Prospettive assistenziali, n. 123, luglio-settembre 1998

 

 

 

polemica csa-medici di medicina generale sulle cure sanitarie per i degenti NELLE rsa

 

 

Tra le numerose involuzioni delle RSA (funzionamento affidato al settore dell’assistenza sociale, supporti sanitari troppo spesso inadeguati, inidoneità di parte del personale addetto, ecc.) va segnalata la sempre più consistente presenza in dette strutture di anziani malati cronici non autosufficienti che presentano anche patologie acute, al punto che è stato coniato per questi soggetti il termine di «acutronici».

Riportiamo i dati relativi all’Istituto di riposo per la vecchiaia, gestito direttamente dal Comune di Torino, dati che sono analoghi a quelli rilevati nelle altre strutture del capoluogo piemontese.

1. Ingressi avvenuti nel 1997:

25 donne e 11 uomini - Età media 80,5 anni

2. Patologie principali all’ingresso:

Demenza.....................................................   38,9%

Vasculopatia cerebrale cronica .....................   25,0%

Cardiopatie .................................................   41,7%

Osteopatie...................................................   47,2%

BPCO ........................................................   19,4%

Neoplasie......................................................     2,8%

Psicosi croniche..........................................   44,4%

Nell’80,6% dei ricoverati sono presenti anche altre patologie. Media di patologie per paziente all’ingresso: 2,9.

3. Patologie insorte durante la degenza:

Ictus.............................................................     2,8%

Scompenso cardiaco......................................     5,6%

Neoplasia......................................................     8,3%

BPCO.........................................................   13,9%

Anemia.......................................................   13,9%

Altro (patologie urologiche, gastroenteriche,

ortopediche).................................................   25,0%

4. Interventi medici per urgenze:

Cardiologiche...............................................   16,7%

Respiratorie.................................................   44,4%

Psichiatriche................................................   25,0%

Neurologiche.................................................     5,6%

Altro............................................................   33,3%

Media interventi in urgenza per paziente: 3,7 al mese.

5. Prestazioni sanitarie:

Terapia e.v...................................................   33,3%

Medicazioni.................................................   33,3%

Emotrasfusioni...............................................     5,6%

Prestazioni chirurgiche.................................   16,7%

Rieducazione funzionale...............................   33,3%

RX..............................................................   50,0%

ECG.............................................................     8,3%

ECT e TAC..................................................   30,6%

6. Esito del ricovero:

Deceduto......................................................     5,6%

Dimesso.......................................................     0,0%

In carico......................................................   94,4%

Trasferito in ospedale.....................................     0,0%

 

Lettera dei parenti dei ricoverati nella RSA di Via Spalato (1)

 

In data 15 giugno 1998 i parenti dei ricoverati presso la RSA di Torino, Via Spalato 14, hanno inviato alle competenti autorità sanitarie e al CSA la seguente lettera:

«I parenti degli anziani non autosufficienti ricoverati presso la RSA di Via Spalato 14, Torino, in considerazione del fatto che:

a) nella RSA di Via Spalato sono ricoverati 68 anziani non autosufficienti e la maggiore parte affetta da malattie croniche anche di rilevante gravità;

b) nella stessa struttura sono inseriti per finalità riabilitative altri 10 pazienti provenienti dall’ospedale Martini;

c) non è pensabile il trasferimento degli anziani in ospedale nei casi in cui è possibile assicurare adeguate cure presso la strutture stessa al fine di non creare in loro ulteriori traumi che possono alterare il loro fragile stato psico-fisico;

d) ogni ricoverato, che versa L. 50.000 giornaliere come retta alberghiera, continuerà a pagare tale retta;

«chiedono, tramite il comitato parenti, al Direttore generale dell’ASL 2 di intraprendere presso l’Assessorato alla sanità della Regione Piemonte le necessarie iniziative affinché:

1) venga previsto un Vice coordinatore sanitario da affiancare all’attuale coordinatore in modo da operare in comune e sostituirsi a vicenda in caso di malattia, ferie o aggiornamenti scientifici. Questo serve a dare continuità alla gestione della RSA ed assicurare nel contempo sempre la presenza di un responsabile sanitario;

2) sia garantita la presenza fissa almeno del coordinatore o del suo vice o di uno degli altri medici che operano nella struttura di Via Spalato nell’intera giornata compresi i giorni festivi e prefestivi, con copertura nelle restanti ore di un servizio di reperibilità in modo da assicurare e una copertura sanitaria nel caso insorgessero dei problemi e sia come supporto tecnico alle unità infermieristiche presenti presso la struttura;

