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Eutanasia e suicidio assistito: prima il diritto alle cure

Documentazione, fonti giuridiche e materiali di approfondimento sulla tutela delle persone malate, non autosufficienti e con disabilità.

Prima di discutere nuove procedure per morire, lo Stato deve rendere effettivo il diritto a vivere curati, assistiti e accompagnati!
Immagine di apertura del dossier su eutanasia e suicidio assistito
Come leggere questa pagina

La sezione 1) Perché questo dossier presenta la questione di fondo: una scelta può dirsi libera soltanto se alla persona sono concretamente assicurate cure, assistenza e sostegni adeguati.

La sezione 2) Articoli, relazioni e documenti riunisce, dal più recente al più risalente, i contributi pubblicati nella rivista Prospettive assistenziali e i documenti prodotti per audizioni e dibattiti istituzionali.

La 3) Giurisprudenza costituzionale riporta, in una tabella cronologica, le principali pronunce della Corte costituzionale e i collegamenti ai testi ufficiali.

La sezione 4) Prima alternativa: cure e lungoassistenza effettive rinvia ai due Libri bianchi che documentano le gravi carenze nell'erogazione delle prestazioni per le persone non autosufficienti.

La pagina si conclude con la 5) Rassegna stampa, composta da analisi e testimonianze utili ad approfondire il dibattito pubblico.

1 - Perché questo dossier

Questo dossier informa sul tema del suicidio medicalmente assistito a fronte delle recenti proposte di legge, nonchè sulle ragioni per cui si ritiene necessario contrastarne l'approvazione.

La Corte costituzionale (vedi punto 3) non ha affermato un generale diritto a morire ma ha delimitato una circoscritta area di non punibilità dell'aiuto al suicidio, soggetta a rigorose condizioni e garanzie.

Una decisione può dirsi libera soltanto quando la persona dispone concretamente delle alternative necessarie per vivere con dignità: cure diagnostiche e terapeutiche, cure palliative quando appropriate, assistenza sanitaria e sociosanitaria domiciliare, assistenza personale, servizi semiresidenziali e residenziali, sostegno contro solitudine e impoverimento. Quando queste prestazioni non sono assicurate, la richiesta di morire può essere condizionata dall'abbandono e dalla mancanza di aiuti.

Il dossier esamina inoltre, con fonti verificabili, le esperienze di altri ordinamenti. Il loro esame impone prudenza: in alcuni Paesi criteri inizialmente presentati come eccezionali sono stati oggetto di estensioni o interpretazioni più ampie, con conseguenze rilevanti per persone in condizioni di vulnerabilità.

2 - Articoli, relazioni e documenti

La raccolta è ordinata dal contributo più recente al più risalente. La prima colonna riporta la data o l'anno; la seconda indica il collegamento, la sintesi e la fonte.

12 febbraio 2024  Nota per l'audizione sulla proposta di legge regionale sul suicidio medicalmente assistito

Memoria trasmessa dalla Fondazione promozione sociale e dal CSA alla IV Commissione del Consiglio regionale del Piemonte.
Richiama i profili di incompetenza legislativa regionale, la necessità di garantire le alternative di cura e di palliazione e il mancato rispetto dei Livelli essenziali di assistenza sociosanitaria; chiede pertanto di non licenziare il provvedimento per l'Aula.

Fonte: audizione presso la IV Commissione del Consiglio regionale del Piemonte.

12 febbraio 2024Prof. Massimo Gandolfini, Audizione sul progetto di legge sul suicidio assistito

Intervento svolto nell'ambito dell'esame di una proposta di legge sul suicidio assistito.
Il documento è proposto come materiale di approfondimento per il confronto parlamentare e pubblico.

Fonte: materiale di audizione sulla proposta di legge regionale sul suicidio assistito.

