Prospettive assistenziali, n. 97, gennaio-marzo 1992

 

 

APPELLO IN FAVORE DEI MALATI CRONICI NON AUTOSUFFICIENTI

 

 

Quasi un milione di italiani soffrono di malattie gravi che li hanno resi completamente non auto­sufficienti. Per la maggior parte sono anziani, dato che molte di queste malattie colpiscono con più frequenza e con maggiori danni il cer­vello e il corpo di chi è più avanti con gli anni. Sono malati più sfortunati che non possono contare su loro stessi neppure per far sentire la loro voce, che devono dipendere dagli altri an­che per le elementari funzioni necessarie alla sopravvivenza.

Non sono semplicemente anziani, sono malati gravi; il buon senso comune e la moderna scienza geriatrica insegnano che la vecchiaia non è una malattia. In quanto malati hanno tutti i diritti ad essere curati dal servizio sanitario na­zionale, senza alcun limite di tempo, sia per la malattia che per le sue conseguenze invalidanti.

Hanno diritto alla prevenzione della malattia che li rende invalidi, hanno diritto alla riabilita­zione precoce, che consente di ridurre il nume­ro di casi di cronicità e di perdita dell'autosuffi­cienza; il loro numero è oggi tanto elevato pro­prio a causa delle carenze del servizio sanitario nazionale nel campo della riabilitazione.

Denunciamo che per la riabilitazione-lungo­degenza sono stati realizzati pochissimi dei 57.000 posti letto previsti dalla legge di pro­grammazione sanitaria, n. 595 del 1985; scarsi sono i servizi di riabilitazione in ospedale, in am­bulatorio, a domicilio per cui un ictus, una frattu­ra di femore o un'altra delle malattie tipiche della vecchiaia provocano cronicità, non guariscono più, conducono ad una bruttissima morte dopo mesi di sofferenza.

Queste persone hanno diritto ad essere cura­te anche quando non potranno più guarire, dato che inguaribile non significa incurabile, ma ne­cessitano di maggiori cure ed impegno sociale; hanno diritto a non essere "scaricati" dal servi­zio sanitario, a non essere dimessi contro la loro volontà dagli ospedali, ai quali resta il dovere di assistere non solo gli acuti, ma anche i cronici, i lungodegenti ed i convalescenti. (Secondo la legge di riforma ospedaliera, n. 132 del 1968, e quella sanitaria, n. 833 del 1978).

Hanno diritto a restare in ospedale per tutto il tempo necessario alla loro condizione ed al loro stato, in condizioni umane, nel rispetto della loro persona, e non trattati come oggetti ingombranti e non graditi.

Hanno diritto, quando le cure ospedaliere non sono più necessarie, ad essere assistiti a domicilio da personale sanitario qualificato e sufficiente e le loro famiglie devono essere real­mente aiutate in questo grande impegno di assi­stenza.

Hanno diritto, quando la famiglia non c'è o non è più disponibile, ad essere ricoverati in una struttura sanitaria (come quella indicata dalla legge 67 del 1988) il cui nome è Residenza Sa­nitaria Assistenziale.

Deve cessare l'abuso intollerabile, frequente in molte regioni, nelle quali il malato cronico vie­ne "scaricato" nelle case di riposo, pubbliche e private, che pretendono illecitamente il paga­mento di alte rette di degenza a fronte di un ser­vizio molto carente, talmente povero di garanzie sanitarie da configurare una serie di reati gravi contro la persona.

Il nostro paese si avvia ad un invecchiamento eccezionale della popolazione, e pertanto è faci­le prevedere la maggiore necessità di servizi per gli anziani non autosufficienti, le USL cercano invece di sottrarsi ai loro doveri istituzionali: am­ministratori straordinari, primari medici, dirigenti della sanità pubblica e privata intensificano le dimissioni selvagge dall'ospedale, chiedendo alla magistratura di intervenire per liberare i posti letto occupati da cronici, adducendo la fal­sa motivazione che non vi sarebbero posti letto per i giovani e per gli acuti (mentre lo stesso Mi­nistro della Sanità ha più volte affermato che il numero dei posti letto per acuti è eccessivo e va ridotto).