3) ferma restando l’attuale copertura infermieristica diurna, si chiede venga assicurata la presenza nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi di almeno due unità infermieristiche. È altresì auspicabile che l’assistenza infermieristica sanitaria sia aumentata da 24 a 40 minuti per ricoverato;

4) venga attivato con il pronto soccorso dell’ospedale Martini un canale preferenziale per questi anziani quando, nonostante tutto, necessitano di un ricovero ospedaliero, in quanto queste persone non possono rimanere, causa il loro stato, abbandonate da sole per parecchie ore su una lettiga senza che nessuno si preoccupi di loro. Ovviamente a ciò va aggiunto il fatto che per visite specialistiche è opportuno che sia il medico a spostarsi presso la RSA e non viceversa».

 

Il volantino del CSA

Preso atto della situazione e della mancanza di risposte alle richieste avanzate ancora prima dell’apertura della RSA in oggetto, veniva deciso di distribuire il volantino, che riproduciamo, sottoscritto da: AIMA, Associazione Italiana Malati Alzheimer; CESPI, Centro Studi delle Professioni Infermie­ristiche; Comitati dei Parenti dei Ricoverati presso il Convalescenziario alla Crocetta, l’Istituto di riposo per la vecchiaia, l’Opera Pia Lotteri e RSA di Via Spalato.

LA FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Gene­rale) di TORINO NON RISPETTA I DIRITTI DEI MALATI ANZIANI RICOVERATI IN RSA E STRUTTURE SIMILARI: ADESSO BASTA!

L’accordo collettivo dei medici di Medicina generale riconosce al cittadino la libertà di scegliere il proprio medico di famiglia.

La FIMMG-TORINO pretende, invece, di poter congelare tale diritto quando il paziente anziano cronico non autosufficiente viene ricoverato in una RSA, Residenza Sanitaria Assistenziale, come è il caso – ad esempio – di Via Spalato 14 a Torino.

Non solo: vorrebbe anche far credere agli utenti e ai gruppi di volontariato che l’organizzazione necessaria in una RSA (struttura che ricovera anche 60-120 pazienti gravemente malati con una media di
2-3 patologie per ciascun soggetto) è analoga a quella del singolo malato curato a casa sua.

La presenza di un medico coordinatore a tempo pieno nelle RSA di 40-120 posti è validissima, ma non è sufficiente a garantire un’adeguata organizzazione delle cure.

La FIMMG-TORINO continua a sostenere che nelle RSA sono sufficienti le prestazioni del medico di base e quindi nella RSA di Via Spalato 14:

– ciascuno dei 68 pazienti è stato illegalmente costretto a scegliere uno dei quattro medici di Medicina generale convenzionati con l’USL;

– non c’è nessuna copertura di notte e per le 48 ore del sabato e della domenica. Il servizio della guardia medica è inadeguato. Così, ad esempio, si verificano situazioni come quella dell’ultimo ponte del 1° maggio: 3 giorni di seguito senza che i malati abbiano visto i medici loro imposti dall’USL 2;

– c’è un deleterio ricorso al Pronto soccorso per i casi che si verificano quando i medici non sono né presenti né reperibili. Ne consegue che i ricoverati, già in gravi condizioni di salute, vengono sballottati dalla RSA al Pronto soccorso. Di recente si è verificato che un malato della RSA di Via Spalato, trasportato al Pronto soccorso sia rimasto in barella senza che nessuno si occupasse di lui per più di 6 ore. Nonostante la sua non autosufficienza e la presenza della malattia di Alzheimer, alla moglie non è neppure stato permesso di restargli accanto!

siamo stanchi delle situazioni di sopruso

chiediamo il concreto riconoscimento delle esigenze e dei diritti degli anziani malati cronici non autosufficienti

da due anni attendiamo dalla fimmg di torino una risposta alle nostre richieste

In base alle leggi vigenti – che anche i medici della FIMMG-TORINO devono rispettare – gli anziani non autosufficienti ricoverati in RSA hanno precise esigenze e, quindi, precisi diritti:

1) diritto a cure sanitarie continuative e, quindi, diritto alle prestazioni di un’équipe di medici, infermieri, riabilitatori e altri operatori che garantiscano interventi per complessive 10-12 ore al giorno;

2) diritto ad avere prestazioni dei medici in servizio presso la RSA presenti o reperibili anche nella notte, al sabato e nei giorni festivi;

3) diritto a ricevere cure sanitarie tempestive adeguate all’interno della RSA nei frequenti momenti di crisi o acuzie evitando, salvo i casi di assoluta necessità, inutili, dolorosi e costosi spostamenti al Pronto soccorso;

4) diritto ad avere in tutta la misura del possibile le occorrenti prestazioni specialistiche nella RSA in cui sono ricoverati.

