Prospettive assistenziali, n. 98, aprile-giugno 1992

 

 

Notizie

 

 

MINORI: ACCOGLIENZA E DIRITTI

 

L'8 febbraio 1992 si è tenuto a Milano un seminario di studio sul tema dei diritti dei minori, a partire dalla Convenzione dei diritti dell'infanzia approvata dall'ONU nel 1989.

Il convegno è stato organizzato dal Centro Internazionale Studi Famiglia (CISF), che da oltre quindici anni si occupa delle problematiche fa­miliari, attraverso un'opera di sensibilizzazione culturale sui mass-media, con pubblicazioni, convegni, momenti di formazione per gli operatori.

Ai lavori hanno partecipato operatori sociali, giuristi, amministratori locali, responsabili politi­ci, nella consapevolezza che il benessere, e i di­ritti dei minori non possono che essere tutelati attraverso l'agire congiunto di tutte le parti della nostra società.

La giornata, coordinata dal prof. Virgilio Mel­chiorre, ordinario di filosofia morale presso l'Università cattolica di Milano e direttore del CISF, ha a più riprese ricordato quanto il "Se­condo rapporto CISF sulla Famiglia" aveva già evidenziato rispetto alla condizione dell'infanzia nella nostra società, spesso strumentalizzata, offesa, trascurata, abbandonata e maltrattata in una società e in una cultura ripiegata narcisisti­camente sul presente e sulla logica del "tutto subito".

Le voci ascoltate in questa giornata di studio hanno consentito un confronto multidisciplinare ricco di stimoli e di prospettive, sia culturali che operative.

Alfredo Carlo Moro, anche a partire da quell'osservatorio privilegiato dell'infanzia soffe­rente che è la rivista "Il bambino incompiuto", ha sottolineato la peculiarità della Convenzione dell'ONU, e la sua rilevanza anche rispetto all'ordinamento giuridico italiano; in questa dire­zione ha giustamente ricordato come questi do­cumenti di livello internazionale, per quanto frut­to di compromessi e di accordi a livello interna­zionale, necessari per adeguarsi a culture, lin­gue, ideologie le più svariate, non siano indiriz­zati solo ai Paesi "in via di sviluppo", ma abbiano una valenza spesso dirompente anche per i co­siddetti Paesi avanzati, a quell'Occidente che, essendo economicamente sviluppato, spesso fa coincidere ricchezza con civiltà. Se è vero che la condizione dell'infanzia è migliore (dal punto di vista sanitario, sociale, di tutela) nei Paesi ric­chi, è però altrettanto vero che in questi Paesi esistono spazi di "dimenticanza", di colpevole abbandono, di totale assenza di rispetto verso i minori su cui occorre ancora lavorare.

In particolare, sottolineava Moro, è assoluta­mente prioritario ribadire il diritto dei minori ad una relazionalità dotata di senso e solidarietà, soprattutto verso i propri genitori; si tratta cioè di rivendicare, per i minori, un diritto che non sia solo negativo ("non bisogna fare al minore que­sto o quello..."), ma soprattutto positivo, promo­zionale, in aiuto allo svilupparsi di una migliore vita, di migliori opportunità, di un futuro con mi­gliori prospettive.

Proseguendo nella riflessione di Moro, il di­battito si è avvalso del contributo del professor Nicola Scannicchio, giurista e docente presso l'Università di Bari, che ha ulteriormente sottoli­neato la particolare relazione tra sistema giuridi­co e soggetti minori; è emersa con particolare chiarezza la centralità di un approccio giuridico capace di valorizzare le relazioni solidaristiche familiari, più che difendere diritti individuali all'interno delle famiglie, senza trascurare la particolare situazione di debolezza, di "minorità" (giuridicamente intesa) dei soggetti minori di di­ciotto anni. Ma tale approccio va faticosamente ricercato e costruito nella prassi concreta del sistema giuridico e dei servizi a livello nazionale, attraverso un difficile ma necessario riorienta­mento della dottrina giurisprudenziale minorile (che già manifesta, di fatto, segnali di cambia­mento in tale direzione).

Anche il sistema dei servizi sociali deve fare i conti con la particolare natura dei diritti del mi­nore; la Senatrice Maria Paola Colombo Svevo ha così concentrato la propria attenzione sia su­gli interventi di politica sociale che negli ultimi trent'anni hanno modificato lo scenario dei ser­vizi per l'infanzia nel nostro Paese (dall'asilo ni­do ai consultori, dall'adozione e dall'affido al nuovo diritto di famiglia), sia sulla necessità di sostenere quelle reti relazionali (familiari e non) che spesso costituiscono una risorsa efficace per promuovere i diritti del minore e per impedi­re l'insorgere di comportamenti devianti o il ma­nifestarsi di gravi disagi che spesso pregiudica­no il futuro stesso di molti minori.

Mario Cattaneo, direttore della rivista "La Fa­miglia", ha sottolineato come l'impegno educati­vo nei confronti dei minori debba diventare lo strumento principale di un approccio positivo al­la condizione minorile; non quindi un progetto educativo negativo, legato a modelli autoritari, a proibizioni, a vincoli e leggi negative, ma nean­che un modello destrutturato, privo di valori da comunicare, totalmente anarchico e autorego­lante.

