Prospettive assistenziali, n. 141, gennaio-marzo 2003

 

 

la regione piemonte è molto generosa con le case di cura private: regala anche migliaia di euro

 

Con delibera del 5 agosto 2002, n. 46-6882, la Giunta della Regione Piemonte ha recepito l’accordo intervenuto fra l’Assessore regionale alla sanità e le Associazioni Aiop e Aris che rappresentano le case di cura private.

Per l’anno 2002 è stato concordato un budget complessivo di 225 milioni di euro, corrispondente a 436 miliardi delle vecchie lire.

Per l’anno 2002 «le tariffe relative alle attività di acuzie e post acuzie (esclusa l’attività di riabilitazione di 2° e 3° livello), da riconoscere alle strutture accreditate (…) sono rivalutate dell’8%».

Perché un aumento così rilevante, visto che i dati Istat segnalano un incremento del 2,6%?

Inoltre, la delibera regionale prevede che «per le strutture private definitivamente accreditate in classe A (…) vene stabilita, quale ulteriore riconoscimento per gli adeguamenti strutturali, tecnologici e procedurali, una quota aggiuntiva pari al 5% delle tariffe determinate con il presente accordo».

Per quanto riguarda le case di cura private della “Area clinica nella fase intensiva e di supporto all’emergenza (breve e media degenza)” la delibera in oggetto «facendo riferimento ad un raggruppamento di 70 posti letto (dotazione media delle strutture esistenti)» prevede il seguente fabbisogno di operatori:

personale infermieristico   n. 14      costo annuo euro  490.000,00

ausiliari                               n. 22           »       »      »     594.000,00

coordinatore                      n.   1           »       »      »       35.000,00

personale di riabilitazione  n.   6           »       »      »     216.000,00

medici                                 n.   8           »       »      »     784.000,00

maggiori costi per turni (10%)              »       »      »     211.900,00

1° totale parziale                                                        2.330.900,00

 

Nella tabella allegata alla delibera, il suddetto totale (euro 2.330.900,00) risulta aumentato a euro 3.027.142,86 con la dizione “Totale con altri costi + 30%”.

Infine il totale “Costi struttura e ammortamento” risulta essere di euro 3.481.214,29.

Sulla base dei dati sopra riportati, tenendo conto del tasso di occupazione dei posti letto del 90%, la tariffa giornaliera è individuata in euro 151,39.

Detto importo viene aumentato a euro 152,90 con la seguente motivazione, a nostro avviso, ingiustificatamente generica: «È stata calcolata la media ponderata fra la tariffa giornaliera risultante dalle analisi sui costi del personale necessario all’attività normale dell’area individuata e quella risultante dall’incremento dei costi derivanti dalla maggiore presenza di personale sanitario su tutto l’arco delle 24 ore per assicurare l’attività di urgenza di tale area».

Nella delibera è, altresì, previsto che la somma di euro 152,90 venga arrotondata a euro 155,00 evidentemente per il fatto che la Regione Piemonte è molto generosa. Infatti, per ogni unità di 70 posti il regalo alle case di cura è di 53.655,00 euro all’anno, oltre 100 milioni di lire!

Inoltre, fatto della massima importanza, nella delibera regionale non c’è traccia alcuna di norme rivolte a verificare che le case di cura private mettano a disposizione tutto il personale conteggiato nella retta a carico della Regione.

A questo proposito, ricordiamo che nella delibera “Principi generali, criteri e procedure per l’affidamento a terzi della gestione di servizi socio-assistenziali e socio-sanitari. Approvazione del capitolato tipo”, ratificata dal Consiglio comunale di Torino il 9 dicembre 1998, è previsto che «circa le modalità di verifica inerenti i rapporti finanziari, andranno previste periodiche verifiche dell’effettivo rispetto da parte degli aggiudicatori degli obblighi assunti in sede di gara con possibilità da parte dell’Amministrazione di richiedere la documentazione che lo comprovi (es. lista dei lavoratori, busta paga dei lavoratori, documenti comprovanti i versamenti previden­ziali)».

A nostro avviso, per porre le basi per controlli effettivi, occorrerebbe che la Regione Piemonte integrasse l’accordo intervenuto con le associazioni delle case di cura private vincolando il versamento delle somme di sua spettanza alla presentazione della documentazione (fotocopie del libro matricola, dei versamenti fatti all’Inps e delle fatture rilasciate dal personale a rapporto professionale, ecc.) comprovante la qualifica degli operatori in servizio, la loro effettiva presenza ed il versamento da parte delle case di cura private dei relativi contributi previdenziali.

La mancanza di questi elementi impedisce sicuramente l’effettuazione di controlli validi.

 

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