Chiediamo che vengano rispettati i diritti dei malati, che tutte le regioni istituiscano posti letto per la riabilitazione-lungodegenza ospedaliera, provvedano alle direttive per le convenzioni fra USL da un lato ed IPAB, Comuni, privati dall'altro per attuare le residenze sanitarie assistenziali; provvedano in tempi rapidi ai piani di costruzio­ne delle residenze sanitarie assistenziali gestite direttamente dalle USL e sovvenzionate dallo Stato, con i sospirati investimenti decisi quattro anni fa.

Chiediamo che le USL rispettino le leggi dello Stato e i diritti dei malati, garantendo loro un trattamento umano in ospedale o in residenza sanitaria assistenziale.

Fino a quando questo non avverrà, chiediamo la sospensione totale dei provvedimenti di cac­ciata forzosa dagli ospedali dei cronici non au­tosufficienti e la rinuncia, da parte delle ammini­strazioni pubbliche, a qualsiasi iniziativa giudi­ziaria contro i pazienti e le loro famiglie.

 

Rita Levi Montalcini - Premio Nobel; Giorgio Ben­venuto - Segretario Generale UIL; Giovanni Ber­sani - Senatore; Norberto Bobbio - Senatore a vi­ta; Achille Ardigò - Professore Università di Bolo­gna; Mons. Giovanni Nervo - Presidente Fonda­zione Zancan; Alberto Battaglia - Co-Presidente AISM; Anna Amore Riva - CAD, USL RM1; An­drea Bartoli, Direttore CSPSS Roma; Sandro Ber­nardini - Sociologo; Salvatore Bonaiuto - Prima­rio Geriatria; Graziana Delpierre - Segretario Na­zionale UIL Pensionati; Sergio De Simoni - Ordi­nario di Statistica di Bologna; Fabrizio Fabris - Professore Università di Torino; Roberto Fanfani - Professore ordinario di Politica ed Economia Agraria, Università di Bologna; Francesco Floren­zano - Psicologo, Direttore di Gèron; Carlo Filip­pucci - Ordinario di Statistica economica; Aurelia Florea - Direttore ISTISS; Claudio Franceschi - Professore Università di Modena; Antonio Golini - Direttore Istituto ricerca popolazione CNR; Car­lo Hanau - Segretario Coordinamento Italiano del volontariato; Anna Maria Mammoliti - Presidente CLUB Donne; Elena Marinucci - Senatore; Marta Mele - Geriatra; Raffaele Minelli - Segretario Ge­nerale Aggiunto SPI-CGIL; Silvano Miniati -Segretario Generale UIL Pensionati; Paola Mona­ri - Ordinario di statistica metodologica; Vito Noto - Geriatra; Lina Osti - Presidente AMRER, Asso­ciazione Malati Reumatici Emilia Romagna; Ga­briele Salerno, Deputato; Francesco Santanera - CSA Torino; Italo Scardovi - Preside della Facoltà di Scienze Statistiche di Bologna; Besani - Sena­tore; Roberto Spagnoli - Sindaco di Paganico Sa­bino; Claudio Spinelli - Presidente Consiglio Re­gione Umbria; Damiano Tavoliere - Regista; Mar­co Trabucchi - Professore Università di Roma; Giglia Tedesco - Senatore; Fosca Veronesi - Di­rettore Dipartimento Scienze Statistiche Universi­tà di Bologna; Marta Cossa - AUSER Arezzo; Pa­trizia Brandini - USL Figline; Laura Brezzi - Assi­stente sociale Arezzo USL RM 23; Gino Lelli - Comunità Sacro Cuore Arezzo; Santa Lodi - Pre­sidente servizi sociali Arezzo; Alessandro Giusti­ni - Primario riabilitazione Arezzo; Emilio Mel­chiorri - Direttore Casa di Riposo di Pesaro; Elvi­ra Bizzarri - Responsabile S.S. Anziani Pesaro; Padre Sergio Parenti - Religioso Domenicano di Bologna; Lia Varia Fortunati - Docente Università di Bologna.

 

Per adesioni, rivolgersi a ADA, Associazione per i diritti degli anziani

Via Po 162, 00198 Roma, tel. (06) 67.547.244/224/228, fax (06) 85.47.132

 

 

www.fondazionepromozionesociale.it