CHIEDIAMO pertanto che nelle RSA siano previsti:

a) un coordinatore ed un vice di modo che anche nei casi di assenza del titolare per ferie, malattia o altro, sia garantita una adeguata organizzazione delle cure;

b) gli altri medici occorrenti per la diagnosi e la cura anche nelle fasi acute, salvo i casi in cui il paziente necessita di ricovero ospedaliero.

confidiamo che i medici, compresi quelli di medicina generale, rispondano in modo adeguato ai bisogni degli anziani cronici non autosufficienti.

 

La lettera della FIMMG-TORINO

Al volantino rispondeva in data 7 luglio 1998 il Segretario provinciale della FIMMG-TORINO, Dottor Giacomo Melillo, nei seguenti termini (2):

«Negli incontri intercorsi presso l’Ordine dei Medici di Torino ed in successive occasioni, avevo avuto modo di rilevare, e Le avevo anche segnalato, l’atteggiamento pregiudiziale Suo e del Geometra Santanera nei confronti del Sindacato che rappresento. Il volantino che mi allega alla Sua costituisce la prova documentale di questa mia valutazione.

«Voi sostenete che le RSA dovrebbero essere dotate di personale e sovrastrutture analoghe a quelle di un ospedale, perché tutti gli anziani non autosufficienti sono malati cronici che necessitano di un elevato livello di assistenza sanitaria. In sintesi, sostenete la tesi per cui tutte le RSA dovrebbero di fatto essere trasformate in reparti di lungo degenza, anche per evitare che i ricoverati debbano pagare una quota di partecipazione, credo proporzionale al reddito, per le prestazioni socio-assistenziali che non sono fornite gratuitamente dallo Stato.

«In realtà il Piano sanitario regionale riconosce la carenza di posti letto per lungodegenze ed infatti ne programma circa 4.500 nella Regione, contro gli 8.300 previsti per le RSA.

«La FIMMG non ha mai negato l’importanza della realizzazione di un numero adeguato di posti letto per lungodegenti, ma sempre e solo precisato che si tratta di una cosa diversa dalle RSA. I primi infatti richiedono servizi e standard di assistenza infermieristica e medica decisamente superiori e dominanti rispetto a quelli socio-assistenziali.

«Le RSA, secondo le diverse normative che ho avuto modo di esaminare – in modo particolare quella della DGR del 9 gennaio 1995 n. 41-42433, che non mi risulta modificata – “(...) sono deputate a ricoverare persone non assistibili a domicilio per carenza o insufficienza di supporto familiare o di ambiente adatto alle loro esigenze. Per quanto riguarda gli interventi riabilitativi va precisato che:

– i trattamenti riabilitativi nella fase acuta della malattia devono essere svolti nel presidio ospedaliero generale o in apposito presidio ospedaliero e vengono effettuati, a seconda della situazione, dal Servizio di R.R.F. (Recupero e Riabilitazione Funzionale, ndr), o da altri servizi o divisioni monospecialistiche;

– i trattamenti riabilitativi cui è deputata la RSA sono prevalentemente quelli di conservazione dello stato di equilibrio raggiunto compatibile con l’eventuale menomazione rimasta, per prevenire aggravamenti e il decadimento funzionale. (...)”.

«Nell’ambito di queste normative i Medici di famiglia hanno cercato le soluzioni assistenziali migliori – e sono impegnati, per quanto possibile, alla loro realizzazione e al loro progressivo miglioramento – nell’interesse dei soggetti ricoverati.

