro le cure adeguate, quando invece solo in questo modo, i nostri malati possono vedere non interrotta l’assistenza a cui hanno diritto
»
. Monica, giugno 2016.

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«Salve, volevo informarvi che mia madre A.B. è stata dimessa dalla RSA dell'ASL di Via Botticelli dopo aver avuto dalla UVG la convenzione. Adesso ha trovato un posto in una RSA privata convenzionata a Torino, con pagamento a suo carico della retta "alberghiera" (mentre la quota sanitaria è a carico dell'ASL). Volevo ringraziarvi per aver potuto utilizzare la Vs. lettera di opposizione alle dimissioni (anche se non ho mai avuto una risposta dalle persone/Enti a cui tale lettera è stata spedita)». Filippo, maggio 2016.

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«Volevo ringraziare la Fondazione promozione sociale per il prezioso contributo che ci avete offerto per il caso della mia mamma che si è concluso con il ricovero in Casa Protetta del mio paese (Emilia Romagna), dopo la lettera di opposizione alle dimissioni. La soluzione offertaci é quella che noi ci auguravamo sotto il profilo socio-assistenziale, logistico ed economico ( € 45 al giorno). La mamma si trova bene, è nel suo paese e noi siamo comodi (in quanto residenti nello stesso paese) nel poterla andare a trovare più frequentemente. Soli contro tutti, ci siamo sentiti aiutati dalla vostra organizzazione, un prezioso riferimento di cui ogni cittadino dovrebbe poter usufruire. Grazie a voi siamo riusciti ad ottenere quello che volevamo». Roberto, aprile 2015.

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«Ora mi sento più sicuro dei diritti di mio fratello F., disabile grave e non autosufficiente, tenendomi informato sul vostro sito. Vi ringrazio». Andrea, febbraio 2015.

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«Mia mamma, anziana malata cronica non autosufficiente, non lucida, era stata trasferita in casa di cura dall’ospedale. Al primo colloquio con il primario della struttura mi veniva comunicato che la permanenza di mia mamma non avrebbe superato il mese di degenza  e dopo questo periodo avrei dovuto provvedere ad una sistemazione presso una struttura privata o metterle una badante a casa. Premetto che mia mamma viveva con 600 euro di pensione e perciò impossibilitata a pagarsi una badante e che io con 1000 euro di stipendio e una famiglia da mantenere non potevo aggiungere un gran che; sono stato consigliato dallo stesso primario di vendere la casa dove mia mamma viveva.
Fortunatamente mia moglie tramite internet è venuta a conoscenza della Fondazione promozione sociale onlus che mi ha indicato la strada da seguire per far valere il diritto alle cure sanitarie e socio-sanitarie che devono avere tutti i malati. Come indicatomi dalla Fondazione ho inviato la lettera alle opposizioni delle dimissioni ai vari enti interessati. Dopo un mese ci fu un tentativo di dimissioni da parte della struttura alla quale io rispondetti con un telegramma ribadendo la mia opposizione alle dimissioni. Dopo alcuni giorni venni addirittura contattato dal Direttore sanitario della struttura che mi ribadì di non poter tenere mia mamma in struttura più di un  certo periodo. Al secondo telegramma inviato non venni più contattato. Nonostante la mio opposizione la struttura ha comunque continuato a seguire con attenzione lo stato di salute di mia mamma non abbandonandola a se stessa.
Purtroppo dopo due mesi mia mamma è deceduta presso la struttura, il giorno dopo venivo contattato dall'Unita di valutazione geriatrica che mi comunicava il trasferimento di mia mamma presso una Rsa. Consiglio a tutti coloro che stanno attraversando ciò che è successo a me di rivolgersi alla Fondazione promozione sociale che è stata un supporto validissimo: c'e' bisogno di persone come loro che combattono per un diritto che con tutte le tasse che paghiamo dobbiamo avere
».  Danilo, febbraio 2015.

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«Buongiorno. Mi scuso per non avervi informato prima, l’opposizione alle dimissioni ha funzionato, l’arrivo della raccomandata ha anche dato una spinta alla conclusione della pratica dell’unità di valutazione geriatrica, abbiamo ottenuto il ricovero in convenzione con la Asl, non riceviamo, per disponibilità economica sufficiente l’integrazione retta da parte del Comune». Marco, dicembre 2014.

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«L’opposizione alle dimissioni di mia madre si è conclusa con il ricovero definitivo in Rsa, grazie alla vostra azione». Juana, ottobre 2014.

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«Confermo che l’esito dell’opposizione alle dimissioni è andata a buon fine con inserimento definitivo in una Rsa convenzionata. Grazie!». Graziano, settembre 2014
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«Buongiorno, io avevo fatto opposizione alle dimissioni dalla casa di cura per ottenere intervento di Peg (altrimenti sarebbe uscita dalla riabilitazione senza e non potendo mangiare ne bere sarebbe morta)  e per ottenere l'attivazione delle cure domiciliari. Nonostante le varie minacce ricevute dall’istituto mi è stato dato ciò di cui avevo diritto e che avevo chiesto per iscritto». Monica, agosto 2014.

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«Grazie al vostro aiuto la struttura di S. non ha dimesso mia nonna fino a che non è stata accolta in una Rsa convenzionata. Con l’opposizione alle dimissioni è andato tutto per il meglio». Barbara, maggio 2014.

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«Ero entrata in contatto con voi durante una riunione informativa sul nuovo Isee. Ci eravamo rivolti a voi per mia zia, che è malata psichiatrica e ora è in Rsa.  Avevamo scritto con voi delle lettere di opposizione alle dimissioni in quanto era in ospedale (reparto psichiatria). Le hanno poi trovato un posto convenzionato in Rsa. (...) Gli argomenti che spesso ci sentivamo ripetere per negarle la quota sanitaria erano: mancanza di soldi per un posto in comunità, mancanza di posti, mancanza di attività nei Centri psico-sociali...». Antonella e Mario, febbraio 2014.

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«A seguito di richiesta scritta all’Asl, mio fratello disabile è ricoverato nella struttura di N., e non abbiamo particolari problemi. Quando nostra madre era in ospedale al hanno provato a mandarcela a casa, ma seguendo i vostri consigli ci siamo opposti alle dimissioni per iscritto. Dopo un po’ di insistenza fu ricoverata ad A., dove abbiamo incontrato un fisioterapista bravissimo che le ha dato una grande mano… Vi ringrazio ancora oggi per il vostro supporto e il vostro lavoro». Sonia, 2010.

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La Fondazione è iscritta nel registro delle Onlus – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale con prot. n. 03/26326, Agenzia delle Entrate, Direzione regionale del Piemonte.


Alla Fondazione Promozione Sociale è stata riconosciuta la personalità giuridica da parte della Regione Piemonte con Determina dirigenziale. 5.8.2003, n. 737.

Iscritta nel Registro regionale centralizzato provvisorio delle persone giuridiche al n. 388.

2003-2013 Decennale