Prospettive assistenziali, n. 10, aprile-giugno 1970

 

 

SPECCHIO NERO

 

 

 

LA «FOLLE» ASSISTENZA DELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI CAPITANATA

 

 

Riproduciamo la seguente lettera dell'Amministrazione Provinciale di Capitanata:

 

 

 

 

 

L'Unione per la Promozione dei Diritti del Minore rispondeva a questa lettera in data 4 giu­gno 1970:

 

Al Sig. Avv. Berardino Tizzani

Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Capitanata

Foggia

 

Abbiamo ricevuto la Vs. del 18 maggio 1970 che ci ha lasciati molto stupiti, per due motivi. Innanzi tutto per la terminologia impiegata per definire i vostri ammalati: «richiesta informa­zione sul folle Michele ...», «questa Ammini­strazione per i folli dimessi...».

Vi facciamo notare che siamo nel 1970 (non nel 1370, medioevo, caccia alle streghe, storie di folli), e speravamo che certi termini lesivi, perché non tengono conto della pari dignità umana di tutte le persone, fossero stati aboliti.

Secondo: codesta Amministrazione parla per un affidamento familiare di L. 5.000 mensili.

Per Vostra conoscenza Vi riportiamo uno stralcio della seduta della Giunta Provinciale di Milano del 14 maggio 1969 in approvazione della spesa per collocamento familiare retribuito del­le piccole inferme C. D. e A. M. degenti nell'Ospedale G. Corberi di Limbiate:

«Vista la nota 27-2-1969 n. 49 con la quale la Direzione medica dell'Ospedale G. Corberi di Limbiate propone che vengano affidate alle famiglie i bambini C. D. ecc. e A. M. ecc. .....

«Rilevato che il costo di tale collocamento è di L. 60.000 mensili pro capite per la retri­buzione della famiglia, e che tale costo è infe­riore alla retta media vigente, per i ricoveri di malati di mente nei dipendenti Istituti psichiatrici provinciali ... Delibera: 1) di autorizzare l'affido familiare retribuito delle due bambine sopra nominate degenti nell'Ospedale G. Cor­beri di Limbiate; 2) di approvare la spesa di L. 60.000 mensili pro capite per retribuzione a tale titolo alle famiglie ....».

Invitiamo perciò il Presidente di codesta Amministrazione a una particolare attenzione al­la terminologia impiegata per i degenti nei Vs. Istituti, poiché questa stessa terminologia viene ad essere un veicolo di influenza sull'opinione pubblica, in quanto favorisce l'accettazione o il rifiuto degli ammalati stessi e non tiene conto dell'evoluzione e del perfezionamento scientifico nella definizione di questi soggetti. La invitiamo pure a rivedere il sussidio mensile sotto una generale revisione della politica di assistenza psichiatrica, adattandosi a nuovi criteri metodo­logici che si vanno affermando nella scienza del settore, al fine di assicurare ai fanciulli dimessi il ritorno nel nucleo familiare nelle condizioni indispensabili per il loro normale sviluppo.

Grati di un cenno di ricevuta, inviamo di­stinti saluti.

Il Presidente

Cons. di Cassazione Emilio Germano

 

 

 

L'ISPETTORE BELZEBU' SCONFITTO A GROTTAFERRATA

 

Alle porte di Grottaferrata,

circondato da prati e vigneti,

fabbricato da mani devote,

sorge ed opera un santo istituto;

l'ha voluto la fede assoluta

nei miracoli tuoi, Santa Rita,

della gente di tutti gli strati

che ha donato e che dona il suo aiuto;

una gara di nobili dita

in un gesto disinteressato

ha portato speranze di vita,

sprazzi verdi sul grigio selciato.

Arriva quaggiù dell'Ignoto,

come stella dal cielo piovuta,

nella fulgida luce dorata

d'un amore sublime, infinito,

una fata Diletta dal fato

ha raggiunto la meta indicata,

ha deposto il vestito di seta,

s'è vestita di tela di iuta,

ha sbirciato, guardato, osservato,

e le maniche s'è rimboccata,

imitata con foga immediata

dalla corte che attorno le ruota.

Questa. fata da tutti aspettata

ha portato una fresca ventata

d'ottimismo fecondo, elevato,

d'un fervore in passato ignorato;

ha mutato il deserto in roseto,

ogni erbaccia in un fiore di prato,

ogni bimbo malfermo, emaciato

in un inno cantato al creato.

Tra le stanze accoglienti, assolate

una turba di bimbi sfrenati

sorvegliati con cura immutata

vive il tempo dell'ora sua lieta;

non rattrista la loro giornata

l'apparente ingiustizia subita:

una breve carezza sentita,

e la lieve carenza è colmata.

Sono giunti da posti remoti,

da tuguri di paglia e di creta,

malandati in salute, provati

dagli stenti di lunga durata;

ma la Fata Diletta, assistita

dalla corte che attorno le ruota,

ha donato di nuovo la vita

a quei poveri bimbi smarriti.

Nell'ambiente sereno, incantato,

dove il sole sorride beato,

s'è levata una nota stonata,

una nube nel cielo è passata;

qualcheduno, ma invano, ha tentato

di portare scompiglio studiato:

Belzebù, questa volta, scornato

in gran fretta all'inferno è tornato.

Non vi sembri la trama già nota

d'una fiaba dei tempi passati:

questa vita è davvero vissuta

alle porte di Grottaferrata.

dott. Franco Esposito

 

Dal bollettino «Il miracolo nel tempo» dell'istituto s. Rita di Grottaferrata, 1968, anno IV, n. 12.

 

Proponiamo che il Ministro dell'Interno com­menti e spieghi questa tragica poesia ai suoi funzionari e in particolar modo agli ispettori in­caricati della vigilanza negli istituti per l'infanzia.

 

 

LA SEGREGAZIONE PROGRAMMATA PER LA REGIONE PIEMONTE

 

Il Comitato Regionale per la Programmazione Ospedaliera del Piemonte ha approvato il documento «Indicazioni per l'elaborazione del piano nazionale ospedaliero transitorio», che viene pubblicato in «Cronache da palazzo Cisterna», periodico della Provincia di Torino 5-1969, pp. 12 segg. Dal documento apprendiamo con sgomento: «Occorrerà soddisfare un fabbisogno di 2100 posti-letto per la medicina generale, 2400 per la chirur­gia, 1400 per la pediatria, 1000 per l'ostetricia e ginecologia, 900 per l'orto­pedia, 1500 per le specialità dei presidii provinciali, 1000 per le altre spe­cialità, e addirittura (sic!) 12.800 per i lungodegenti e convalescenti, e 10.100 per gli ammalati psichici e i minorati psichici».

 

Ci chiediamo sgomenti: che significa questo inglobamento nel settore ospedaliero dei malati mentali e soprattutto dei «minorati psichici» (che malati non sono, secondo le più aggiornate affermazioni scientifiche in campo internaziona­le)?; prelude forse a un progetto di totale segre­gazione di questi soggetti, che pure hanno il pie­no diritto e ampie possibilità di essere assistiti in strutture educativo-assistenziali, e di essere inseriti nel normale circuito socio-lavorativo?

 

 

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