«La FIMMG ritiene che esistano due categorie fondamentali di soggetti non autosufficienti:

– la prima, affetta da malattie croniche stabilizzate, che necessita prevalentemente di un elevato grado di assistenza per la soddisfazione dei bisogni quotidiani della vita (alimentazione, igiene, socializzazione, ecc.). In questi soggetti l’assistenza sanitaria necessaria consiste soprattutto in una continua sorveglianza per evitare peggioramenti, riacutizzazioni e complicanze delle malattie in atto. Sono proprio questi gli anziani che, con gli opportuni supporti, dovrebbero essere preferibilmente assistiti nell’ambito delle loro famiglie e del proprio domicilio o ricoverati presso RSA nel caso in cui le condizioni socio-economiche e famigliari non consentono l’assistenza domiciliare;

– la seconda è costituita da persone non autosufficienti affette da patologie croniche instabili o in fase di riacutizzazione. Questi pazienti necessitano invece di un elevato grado di assistenza medica ed infermieristica e pertanto devono essere ricoverati in strutture a carattere ospedaliero, a seconda dei casi, in reparti per acuti o di lungodegenza.

«Pensare che tutti gli anziani non autosufficienti siano massificabili in un’unica categoria di problemi e di bisogni assistenziali sarebbe un tragico errore. Inoltre, dato il minor costo della soluzione “tipo RSA” rispetto a quella “tipo lungodegenza ospedaliera”, il riconoscimento di bisogni diversificati consente l’impiego ottimale delle limitate risorse disponibili al fine di garantire a tutti le prestazioni di cui hanno effettivamente necessità. Per contro ci sembra lesivo dell’interesse degli assistiti spacciare le RSA come lungodegenze ospedaliere, semplicemente cercando di imitare i modelli organizzativi di un ospedale.

«Comunque, la decisione di creare lungodegenze, piuttosto che RSA, o viceversa, non dipende dalla FIMMG, ma da livelli istituzionali completamente diversi (governo nazionale e regionale).

«Per tali motivi respingiamo con fermezza le affermazioni contenute nel volantino allegato alla Sua lettera, le cui vere motivazioni continuano a sfuggirmi, e che comunque non mi sembrano ispirate al desiderio reale di tutelare concretamente gli interessi di chi ha bisogno di assistenza.

«Come Voi avete ritenuto opportuno distribuire quel volantino per le strade ed in pubblici convegni, con lo scopo primario evidente di creare difficoltà al Sindacato che rappresento ed offrire a chi ne avesse interesse occasioni di conflitto strumentale, così mi riservo di far pervenire la Sua lettera, il volantino e questa risposta a tutti coloro che ritengo opportuno informare.

«Ciò perché sono convinto che la FIMMG sia rimasta coerente ai principi cui si ispira, alla volontà di salvaguardare e promuovere il SSN, del quale vogliamo essere parte integrante, nell’interesse primario di tutti i cittadini, nell’ambito di livelli assistenziali uniformi ed appropriati che, in un regime democratico, possono essere stabiliti solo dal Parlamento e dal Consiglio Regionale attraverso il Piano Sanitario Nazionale e Regionale».

 

La replica del CSA

In data 20 luglio 1998 il CSA replicava scrivendo al Dott. Giacomo Melillo quanto segue: «In merito alla Sua lettera del 7 u.s., prot. 127/98, rilevo in primo luogo che Lei non fa cenno alcuno al fatto da noi denunciato nel volantino del 10.6.98 e cioè che “ciascuno dei 68 pazienti (della RSA di Via Spalato) è stato illegalmente costretto a scegliere uno dei quattro medici di medicina generale convenzionati con l’USL”.

«È questa una delle vere motivazioni delle nostre iniziative che spero non continuino a sfuggirle e che da parte nostra sono “ispirate al desiderio reale di tutelare concretamente gli interessi di chi ha bisogno di assistenza sanitaria”.

«Le preciso, inoltre, che mai né Santanera, né io abbiamo avuto alcun atteggiamento pregiudiziale nei confronti del Sindacato da Lei rappresentato, com’è dimostrato dal fatto che Santanera ha avuto il 25 settembre 1996 un incontro con Lei ed un Suo collega nella sede dell’Ordine dei Medici, allo scopo di integrare l’intesa intervenuta il 15 maggio 1996 fra lo stesso Ordine dei medici e il nostro Comitato, il Collegio provinciale di Torino degli infermieri professionali e la Sezione del Piemonte e della Valle d’Aosta dell’Associazione italiana terapisti della riabilitazione.

