Prospettive assistenziali, n. 82, aprile-giugno 1988

 

 

Notizie

 

 

CONTINUANO AD AUTOESALTARSI GLI ISTITUTI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA

 

Riportiamo integralmente la lettera inviata il 20 gennaio 1988 dalla Sezione di Firenze della ANFAA all'Arcivescovo, al Giudice tutelare, all'Assessore comunale alla sicurezza sociale, alla Commissione diocesana della Famiglia della Cu­ria vescovile, alla Caritas diocesana e alla Supe­riora dell'orfanotrofio femminile antoniano del Padre Annibale di Francia «Villa II Pozzino», (Ca­stello di Firenze), lettera rimasta finora senza alcuna risposta.

 

Come tutti sanno, ogni bambino per poter cre­scere ha bisogno di un ambiente ricco di stimoli affettivi. La famiglia (sia essa biologica, affidata­ria o adottiva) è senz'altro la struttura sociale in grado di fornire le condizioni migliori al riguardo. Al contrario il ricovero in istituto provoca seri traumi al minore, spesso irreversibili e tanto più gravi quanto più precoce e più lunga è la sua isti­tuzionalizzazione.

Non è di questo parere la piccola Silvia, alun­na della scuola «Padre Annibale di Francia», ge­stita dalle suore del Divino Zelo dell'Orfanotrofio Femminile Antoniano di Castello (Firenze)

Secondo quanto scrive la bambina - che ha chiesto ed attenuto di provare a vivere un giorno da «interna» nell'istituto - l'esperienza del collegio è bellissima («...si giocava, si guardava la televisione, si mangiavano dolci e c'erano anche molte cose con cui giocare... Una sera diverten­te ed indimenticabile... La mattina successiva provai un po' di tristezza a lasciare il reparto in­terno... Anche se a casa mia mi trovo benissimo, mi piacerebbe essere interna, cioè vivere insie­me a più bambini, in una grande famiglia...»).

Anche ammettendo l'efficienza dell'Orfanotro­fio da un punto di vista logistico, ci sembra estre­mamente preoccupante la logica che sottostà al­lo scritto: accreditare la convinzione che vivere in istituto sia meglio, o uguale, che vivere in fa­miglia.

Tutto questo, secondo noi, è falso e mistifica­torio perché induce chi legge a minimizzare le sofferenze dei bambini soli.

Trentadue anni fa, Don Lorenzo Milani scriven­do ad una giovane sposa nel giorno delle nozze affermava: «... Il tuo Serafino è figlio d'un pove­ro operaio. Anzi un po' meno che figliolo d'un operaio. È figliolo della vedova d'un povero ope­raio. Anzi un po' meno che figliolo d'una vedova. È uno di quegli infelici cresciuti nell'inferno dei figlioli delle vedove dei poveri operai: il collegio. Un santo collegio fondato da un santo, ma non per questo meno un inferno di sofferenza».

Si sollecita una presa di posizione sul proble­ma.

 

 

LETTERA SULL'OSPEDALIZZAZIONE A DOMICILIO

 

Riportiamo integralmente la lettera pubblicata su «La Stampa» del 24 aprile 1988 (1).

 

«Sono la figlia di una persona che, negli ulti­mi mesi della sua vita, è stata assistita a domici­lio da una équipe dell'ospedale di giorno delle Molinette. Il 25 marzo scorso mia madre è morta e, passati i primi giorni di spaesamento e di ri­fiuto della realtà, mi accingo ora ad assolvere al­cuni atti doverosi. Il primo è di ringraziare chi ha organizzato un servizio di civismo esemplare.

«Mia madre, che aveva 83 anni, aveva fatto il medico tisiologo per oltre 35 anni e a Sofia - la Bulgaria era il suo paese natale - aveva diretto fino al 1958 il dispensario centrale contro la tu­bercolosi. Negli ultimi anni non era più autono­ma, ma io non sopportavo il pensiero di farle fi­nire la sua vita nello squallore di una casa per anziani o nell'anonimato di un letto d'ospedale.

«Grazie al personale dell'Ospedale ciò è sta­to possibile: fino all'ultimo barlume di coscienza le hanno tenuto compagnia le forme, gli odori ed i rumori della sua casa, le nostre voci, l'abbaiare del suo cane. È stata - insomma - viva fino alla fine».

 

 

(1) La lettera si riferisce al servizio descritto nel libro di F. Fabris e L. Pernigotti, Ospedalizzazione a domicilio. Curare a casa malati acuti e cronici: come e perché, Ro­senberg & Sellier, Torino, 1987, pp. 191, L. 19.000.

 

 

www.fondazionepromozionesociale.it