Prospettive assistenziali, n. 100, ottobre-dicembre 1992

 

 

ORIENTAMENTI POLITICI ED OPERATIVI DELLA SANITÀ E DELL'ASSISTENZA

 

 Può essere utile verificare le previsioni fatte 16 anni or sono. Al riguardo, ripubblichiamo integralmente lo schema riportato su Prospettive assistenziali, n. 36 bis, dicembre 1976, "Libro bianco sull'operato della Regione Piemonte in materia di sanità, assistenza e formazione di base, aggiornamento e riqualificazione degli operatori".

Ricordiamo che lo schema era stato predisposto come «proposta per una chiave di lettura delle concezioni e degli interventi che attualmente (1976, n.d.r.) esistono nel campo sanitario e assistenziale. Per motivi di chiarezza lo schema raggruppa unicamente in tre settori le posizioni politiche e operative che in realtà sono molto più articolate. Vi è da aggiungere che spesso la linea conservatrice assume caratteristiche clientelari».

 

 

SCHEMA DEGLI ORIENTAMENTI POLITICI ED OPERATIVI ESISTENTI NEI SETTORI DELLA SANITA E DELL'ASSISTENZA

LINEA CONSERVATRICE

 

LINEA TECNICISTICA O DI RAZIONALIZZAZIONE

LINEA DI CAMBIAMENTO

 

Impostazione generale della sanità e dell'assistenza

Alla sanità compete la cura dei malati, escludendo quelli defi­niti inguaribili, come gli handi­cappati, gli anziani cronici e le persone "pericolose" come i disadattati psichici.

All'assistenza è assegnata la funzione di isolare dal contesto sociale le persone non produt­tive che possono disturbare l'assetto sociale.

Agli interventi sanitari e assi­stenziali è affidata la funzione di provvedere al reinserimento lavorativo e/o sociale attuando però gli interventi solo nei con­fronti di coloro che rientrano nelle norme fissate dai tecnici in base all'orientamento politico-sociale dominante.

I servizi sanitari e sociali devo­no assicurare a tutti i cittadini uno stato di completo benesse­re fisico, psichico e sociale. Superamento dell'assistenza in quanto finalizzata ad accettare il rapporto istituzionale e segregante con il ricovero in istituti e l'emarginazione dell'utente dai normali ambienti di vita e di la­voro.

Campo di azione

Si opera per il massimo dello sviluppo del settore ospedalie­ro e di quello assistenziale, che vivono e prosperano sull'esi­stenza del malato e dell'assisti­to, fabbricando nuovi malati e nuovi assistiti.

Il campo di azione della sanità e dell'assistenza è conseguen­te al livello di controllo sociale voluto dalle istituzioni e garanti­to dai tecnici.

 

Massima riduzione possibile dell'ospedalizzazione e dell'as­sistenza.

Interventi sanitari e socio-assi­stenziali che siano conoscenza dell'uomo naturale e sociale, e fondati sulle esigenze indivi­duali e collettive delle persone.

 

Interventi

Tipo di intervento prevalente: ricoveri in ospedali e in istituti a carattere di internato: cronicari, ospedali monospecialistici per tubercolotici, per infortunati, ecc.; istituti di assistenza per minori e per handicappati, case di riposo per anziani, ecc.

I ricoveri vengono per lo più fat­ti in base alle esigenze delle strutture, per cui spesso i rico­verati provengono da città e re­gioni molto distanti.

È frequente che edifici costruiti per altri scopi come conventi e caserme, vengano utilizzati co­me strutture di ricovero.

Per l'assistenza sanitaria si ri­corre massicciamente all'inter­vento di privati: case di cura, laboratori di analisi, medici pri­vati, e ugualmente per il settore assistenziale.

Interventi ospedalieri di tipo settoriale-specialistico. Limita­zione delle forme di internato assistenziale. Sviluppo degli ambulatori sanitari pubblici e privati, ma speciali (come ad esempio i centri per esami di massa, i centri diurni per spa­stici, per subnormali, per psico­tici) e delle forme di seminter­nato assistenziale (come ad esempio i centri di incontro e le case albergo per anziani) con sovrabbondanza di tecnici.

Si mantiene una separazione fra i malati e gli assistiti da una parte e il resto della popolazio­ne dall'altra, con il pretesto del­la necessità di interventi tecnici non attuabili nelle normali strut­ture.

Compatibilità degli interventi pubblici con quelli privati.

Rovesciamento di metodo del rapporto cittadino-servizi, ri­portando l'utente da oggetto a protagonista.

Massima riduzione delle malat­tie e del disadattamento me­diante una reale prevenzione sanitaria e sociale, individuan­do i fattori di rischio della salu­te e dell'emarginazione nelle fabbriche e nel territorio.