2023Andrea Ciattaglia, Suicidio assistito: il Servizio sanitario garantisca le cure, non la morte

Il contributo esamina criticamente la proposta di legge regionale piemontese: richiama l'incompetenza delle Regioni a disciplinare i requisiti sostanziali dell'aiuto al suicidio, la necessità di assicurare cure palliative e di lunga assistenza e il rischio di sottrarre risorse ai Livelli essenziali di assistenza già non garantiti. In un quadro di cure negate e liste d'attesa, la scelta rischia di essere condizionata dalla disperazione e dall'abbandono, non di esprimere una libertà effettiva.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 224, ottobre-dicembre 2023, pp. 56-61.

2021Maria Grazia Breda, Eutanasia: abbandono e disperazione, non libertà

Riprende l'esigenza di distinguere una scelta formalmente espressa da una scelta realmente libera. Quando cure, assistenza e sostegni alle famiglie sono insufficienti, la domanda di morte può essere l'esito della disperazione e dell'isolamento, non dell'autodeterminazione.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 215.

2019Andrea Ciattaglia, Senza diritto alle cure, l'eutanasia è per abbandono

Collega direttamente il dibattito sul fine vita alla persistente negazione di cure domiciliari, semiresidenziali e residenziali.
Il consenso non può essere valutato astrattamente: occorre verificare se alla persona siano state offerte tutte le prestazioni necessarie per vivere con dignità.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 208.

2019Mauro Perino, Sulla morte di Vincent Lambert, tetraplegico in stato di coscienza minima, al quale sono state interrotte le cure con sentenza della Corte di cassazione francese

Ricostruisce il caso di Vincent Lambert, morto dopo la sospensione di alimentazione e idratazione artificiali autorizzata in Francia. Il contributo contesta l'assimilazione della grave disabilità all'assenza di dignità e richiama il dovere di assicurare cure e sostegni alla persona non autosufficiente, senza scelte orientate all'eliminazione del paziente.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 207, luglio-settembre 2019.

2019Mauro Perino, Sulla dignità del vivere e del morire: il caso dimenticato di Loris Bertocco

Attraverso una vicenda concreta, l'articolo mostra come la dignità non coincida con l'autosufficienza né con l'assenza di dipendenza.
La vera alternativa alla sofferenza e alla solitudine è una presa in carico competente e continuativa.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 206.

2019Mauro Perino, L'Europa dell'abbandono terapeutico

Richiama la responsabilità pubblica di garantire continuità terapeutica e assistenziale alle persone non autosufficienti.
Il rifiuto delle cure e il loro mancato finanziamento non sono neutralità: possono trasformarsi in abbandono terapeutico.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 205.

2019Andrea Ciattaglia, Vecchi da (far) morire

L'editoriale denuncia l'abbandono terapeutico delle persone anziane malate e non autosufficienti, richiamando il caso di Cantello. Rifiuta l'idea che la fragilità sia un peso sociale e ribadisce che il diritto alla cura, garantito dal Servizio sanitario nazionale, è condizione essenziale per la tutela della vita e della dignità.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 205, gennaio-marzo 2019.

2013Mauro Perino, Contro l'eugenetica economica e l'eutanasia sociale

Critica la logica che subordina i trattamenti sanitari a un calcolo di convenienza economica per le persone gravemente malate o non guaribili.
L'avvertimento è attuale: una società che misura la cura in base al costo espone le vite più fragili a una discriminazione radicale.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 184.

1999Francesco Santanera, Perché sono costretto a scegliere l'eutanasia attiva quale male minore

La provocazione del titolo evidenzia la responsabilità delle istituzioni: quando mancano cure e sostegni adeguati, il malato e la famiglia possono sentirsi spinti verso soluzioni estreme. Il testo rovescia quindi la domanda: prima di legiferare sulla morte, occorre eliminare l'abbandono.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 126.