«A seguito dell’incontro suddetto, come da accordi intervenuti, Le abbiamo inviato in data 30 settembre 1996 una “Bozza di protocollo aggiuntivo al documento congiunto sottoscritto dall’Ordine dei Medici di Torino e dal CSA - Comitato per la difesa dei diritti degli assistiti”, documento a cui, nonostante nostri ripetuti solleciti, Lei mai ha risposto.

«Preciso, inoltre, che in data 29 maggio 1997 ha avuto luogo, anche questa volta presso l’Ordine dei Medici, un incontro al quale, oltre a Lei e alla scrivente, erano presenti il Prof. Olivetti, le signore Lupano e Prandi e il Sig. Santanera, incontro che si era concluso con l’impegno Suo e della signora Prandi di predisporre entro 30-45 giorni una bozza di documento sulle problematiche delle RSA, bozza finora non redatta.

«Sono molto stupita delle Sue affermazioni sulle caratteristiche degli utenti delle RSA. Se, invece di fermarsi alle definizioni di comodo contenute nella delibera della Giunta della Regione Piemonte, Lei avesse assunto informazioni dirette, avrebbe accertato che gli anziani ivi ricoverati non solo sono colpiti da malattie gravemente invalidanti, ma anche che circa il 30% di essi soffre di patologie acute.

«Secondo i dati forniti dalla Dott.ssa Nicoletta Aimonino a “Prospettive assistenziali” in data 21 febbraio 1995, risulta quanto segue: “Il 96% degli anziani ricoverati presso l’IRV è non autosufficiente per ragioni mediche; il 60% è affetto da più di tre patologie importanti sul piano clinico-terapeutico, gli altri hanno più di quattro patologie. Attualmente circa il 30% degli ospiti è in trattamento per gravi patologie acute (infarto miocardico acuto, ictus cerebrale, broncopolmonite, scompenso cardiaco acuto, grave anemia, arteriopatia obliterante arti inferiori, ecc.). Il 40% degli ospiti ha necessità di terapia iniettiva, il 30% di terapia per via endovenosa, il 28% ha necessità di medicazioni quotidiane. Si ribadisce pertanto che gli anziani ricoverati presso l’IRV sono affetti da patologie molto complesse che richiedono un costante impegno di diagnosi e terapia oltre che di assistenza infermieristica adeguata e qualificata. La tipologia degli ospiti, il loro precario equilibrio psico-fisico, il facile sovrapporsi di complicanze e/o il riacutizzarsi di pregressi eventi morbosi richiedono infatti interventi spesso immediati ed intensivi”.

«Significativi sono anche i dati concernenti gli utenti entrati nell’IRV nel 1997, che si allegano (3).

«È importante rilevare che questi dati sono analoghi a quelli riscontrati nella RSA di Torino, via Spalato 14.

«Pertanto, se, come Lei scrive, i pazienti che necessitano di “un elevato grado di assistenza medica e infermieristica” dovessero essere “ricoverati in strutture a carattere ospedaliero, a seconda dei casi, in reparti per acuti o di lungodegenza” dovrebbe essere chiusa la maggior parte delle strutture che attualmente ricoverano anziani cronici non autosufficienti.

«Purtroppo, come emerge dalla lettera del 15 giugno 1998 dei parenti dei ricoverati presso la RSA di Via Spalato, tenuto conto del rifiuto praticato di fatto da tutti gli ospedali di garantire le cure ai pazienti cronici non autosufficienti (ad esempio i dementi senili) nelle fasi di riacutizzazione “non è pensabile il trasferimento degli anziani in ospedale nei casi in cui è possibile assicurare adeguate cure presso la struttura stessa al fine di non creare ulteriori traumi che possono alterare il loro fragile stato psico-fisico”.

«Stante questa situazione, dovuta all’espulsione dagli ospedali dei malati inguaribili e non autosufficienti non curabili a domicilio, ad avviso del CSA occorre che presso le RSA operino équipes medico-infermieristiche in grado di provvedere alla cura dei malati cronici, per quanto possibile anche nelle fasi di riacutizzazione».

 

 

(1) Si tratta dell’unica RSA piemontese gestita direttamente da una Azienda sanitaria locale. Questa importante innovazione istituzionale è stata ottenuta soprattutto a seguito delle iniziative condotte dal CSA.

(2) La lettera era indirizzata a Maria Grazia Breda del CSA.

(3) I dati sono quelli riportati all’inizio di questo articolo.

 

 

www.fondazionepromozionesociale.it