Infatti i minori non chiedono regole, leggi e proi­bizioni, né chiedono una libertà assoluta che è spesso solo abbandono e solitudine; ciò che a lo­ro serve, e che chiedono in vario modo, più o me­no esplicitamente, in modo diretto o manifestan­do il proprio disagio, è una relazione educativa dotata di senso, che li accompagni, rispettosa­mente ma fedelmente, verso l'età adulta; ed è su questa prospettiva che la nostra società, le fami­glie, la scuola, tutto il mondo adulto deve ripensa­re il proprio rapporto con il mondo dei minori.

La giornata di lavoro si è poi conclusa con una tavola rotonda di esponenti politici (Giuliano Amato del Psi, Maria Eletta Martini della Dc, Ma­ria Grazia Zuffa del Pds), che anche attraverso l'interlocuzione con il teologo don Giannino Pia­na hanno evidenziato come pure a livello politico stia crescendo una generalizzata consapevolez­za di doversi rivolgere ai problemi nuovi, con una prospettiva non strumentale, ma di tutela, di sostegno, di nuova progettualità societaria, per consentire ai minori di godere di quei diritti di cui parla la Convenzione ONU.

 

 

CORSO DI FORMAZIONE SULL'HANDICAP

 

Il Centro Studi e Documentazione del Gruppo Solidarietà, via Giovanni XXIII n. 26, 60030 Moie di Maiolati (AN), tel. 0371-703327 organizza un corso di formazione sul tema "Handicap: tra bi­sogni e risposte. Dalla cultura dell'inserimento a quella dell'integrazione".

Il corso cercherà di affrontare le questioni della scuola (dalla scuola materna fino alle su­periori), della formazione professionale e del la­voro, della cosiddetta integrazione sociale (tem­po libero, ecc.), dell'intervento sanitario (quale riabilitazione e quindi quali servizi).

In sostanza come i servizi si possono e deb­bono organizzare per avviare reali processi di integrazione.

Un ultimo incontro per concludere andrà ad af­frontare la problematica dell'integrazione tra so­ciale e sanitario, condizione indispensabile per dare risposte efficaci ai problemi dell'handicap.

 

Struttura

Per ogni incontro, ad eccezione del primo che si pone come obiettivo di introdurre al significa­to del corso, si prevede che oltre al relatore che dovrà affrontare il tema della giornata, dovranno essere presenti (tipo tavola rotonda) rappresen­tati di quei mondi legati al tema. Per es. sulla scuola rappresentanti del Provveditorato agli Studi, della USL, del Comune.

Questo, per permettere di fare il punto per ogni argomento sulle risposte che vengono date e per rilanciare possibili nuovi interventi.

 

Destinatari

Operatori sociali, amministratori, educatori professionali, membri di organizzazioni di volon­tariato, operatori scolastici, disabili e loro fami­liari.

 

Programma del corso

(Jesi - sala II Circoscrizione)

 

1) Dall'inserimento all'integrazione: percorsi pos­sibili nei servizi per l'handicap

25 settembre 1992, ore 21.00

Relatore: Mario Tortello (direttore della collana "Quaderni di Promozione sociale"), Torino.

 

2) Scuola: presupposti per l'integrazione

10 ottobre 1992, ore 16.00

Relatore: Giancarlo Cottoni (Membro Osservato­rio permanente per l'handicap Ministero Pubbli­ca Istruzione).

Tavola rotonda con la partecipazione di rappre­sentanti di: Provveditorato agli studi, USL 10 Je­si, Comune di Jesi.

 

3) Lavoro: condizioni e strumenti per l'inseri­mento

17 ottobre 1992, ore 9.00

Relatore: Antonio Saccardo (USL n. 6 Alto Vi­centino - Thiene, Vicenza).

Tavola rotonda con la partecipazione di rappre­sentanti di: Provincia, USL 10 di Jesi, Comune di Jesi.

 

4) Integrazione sociale. Per un progetto edu­cativo

31 ottobre 1992, ore 16.00                 .

Relatore: Giovanna Zama (Responsabile Centro Socio Riabilitativo USL 37 Faenza).

Tavola rotonda con la partecipazione di rappre­sentanti di: USL 10 Jesi, Comune di Jesi.

 

5) Riabilitazione: obiettivo autonomia

14 novembre 1992, ore 9.00

Relatore: Marcello Pierro (Servizio Riabilitazione Ospedale di Ariccia).

Tavola rotonda con la partecipazione di rappre­sentanti di: Regione Marche, USL 10 Jesi.

 

6) Conclusione: integrazione tra sociale e sanita­rio condizione indispensabile di risposta ai biso­gni

28 novembre 1992, ore 9.00

Relatore: Fosco Foglietta (Responsabile Servizio sociale USL 37 Faenza).

Partecipazione di rappresentanti di: Regione Marche, USL 10, Comune di Jesi.

 

 

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