1998Sulla dignità del morire e l'eutanasia

Nel confronto con le tesi favorevoli all'eutanasia, l'articolo richiama un punto decisivo: senza una vita dignitosa, curata e accompagnata, non può esservi neppure una morte dignitosa. Denuncia quindi l'eutanasia da abbandono e chiede cure sanitarie e relazionali fino alla fine.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 123.

1993Maria Grazia Breda, Eutanasia attiva, passiva e da abbandono

Il testo, già nel 1993, metteva a fuoco la «morte per sottrazione delle cure»: non solo l'intervento diretto, ma anche la mancata assistenza può condurre una persona fragile alla morte. È la premessa essenziale del dossier: la libertà di scelta esige anzitutto cure realmente garantite.

Fonte: Prospettive assistenziali, n. 101.

Immagine di approfondimento del dossier

3 - Giurisprudenza costituzionale

Le pronunce sono riportate in ordine cronologico, con il collegamento al testo integrale e una sintesi del rispettivo contenuto essenziale.

AnnoPronuncia e contenutoTesto
2018Ordinanza n. 207
Atto interlocutorio con cui la Corte rinviò la decisione, sollecitando il Parlamento e richiamando la necessità di proteggere le persone fragili da pressioni e condizionamenti.
Testo ufficiale
2019Sentenza n. 242
Sentenza di riferimento. Individua un'area circoscritta di non punibilità dell'aiuto al suicidio: patologia irreversibile, sofferenze intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, capacità di decisione libera e consapevole; sono previste verifiche del Servizio sanitario nazionale e del comitato etico.
Testo ufficiale
2022Sentenza n. 50
Dichiara inammissibile il referendum sull'omicidio del consenziente, rilevando che l'abrogazione avrebbe lasciato la vita umana priva della tutela minima costituzionalmente necessaria.
Testo ufficiale
2024Sentenza n. 135
Conferma la centralità del requisito del trattamento di sostegno vitale nel perimetro delineato nel 2019 e il necessario bilanciamento tra autodeterminazione e tutela della vita.
Testo ufficiale
2025Sentenza n. 66
Precisa che il trattamento di sostegno vitale può non essere già iniziato, purché vi sia indicazione medica alla sua attivazione e il paziente possa legittimamente rifiutarlo; restano necessari tutti gli altri requisiti e le garanzie.
Testo ufficiale
2025Sentenza n. 204
Ribadisce che le Regioni possono intervenire sull'organizzazione dei servizi sanitari, ma non ridefinire i requisiti sostanziali di accesso al suicidio medicalmente assistito.
Testo ufficiale

4 - Prima alternativa: cure e lungoassistenza effettive

Premesso che la non autosufficienza è una condizione di salute, il Servizio sanitario nazionale deve assicurare, secondo i bisogni accertati, cure domiciliari, semiresidenziali e residenziali di lungoassistenza.
I due Libri bianchi della Fondazione - l'uno relativo al Piemonte, l'altro relativo a tutto il perimetro nazionale - documentano il divario tra tali diritti e la loro concreta erogazione.

Copertina del Libro bianco - Inchiesta Piemonte

Libro bianco — Inchiesta Piemonte: Perché nessuno possa dire «Io non sapevo» (luglio 2025).
Documenta le attese per prestazioni domiciliari e ricoveri RSA convenzionati.

Copertina del Libro bianco - Inchiesta nazionale

Libro bianco — Inchiesta fuori Piemonte: Non autosufficienza: non ci sono Regioni «modello» (maggio 2026).
Raccoglie casi e criticità riscontrati in diverse Regioni italiane.

Immagine di accompagnamento alla rassegna stampa

5 - Rassegna stampa

Gli articoli qui raccolti offrono analisi e riflessioni sul dibattito pubblico. Sono materiali di approfondimento e non sostituiscono le fonti normative, giurisprudenziali e istituzionali richiamate nel dossier.

Pagina in aggiornamento. Le fonti sono collegate ai testi originali o ai documenti ufficiali.