Prospettive assistenziali, n. 80, ottobre-dicembre 1987

 

 

Specchio nero

 

 

COM’È GRIGIA LA CITTA’... MEGLIO IL VERDE E L'ARIA BUONA (OVVERO, COME DEPORTARE GLI ASSISTITI)

 

Il Comune di Torino ha previsto, con una sua delibera, l'acquisto di 20 alloggi nel Comune di Mazzè (viale Europa 16 e 18), piccola cittadina sita a 30 km da Torino, e di 11 alloggi in via Bal­bis 19 in Torino stessa, per sistemare persone o famiglie sfrattate. Si tratta, a nostro avviso, di un vero e proprio esempio di «deportazione as­sistenziale», come sottolinea il Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base in una lettera inviata al Sindaco di Torino, agli Asses­sori comunali alla casa e all'assistenza ed ai capi gruppo consiliari.

Scrive, fra l'altro, la delibera del Comune di Torino:

 

Tra i casi che i Servizi sociali incontrano - sia di anziani che di altri gruppi sociali portatori di problemi e bisognosi di interventi socio-assisten­ziali - vi sono persone o famiglie che sono col­pite da procedure di sfratto e che trarrebbero vantaggio da una sistemazione alloggiativa in un ambiente meno complesso di quello cittadino.

Trattasi di persone anziane sole, che non hanno parenti nel contesto cittadino, e che accettereb­bero volentieri un rientro nella propria cultura di origine (a caratteristica rurale) se venisse loro garantito un luogo attrezzato di servizi socio-as­sistenziali adeguati in grado di sostenere e man­tenere la loro autonomia.

Contemporaneamente, si presentano in altre circostanze, dei nuclei con problemi di ordine fisiopsichico sociale, che avrebbero necessità di allontanamento dalla città, che è ambiente per loro attualmente troppo problematico, per un pe­riodo di tempo che consenta loro di riorganizzare la propria vita e le proprie relazioni in un conte­sto più positivo e più semplice, mantenendo aper­ta un'eventuale prospettiva di rientro nell'am­biente cittadino.

Si valuta che, ove fosse possibile consentire l'utilizzo di alcuni alloggi nel complesso edilizio in Mazzè, tale fatto consentirebbe di dare esito positivo a casi particolari di persone o di piccoli nuclei familiari colpiti da sfratto, della tipologia suindicata.

Si ritiene che il complesso edilizio sito nel Comune di Mazzè presenti aspetti assai positivi. Innanzitutto è collocato in un paese che alla cul­tura rurale accompagna tratti di cultura cittadina, stante la influenza del processo di industrializza­zione, che vede la maggior parte degli abitanti svolgere un'attività presso l'industria Olivetti di Ivrea, mutuando da tale città e da tale ambiente alcune caratteristiche culturali.

Inoltre proprio nel contesto del piccolo com­plesso edilizio di cui trattasi, sono presenti tutti i servizi sociali essenziali, in una posizione di accesso immediato: la sede del distretto (con la possibilità di usufruire del medico e dell'assisten­te sociale), il Comune con i servizi comunali, il servizio di poste e telegrafo, la banca, un super­market, e il mercato rionale.

Nell'immediata vicinanza è collocato il centro socio-terapeutico di zona, che offre l'eventualità di utilizzo di servizi (pasti ad esempio) e di col­locazione diurna di portatori di handicap.

 

Testo della lettera del Coordinamento sanità e assistenza di Torino (1):

«Abbiamo preso visione della delibera nume­ro 8703025/12, frutto di concerto fra l'Assessore Zanetta e l'Assessore Bracco, con la quale si è voluto dare mandato ai due assessorati "per un utilizzo ottimale degli stabili di Viale Euro­pa 16-18, Mazzè e Via Balbis 19, Torino.

«È francamente stupefacente che si sia vo­luto motivare la delibera con un'elencazione di quelli che sono i compiti abituali - o, meglio, istituzionali - dell'Assessorato all'assistenza, aggiungendo poi, quasi una ciliegina sulla torta, una lirica descrizione dell'ambiente in cui sorge il complesso edilizio di Mazzè, le cui caratteri­stiche renderebbero altamente appetibile la si­stemazione nel complesso stesso.

«Poiché la delibera riguarda sia il complesso di Mazzè, sia quello di Torino, vien quasi da spremere una lacrimuccia sulla sorte di chi sarà penalizzato dalla sistemazione in via Balbis an­ziché nell'Eden di Mazzè!

«Comunque è legittimo chiedersi perché con l'elaborazione della delibera si è ignorato che una Commissione per l'emergenza abitativa (in cui figurano rappresentanti delle forze politiche, delle OO.SS., delle forze sociali e rappresentanti dell'Assessorato all'assistenza) lavora da vari anni presso l'Assessorato alla casa, con il com­pito di esaminare, caso per caso, le situazioni par­ticolari di nuclei sfrattati, sgomberati e/o porta­tori di problemi che giustificano interventi assi­stenziali; che per questi ultimi - cosiddetti "casi sociali" - dopo l'esame da parte della Commissione dei requisiti e la constatazione del diritto all'assegnabilità di alloggi, viene ancora eseguito un nuovo esame per suddividere i bene­ficiari in fasce di priorità, poi sottoposte all'at­tenzione dell'Ufficio movimentazione inquilini; che, infine, i funzionari addetti a quest'ultimo ese­guono il lavoro della assegnazione di alloggi - delicatissimo e gravoso per il contatto diretto con gli interessati e sia pure con i gravi limiti della scarsa disponibilità di unità abitative - con una competenza ed un tatto che sono stati loro ampiamente riconosciuti.

«Rimane quindi difficile comprendere i motivi che hanno ispirato una delibera istitutiva di pro­cedure diverse da quelle sovraesposte: e ciò tan­to più in quanto gli alloggi oggetto della delibera sono acquistati con fondi della Legge n. 118, per i quali gli assegnatari devono corrispondere equo canone, ossia cifre che i “gruppi sociali portatori di problemi" raramente sono in grado di pagare.

«Gradiremmo cortese risposta alle nostre os­servazioni».

 

 

(1) Fanno parte del C.S.A. le seguenti Organizzazioni: Associazione genitori adulti e fanciulli handicappati; Asso­ciazione italiana assistenza spastici, sezione di Torino; Associazione italiana sclerosi multipla, sezione piemonte­se; Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie; Centro di informazioni politiche ed economiche; Cogidas; Coordinamento autogestione handicappati; Coordinamento dei comitati spontanei di quartiere; Coordinamento para e tetraplegici; Gruppo Inserimento sociale handicappati USSL 27; Unione italiana ciechi, sezione di Torino; Unione italia­na per la lotta contro la distrofia muscolare, sezione di To­rino; Unione per la lotta contro l'emarginazione sociale; C.S.A. 39 (Chivasso).

 

 

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