Azione di filtro dei servizi del territorio anche al fine di limita­re all'indispensabile i ricoveri ospedalieri.

Superamento dell'assistenza mediante la messa a disposi­zione di interventi e servizi pub­blici non assistenziali aperti e dovuti a tutti.

Quando non sono attuabili gli in­terventi di cui sopra, le iniziative, da assumere a livello delle unità locali di appartenenza dei sog­getti da assistere, comprendo­no: contributi economici, aiuto domestico, attività di sostegno ai singoli e alle famiglie, adozio­ne dei bambini abbandonati, af­fidamenti di minori, inserimenti di handicappati adulti e di anzia­ni presso famiglie, persone e comunità alloggio.

 

Enti e unità locali

Sviluppo degli enti, organi e uffi­ci di sanità e di assistenza, at­tualmente (1976, n.d.r.) oltre 60.000.

In via subordinata unità locali, ma che siano distinte per i servi­zi sanitari e per quelli sociali, non a gestione diretta dei Co­muni e loro Consorzi, ma orga­nizzate come aziende municipa­lizzate.

Creazione delle unità locali dei servizi sanitari e sociali gestite da Consorzi fra Comuni e Pro­vince con separazione della sa­nità e dell'assistenza dagli altri settori: scuola, casa, servizi cul­turali e ricreativi, ecc.

 

Creazione delle unità locali ge­stite dai Comuni, consorzi di Co­muni e Comunità montane per tutti i servizi: sanità, assistenza, casa, asili nido e scuole mater­ne, diritto allo studio, attività cul­turali e ricreative, ecc.

 

Strutture

Creazione di strutture per cure sanitarie e generiche e per la custodia assistenziale.

 

Creazione di strutture di cosid­detta alta specializzazione per la sanità e di servizi speciali per gli emarginati sociali.

 

Strutture sanitarie e sociali aperte a tutti, assicurando le prestazioni specialistiche nell’ambito dei normali servizi e strutture. Massima riduzione delle strutture assistenziali.

Prevenzione

Nessuna prevenzione escluse le vaccinazioni.

 

Prevenzione intesa solamente come vaccinazioni, indagini di massa e diagnosi precoci, ridu­cendo l'intervento degli opera­tori sanitari e socio-assisten­ziali ai soli problemi diagnostici e terapeutici.

 

Priorità della prevenzione intesa come eliminazione delle cause che provocano malattie, disa­dattamento, emarginazione.

Il soggetto è l'uomo in tutta la competenza e va aiutato nelle situazioni o condizioni che pos­sono minacciarne l'integrità fisi­ca, psichica e sociale.

Personale

Personale prevalentemente bu­rocratico negli uffici, generico negli ospedali, di custodia negli istituti.

 

Personale costituito da tecnici organizzati in gruppi di lavoro distinti uno dall'altro in base ai singoli interventi (équipes per le singole specialità mediche, équipes psichiatriche per adul­ti, équipes socio-assistenziali, équipes di medicina scolastica, ecc.) in cui i ruoli sono ancora ben definiti. I tecnici classifica­no e catalogano senza operare per l'eliminazione delle cause che provocano i comportamen­ti "diversi".

Personale costituito da opera­tori sanitari e sociali organizzati in gruppi di lavoro a livello di territorio (compartimenti socio­sanitari), e di tipo plurispeciali­stico (dipartimenti ospedalieri), per rispondere nel modo più globale possibile alle esigenze della popolazione e per agire da elemento di trasformazione a livello delle strutture sociali.

 

Programmazione

Programmazione occulta: i contenuti sono cioè conosciuti solo dai vertici politici e buro­cratici.

 

Programmazione tecnocratica redatta da gruppi di tecnici dell'amministrazione o appalta­ta a centri pubblici o privati di ricerca.

Programmazione partecipata che viene costruita in un per­manente rapporto dialettico fra istituzioni, operatori, forze sin­dacali e sociali e popolazione.

Informazione

Nessuna informazione alle for­ze sindacali e sociali e alla po­polazione.

 

Informazione di soli dati tecnici e con un rapporto esclusiva­mente dai vertici alla base.

 

Informazione sui problemi con un rapporto di andata e ritorno fra i diversi livelli: istituzioni, operatori, forze sindacali e so­ciali e popolazione.

Partecipazione

Rapporti solo con i gruppi pub­blici e privati di potere e rifiuto di ogni forma di partecipazione.

 

Svuotamento della partecipa­zione mediante la cogestione o gestione sociale, e cioè con l'inserimento dei rappresentanti degli utenti, dei sindacati e dei movimenti di base nei consigli di amministrazione o di gestio­ne.

Partecipazione delle forze sin­dacali e sociali (autonome ri­spetto alle istituzioni) per la de­terminazione collettiva delle esigenze, attuata mediante il confronto con le istituzioni e gli operatori.

 

 

 

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